Un’artista con la A maiuscola: Roberta Giallo. L’intervista di MIE.

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Oggi abbiamo l’onore di intervistare un’interprete, autrice e musicista che rappresenta la parte più originale ed estroversa della musica: Roberta Giallo. 

Ciao Roberta è un piacere ospitarti tra le pagine di MIE. Prima domanda: da dove nasce questo tuo modo di fare musica e da dove nascono i tuoi vocalizzi così originali ?

Domanda da un milione di dollari, ma azzarderò una risposta. Nasce dalla mia innata inclinazione all’esperimento e dalla mia spiccata curiosità verso il mondo e le persone. Tutto quello che incontro nella vita, al di là della musica stessa, ha il potere di influenzarmi e plasmarmi. Amo conoscere, mettere insieme le cose, come fosse un processo alchemico: ecco, mi piace pensare che la mia musica assomigli all’alchimia. Quando riesco miracolosamente a mettere insieme le note giuste con le emozioni giuste e con l’intensità giusta… può nascere la magia-canzone, e allora, perché no, si può “incantare il mondo”.  

Fare musica è una ricerca,  a volte giocosa, a volte triste: nessuna gamma è esclusa.

Posso dire un po’ la stessa cosa riguardo ai miei vocalizzi: io mi stanco ad essere sempre “uguale”, oppure, a ripetermi senza variazioni. Ho la fortuna di avere in dono una grande estensione vocale e la facilità di giocare , “dipingere” o imitare con la voce tutto quello che mi attraversa; perciò i “vocalizzi”, così come li chiami tu,  sono il mio modo di avvicinarmi alle cose, di riprodurle, rappresentarle. Come con la poesia, mi piace utilizzare la voce in modo onomatopeico, evocare le sostanze, gli animali, i ricordi astratti e concreti.

Ho notato che sei marchigiana di origine ma bolognese di adozione e le tue incredibili collaborazioni con Lucio Dalla, Samuele Bersani, Valentino Corvino… 
Ci vuoi raccontare dell’approdo in terra bolognese e come sono nate queste incredibili collaborazioni?

Sono arrivata a Bologna come la maggior parte dei giovani che vi approdano: per studiare. Ma studiare Filosofia, ad essere sincera al 100%,  era in parte “la scusa” per venire proprio a Bologna! La verità è che ancora prima di conoscere questa città ne ero innamorata, ne avevo il mito; i miei genitori avevano studiato qui e tutti i racconti della loro giovinezza avevano come ambientazione i portici, Piazza Maggiore, Piazza Santo Stefano: anche io volevo vivere la primavera della vita in quei misteriosi e magici luoghi che la mia mente si era figurata!

Poi cos’è successo? Non ho mancato di portare a compimento i miei studi laureandomi con tanto di lode,  senza perdermi la vitalità e gli incontri fortunati, capitati un po’ per caso, sotto un portico o in un bar…

Fu proprio in un bar che conobbi il Produttore Mauro Malavasi che mi fece conoscere il Grande Lucio Dalla. Andò così: Mauro Malavasi cominciò a produrmi uno spettacolo teatrale-musicale, poi per far girare “la cosa”, sottopose Lucio all’ascolto delle mie canzoni e da lì Lucio si prese a cuore la “mia causa” di cantautrice e teatrante… non potevo crederci! Lucio Dalla mi stava praticamente aiutando a produrre il mio spettacolo?! Da lì sono venute altre collaborazioni con lui, ma anche una speciale amicizia, un legame che sento tutt’ora fortissimo; perché lui c’è anche se non c’è più…

Mi chiamò a fare i cori in un paio di brani dell’ultimo disco, a figurare nel video del Prode Radamès, a collaborare alla colonna sonora del film di Pupi Avati “Il cuore grande delle ragazze”. Lucio era un vulcano con mille idee e tanta voglia di fare… e anche di divertirsi! Mi bastava vederlo col suo braccialetto di turchesi e i suoi maglioncini colorati per 

sorridere! Andrei avanti per ore raccontando quanto mi ha dato, ma non è possibile; chiudo dicendo che lo reputo “il mio Caro Amico Angelo” della Musica e L’Artista dal quale prendo esempio.

