Una bellissima chiacchierata con ROBERTO CASESI per farvi conoscere un grande cantautore.

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Una bellissima chiacchierata con ROBERTO CASESI per farvi conoscere un grande cantautore.
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Dopo RADICI A SUD, album uscito nel 2016 e selezionato per “Il Tenco Ascolta”, Roberto Casesi torna con un nuovo progetto discografico che sarà pubblicato nella primavera 2018.
Nel 2017, Casesi ha pubblicato un brano al mese che faranno parte del prossimo album intitolato “Destinare”

Ciao Roberto, è un piacere poter conoscere l’autore di un album che presto vedrà la la luce e che ritengo un notevolissimo lavoro di cantautorato puro.
Come stai e come sta procedendo il tuo lavoro discografico?

Grazie Salvatore. Molto bene. Questo lavoro mi ha aiutato a trovare un equilibrio tra l’essere papà a tempo pieno e il lavorare da casa. Sicuramente ha messo a dura prova me e tutti i musicisti con queste cadenze mensili, e sono contento di sentirti definire “DESTINARE” come un lavoro di cantautorato puro, perché è proprio ciò che abbiamo tentato di fare, musica da suonare e tante storie da raccontare


“Destinare”, l’album che pubblicherai nel 2018 si può già ascoltare su youtube, grazie all’idea di pubblicare un brano al mese accompagnato da video, artisticamente molto belli.
Come è nata l’idea?

L’idea è arrivata dalla necessità di mantenere i contatti, creati nel tempo, in costante aggiornamento e non avendo alle spalle etichette, agenzie di booking e uffici stampa era facile risultare fastidiosi o pedanti nel presentare un lavoro.

In questo modo credo di aver alleggerito il carico. I disegni sono la mano di Federico e l’idea di Eugenio Pellegrino che hanno fatto e continuano a fare un ottimo lavoro.

 

Qual’è il messaggio che vuoi trasmettere a chi ascolterà il tuo nuovo lavoro discografico?

Guarda non penso di avere un vero e proprio messaggio se per questo intendi voler insegnare qualcosa a qualcuno, sono un cantautore, un cantastorie, le mie canzoni parlano di ciò che mi accade e vedo intorno a me.

 

Quanto della tua storia personale c’è in “Destinare”?

In “DESTINARE” c’è parte del mio vissuto, perché è da li che arrivano le canzoni. 

La vita in casa in famiglia, sul lavoro, riflessioni in solitudine come nel brano “il mio Tempo”.

 

Nel tuo percorso artistico hai potuto fare esperienza sia con le band che come compositore e cantautore. Puoi raccontarci come sono nate queste esperienze?

Con le band, qualche anno fa, suonavamo cover punk rock e ovviamente musica nostra, poi crescendo, mentre facevo altri lavori, ho iniziato a creare musiche per sottofondi, portando sempre avanti un progetto da autore. La svolta è arrivata con l’APM, scuola che mi ha dato le basi per lavorare con la musica e mi ha inserito in uno studio dove mi poi mi sono fermato per alcuni anni, era un piccolo studio e quindi facevo un po’ di tutto, composizione, arrangiamento e mix, dandomi le competenze per finalizzare i miei lavori e così nel 2016 nasce Radici  a Sud

 

Dal 2011 il tuo progetto artistico è accompagnato dal DuoTrio. Da cosa è nata questa idea e come si è sviluppata negli anni?

“Duotrio” nasce dalle suonate con Mario, il bassista. Io avevo un loopstation e sovraincidevamo tracce su tracce, mettendo insieme il mio modo di suonare molto percussivo e ritmico sulla chitarra acustica con le sue linee di basso il risultato era perfetto, sembravamo minimo tre persone… che è quello che potete sentire dal vivo in duo.

Piano piano  Mario che, ha la grande capacità di coinvolgere altri musicisti in questo progetto, avvicinò Andrea alla fisarmonica, Mauro, batterista ma da subito prestato al cajon e alle percussioni, e infine Andrea C. alla batteria

 

Nel 2016 hai pubblicato “Radici a Sud”, album che è stato selezionato per “Il Tenco Ascolta”.
Vuoi raccontarci come è nato questo album e qual’era il suo messaggio?

“Radici a sud” emerge dai miei vecchi diari, cose scritte in passato, riviste e riadattate al modo del “Duotrio”. Abbiamo realizzato quei brani in pochissimo tempo e ci siamo divertiti a registrarli. Sono sei brani legati tutti al concetto di radici, io provengo da una famiglia emigrata dalla Sicilia. Volevo raccontare come ci si sente a non avere un dialetto, a non percepire il posto delle vacanze dell’infanzia come casa, riscoprendo la casa in un altro mare, quello ligure.

Come sei arrivato al “Tenco Ascolta” e che esperienza è stata?

IL “Club Tenco” riceve ogni anno nuove proposte e anche noi avevamo piacere a far sentire il nostro lavoro in quel prestigioso contesto, così abbiamo spedito il nostro cd e dopo un pò ho ricevuto la telefonata di Enrico De Angelis, in quell’anno ancora direttore artistico del “Club Tenco”, che ci invitava a partecipare al “Tenco Ascolta”.

Anche quest’anno abbiamo partecipato con “Destinare” al “Tenco Ascolta” di Sanremo grazie alla segnalazione di Antonio Silva.

In entrambe le serate è stata una bellissima esperienza, trovando un pubblico attento e pronto ad ascoltare che per un cantautore credo sia il massimo.

Tra i progetti futuri, c’è la pubblicazione di “Destinare”. Ci sono altre iniziative che svilupperai?

Si, direi proprio di si. Sicuramente ci sarà l’impegno anche nel 2018 di continuare con nuove uscite online, mentre DESTINARE sarà presentato dal vivo. Ma non vorrei svelarti troppo.


Presenterai dal vivo la tua musica. Ci sono già degli appuntamenti che vuoi segnalarci?

Purtroppo ancora no, spero che “Destinare” incuriosisca anche chi lavora nelle organizzazione di eventi live, perché da soli è una gran fatica, ma i concerti non mancheranno.

 

Chi sono i musicisti che ti hanno accompagnato e che ti accompagneranno nel prossimo futuro?

I musicisti (e qui li ringrazio)  Mario Cavallaro al basso, Andrea Lentullo alle tastiere Mauro Pelletti alle percussioni e alla batteria Andrea Cocco sono e saranno loro i musicisti. Bisogna suonare tanto insieme per trovare un buon feeling ma una volta agganciati non li lascio scappare.

 

Ti ringrazio per averci fatto conoscere il tuo progetto artistico e la tua musica e ti auguriamo il meglio.
Sono sicuro che ti rivedremo molto presto.

Grazie e a presto.

Salvatore Imperio

di Salvatore Imperio

 

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