Un gradito ritorno su MUSICA ITALIANA EMERGENTE. Intervista ai MEDISON.

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Un gradito ritorno su MUSICA ITALIANA EMERGENTE. Intervista ai MEDISON.
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Medison è il nome della band pugliese che ho incontrato a Giugno dello scorso anno in occasione dello spettacolo InDIvisibili. Da allora molte date live, nuovi singoli e, sempre parlando di singoli, l’ultimo pubblicato ad inizio Agosto intitolato “Il tempo della sera suona in quattro” che in tre settimane ha superato agevolmente lo scoglio delle mille visualizzazioni del videoclip su Youtube.

Intervista ai Medison

Bene, ragazzi. E’ un piacere avervi nuovamente su Musica Italiana Emergente. Come sta andando il progetto “Medison”?

Il piacere è tutto nostro! Il progetto continua e si evolve. Abbiamo riposato nel mese di agosto dopo aver suonato a Roma e in Toscana quindi possiamo ritenerci soddisfatti perchè ci stiamo facendo conoscere anche fuori dalla nostra regione. A settembre saremo invece in Basilicata e con molta probabilità nelle Marche! Inoltre siamo entrati per 4 settimane nella classifica Indie Music Like del MEI, la classifica di gradimento di radio e new media con le migliori canzoni di produzione e attitudine indie della nuova musica italiana, e anche quest’anno ci prepariamo per partecipare a “Musica contro le Mafie”.

Nell’arco di un annoi avete pubblicato quattro singoli intitolati “Come fa il vesto” e “Portami via” contenuti nel vostro album “Identico” poi “Anche se scorro come il Tevere” e i nuovo singolo “Il tempo della sera suona in quattro”. Parliamo dell’ultimo singolo. Come è nato? C’è stato qualche elemento che ha ispirato il testo e il sound di questa canzone?

“Anche se scorro come il Tevere” e “Il tempo della sera suona in quattro” saranno due dei brani del nostro nuovo disco. Quest’ultimo è frutto di una riflessione al termine di una storia conclusa. Sembra che la sera sia il momento ideale per fare il punto della situazione e prendere delle decisioni importanti, anche se spesso si dice che la notte porta consiglio, infondo sappiamo già dalla sera prima cosa faremo il giorno dopo. In questo caso si è trattato di chiudere una porta dietro una storia che non portava da nessuna parte, scoprendo che un lieto fine proprio nel dare un taglio ad un rapporto che non funzionava più. Se poi le riflessioni si fanno con in braccio una chitarra, inevitabilmente ne nasce una canzone.

Come anticipato, “Il tempo della sera suona in quattro” è accompagnato da un videoclip. Volete raccontarci come è nato e chi ha partecipato alla realizzazione?

Nel video si racconta una storia d’amore che volge al termine. Le scene sono costituite da un’alternarsi di momenti spensierati di una coppia di giovani amanti, dove i colori sono più vividi, accesi, com’è appunto lo stato d’animo delle persone che si amano, a scene di solitudine e tristezza in cui lui rimane solo e perciò i colori si fanno più tenui e malinconici.

E’ una storia che non si discosta dal testo della canzone. E’ stato realizzato tutto in casa di Francesco, il nostro cantante e insieme al lui una nostra amica, Chiara Inchingolo, recita la parte della sua compagna. Le riprese sono opera di Nicla Serena D’Ingeo che con Fancesco si occupa di scrivere i testi delle nostre canzoni.

Il futuro dei  Medison.

Dopo un bel po’ di date, album e singoli, ovviamente quasi come una domanda di rito, cosa bolle in pentola?

Da settembre cominceremo a lavorare al nuovo disco. Abbiamo pronti una decina di pezzi inediti e ci stiamo organizzando per andare in studio a registrare. Inoltre occorre preparare il nuovo live per la cui produzione e promozione ci avvarremo della collaborazione di alcuni professionisti che abbiamo avuto l’onore di incontrare nei nostri giri. Ma non sveliamo nulla per adesso a parte il fatto che il nostro lavoro avrà la produzione musicale di Davide Pannozzo, uno dei più grandi artisti blues contemporanei.

Ultima domanda per voi: un motivo per ascoltare i Medison?

Riteniamo di dover dare con le nostre canzoni un contributo alla società. È sempre più palese, ascoltando la radio ad esempio, come gli artisti siano divisi tra quelli che si occupano di scrivere un pezzo per l’estate, il classico tormentone da spiaggia, e quelli che scrivono per sensibilizzare, per scuotere, per evitare che le coscienze restino ipnotizzate dai messaggi frivoli che provengono dai media. Ecco, noi vogliamo stare da quest’altra parte. O almeno provarci! Questo potrebbe essere un buon motivo per ascoltarci: capire anche come pubblico da che parte si vuole stare.

Bene ragazzi, vi faccio un grande in bocca al lupo. Speriamo di vederci presto.

Salvatore Imperio

Salvatore Imperio

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