Poi,  in un vicolo, incontrai Marcello Corvino, produttore teatrale a cui Lucio aveva proposto il mio spettacolo, che mi chiese se poteva passare  il mio contatto al fratello, Valentino Corvino, grande musicista del quale avevo già apprezzato sensibilità e talento proprio in uno spettacolo prodotto da Marcello.

Tutto andò nel modo più veloce e lineare: cominciai subito a collaborare con Valentino, attualmente l’arrangiatore del mio album,  il quale stava  lavorando ad un disco di Samuele Bersani. 

Un giorno Valentino mostrò a Samuele i video che pubblicavo su youtube (i miei “autoritratti dinamici”) e Samuele mi chiamò a partecipare alla produzione del suo disco “Nuvola Numero Nove”, dove sparsi qua e là un po’ di voci, vocalizzi,  macchie vocali, come volete.

Ma non ancora “contenta”, avendo visto Samuele molto propenso ad aiutarmi, e me lo disse proprio, “vorrei fare qualcosa per te, per aiutarti”, io colsi l’attimo e lo inchiodai: “canteresti con me questa canzone che finirà nel mio disco?”. L’ascoltò, disse che gli piaceva molto e che ad averla avuta prima l’avrebbe persino inserita nel suo album… e poi la cantò: ebbene sì, nel mio disco prossimo all’uscita sono fiera e orgogliosa di poter dire che Samuele Bersani canta con me un mio pezzo: che dire, la vita è spettacolare!


Come è stato collaborare con grandi artisti come loro?

Sono state tutte  esperienze importanti, singolari, forgianti e a tratti estremamente divertenti, oltreché gratificanti. 

Sono dunque grata al destino e alle sue casualità per avermi fatto capitare tutto quel che mi è capitato!

Mi sono arricchita sia sul piano artistico che su quello umano: confesso che la condivisione di idee mi ha reso più “sfrontata”, sicura e determinata.  Mi auguro  di continuare a collaborare con chi ho già condiviso palco e studio, ma anche di fare nuovi incontri, perché l’ispirazione ha bisogno del confronto e della molteplicità delle esperienze; gli altri sono come i viaggi i libri e le canzoni: l’ossigeno dell’anima.

Festival e contest. Hai partecipato a Musicultura ricevendo il premio “un certain regard” che possiamo paragonare al premio della critica. Che aria si respirava in una rassegna così importante e che livello di qualità hai trovato tra gli artisti che hanno partecipato quell’anno? 
Te ne ricordi qualcuno che si è esibito nella tua stessa edizione e che ti ha lasciato una buona impressione?

Darò una risposta contraddittoria: si respirava, come in tutti gli altri contest che prevedono un vincitore, l’aria delle gare: buona da una parte, insalubre dall’altra. Le competizioni si soffrono sempre. Capisco che servono  a richiamare la curiosità e il pubblico, a “far parlare” di chi merita di più e chi meno, dunque a creare “rumore”; ma le competizioni  predispongono meno gli animi alla serenità necessaria per “fare arte” nel modo più genuino e psicologicamente salutare. Non siamo centometristi! Non ci libriamo in aria per compiere il nuovo record del salto in alto. Nella musica può valere di più una fragilità che la perfezione o la forza  di un muscolo; ma la vita è fatta così, perciò si deve per forza entrare in certi meccanismi per portare avanti il proprio “credo”… c’è chi va ad Amici, chi a X-factor , chi a Musicultura… io, in tutta onestà, andrei molto volentieri a San Remo 2016 per esempio… 

Detto ciò non voglio assolutamente svilire la gara di Musicultura, tutt’altro: il mio bilancio resta positivo. Questo concorso non solo mi ha aiutato a farmi conoscere, mi ha permesso anche di confrontarmi e saperne di più sul  cantautorato emergente.  Ho incontrato persone e musicisti straordinari; uno di loro che vi consiglio di ascoltare si chiama Gabriele Dorme Poco, è una persona a cui voglio molto bene e a cui auguro un futuro brillante. Altro artista conosciuto a Musicultura dal quale sono rimasta bene impressionata è Alessio Arena, poi ho molto gradito l’esibizione di un gruppo che suonava musica fado, gli Os Argonautas e la dolcezza di Alice Clarini.

