“VESTITI MALE”, quando l’osservazione e l’analisi interiore diventano canzoni.

“VESTITI MALE”, quando l’osservazione e l’analisi interiore diventano canzoni.
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“Vèstiti male” è il titolo del nuovo album di Davide Solfrini.
Il cantautore romagnolo, ha pubblicato un album di 6 brani, vere e proprie opere che dimostrano lo spessore artistico e cantautorale del romagnolo.

Dopo “Muda”, album pubblicato nel 2013, dove già si notava la serietà e la meticolosità della caratura di Davide Solfrini, posso certamente dire che questo è un album che non lascia spazio ad interpretazioni nell’analisi oggettiva della realtà che ci circonda in cui si può certamente dedurre un’analisi che va dal micro al macro, dall’anima alla realtà visiva.

Si perchè Solfrini non racconta solo della realtà di “un Paese in cui non niente funziona”, ma si lascia andare ad una analisi introspettiva, in cui probabilmente influisce anche la verità sulle condizioni di vita della sua terra che facilmente possiamo ritrovare nelle nostre città e che non riguarda solo situazioni economiche ma anche sociali.

Il “respirare per non esplodere” come in “cose buone”, canzone che reputo di una valenza artistica altissima, è simbolica e racconta della sopportazione che ognuno di noi compie ogni giorno, probabilmente perchè viviamo in una società individualista in cui chi dà tanto viene visto come un “bancomat umano” a cui chiedere ogni volta che si ha bisogno di qualcosa.

Il cantautore, già protagonista sul MIE – Musica Italiana Emergente in passato, sembra quasi raccontare l’analisi di un’anima che descrive come un paesaggio notturno e desolato di una borgata ma che non si arrende all’oblio, come in “Alto mare” e che vuole oggettivamente raccontare una situazione sociale che è possibile risollevare.

Ogni canzone di questo album è un’atmosfera in cui le musiche descrivono i paesaggi e le parole di Davide raccontano pienamente gli stati d’animi e le vite dei personaggi che vivono nelle sue canzoni e molto probabilmente non solo lì.

“Vèstiti male” diventa quasi un album in cui molti che lo ascoltano si ritrovano protagonisti e che Davide regala attraverso canzoni come le già citate “cose buone” e “alto mare” e che con “portiere notturno”, “un giorno piove”, “una volta ero un uomo” e “vèstiti male”, non ha nulla da invidiare a cantautori di un certo peso, avendo assistito alla maturazione artistica del cantautore di Gradara.

 

Salvatore Imperio

di Salvatore Imperio

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