Parliamo dell’infatuazione artistica di Red Ronnie per la tua musica. Quali sensazioni hai provato nell’essere chiamata più volte al Barone Rosso e al Roxy Bar, gli unici programmi in cui si parla realmente di musica?

Una grande gioia, un senso di ilarità pervasivo e un’enorme carica positiva. 

Red Ronnie è una persona “avanti” (sono sicura venga dal futuro), un innovatore, che Ama la musica a 360°, senza nessuna forma di pregiudizio. È dotato di   un’ energia contagiosa e di una  curiosità fuori dal comune che lo porta a voler scoprire anche ciò che è sconosciuto…

La sua carriera da talentscout-giornalista-conduttore (non saprei come definirla) parla da sé, è unica! Ho apprezzato molto il fatto che  in modo incondizionato  e amichevole, apprezzando la mia musica e la mia personalità  (mi dice sempre “tu sei un fumetto!”)  ha deciso di aiutarmi chiamandomi praticamente per tutto il mese di marzo al Barone Rosso e al Roxy Bar, tra l’altro mettendomi sul palco insieme a “Big” stra-conosciuti…

Questo lo avrebbero fatto in pochi, anzi, quasi nessuno lo fa. 

Mi sembra evidente: sono molto grata a Red. Lo considero un mio benefattore, un amico simpatico e speciale.

Concerti dal vivo. Trovi difficoltà a suonare in giro per l’Italia? 

Di fatto non mi sono mai occupata in prima persona della “ricerca” delle date. In passato prima di avere un’ etichetta (al momento la Draka Production)  mi era stato consigliato-impedito di esibirmi, poi, passato quel momento di “clausura”, senza dubbio legato a questioni karmiche che non ho mai  saputo interpretare… le date sono cominciate ad arrivare in modo proporzionale alla crescita della mia “popolarità”. 

A partire dal 2014 ho avuto la fortuna di fare numerose date in tutta Italia grazie allo spettacolo di e con Federico Rampini (prodotto dalla Promomusic) con cui sono sul palco insieme a Valentino Corvino reinterpretando i Beatles. 

Adesso, dopo l’uscita dell’Ep “Di Luce Propria”  e del singolo “Animale” stanno aumentando le richieste dei miei live.

Purtroppo la burocrazia che gira intorno ai concerti è limitante, oserei dire, imbarazzante; tra i costi siae, enpals, le tasse… 

Mi rendo conto del difficile ruolo delle agenzie di booking che faticano a far incontrare le esigenze dell’artista con quelle dei locali interessati, ma mi auguro un futuro “più facile” e roseo per gli artisti emergenti in Italia.

Pensi che le difficoltà che impediscono agli artisti emergenti di crescere sia solo la mancanza di curiosità o anche altri fattori?

A parer mio non manca la curiosità del pubblico, mancano importanti canali di diffusione a disposizione di artisti meno noti…

Parliamo del tuo album, “Autoritratto dinamico”, che uscirà prossimamente. Vuoi anticiparci qualcosa?

È un album di cui sono particolarmente soddisfatta e orgogliosa. Ho scritto tutte le canzoni e ho potuto seguire la loro realizzazione in studio nel dettaglio, dal primo all’ultimo passo. Questo è il mio primo album e  sento di esserci al 100%.  È “variopinto”, originale e diretto. Ho cercato di parlare un “linguaggio” comprensibile, ma senza privarlo delle mie peculiarità. Sono molto grata a chi ha reso possibile la sua realizzazione, a partire dal mio produttore Corrado Azzollini, la mia etichetta Draka Production, l’arrangiatore Valentino Corvino che ha saputo vestire le mie canzoni in modo molto singolare, indovinando la direzione in cui volevo portare questo progetto. Anticipazioni? Una l’ho già fatta: Samuele canta con me un mio pezzo che s’intitola “Voce Al Bene”…


Dove possiamo trovare la tua musica?

Attualmente potete trovare su itunes, spotify e i più importanti digital store  il mio EP “Di Luce Propria” (contenente due tracce: “Via di Qua” e “Tabula Rasa” più tre live voce/piano, “Di Luce Propria”, e ancora “Via di Qua” e “Tabula Rasa”), il mio singolo “Animale”; e a breve il mio Album “Autoritratto Dinamico”, che sarà disponibile anche su supporto fisico nei vari negozi di dischi. Sono visibili su youtube i miei videoclip ufficiali, sul mio canale potete trovare anche alcuni estratti di live, i miei progetti più sperimentali e a breve altre sorprese interessanti.

Impegni futuri?

Continuerà il Tour con Federico Rampini insieme a Valentino Corvino nello spettacolo “All you need is Love, L’economia spiegata con i Beatles”( date a partire da maggio); poi in cantiere c’è un altro spettacolo teatrale che dovrebbe partire a settembre, vi terrò aggiornati. 

Dopodiché continueranno i miei concerti di “Autoritratto Dinamico” in giro per tutta l’Italia e mi auguro presto anche all’estero,  inoltre uscirà il mio primo romanzo e lavorerò alla colonna sonora del Film “La Ragazza dei miei Sogni” prodotto da Draka Production.  

Il resto è una sorpresa, per essere aggiornati su tutte le mie avventure, seguitemi sui miei canali ufficiali:

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Sono curioso di sapere che facce vedi tra il pubblico dopo che ti sei esibita nei tuoi vocalizzi.

Ahahah! Vedo facce “variopinte”, divertite, a volte sorridenti, a volte meravigliate, a volte “spaesate” o commosse.  Devo dire che il pubblico reagisce sempre in modo molto vivace alle mie performance. Tra l’altro spesso mi piace renderlo protagonista; non di rado capita che inviti qualcuno sul palco per creare insieme un “autoritratto dinamico collettivo”. Questa volta non vi spiego di cosa si tratta, ma vi invito a seguire di persona un mio live, per capire, farne esperienza diretta.


Quando ero a Bologna si parlava spesso della factory che Lucio Dalla aveva costruito. Cosa significava per te appartenere ad una realtà come quella?

Mi sentivo una privilegiata, significava avere accesso “ai misteri” di Lucio, ma senza poterli risolvere. 

Lucio era una persona straordinariamente sfaccettata e quindi anche la sua factory lo era.  

Ho conosciuto personalità così diverse, originali e bizzarre, che a volte avevo quasi l’impressione, come dicono a Bologna, “di sognare”, di essere Alice nel Paese delle Meraviglie.

Mi sono divertita, ho appreso molte cose,  mi sono fatta degli amici, mi son fatta tante domande, e molte restano aperte…

La factory del Maestro era qualcosa di meraviglioso in cui Dalla metteva insieme i migliori giovani che volevano fare musica. Ci consiglieresti qualche giovane artista che hai conosciuto nella factory?

Certamente, vi consiglio di ascoltare Marco Sbarbati, Andrea Lorenzoni, Piero Sidoti… tre cari amici cantautori con cui ho avuto modo di collaborare, che stimo e ai quali auguro una carriera luminosa.

Ti ringrazio per le tue risposte e speriamo presto di vederti in giro con la tua musica e di ascoltare prestissimo il tuo album.
In bocca al lupo!

Salvatore Imperio

di Salvatore Imperio

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