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Un “dj-tool” di diversi generi musicali: l’intervista a Dr. Ketamer

Un “dj-tool” di diversi generi musicali: l’intervista a Dr. Ketamer
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KETAMER è il nuovo Ep pubblicato dal Dj e Producer napoletano Dr. Ketamer. Un “dj-tool” di diversi generi musicali: i brani del lato A sono tekno old school (90 ‘raves party) mentre quelli del lato B più electro (tocco francese), drum’n’bass.

Dr. Ketamer è Dj/producer nato a Napoli il 18 febbraio 1977. A 20 anni ha cominciato a viaggiare in tutta l’Europa organizzando spettacoli di giocoleria. Dal 2000 ha cominciato a collaborare e suonare con diversi soundsystems.

In quegli anni si è focalizzato sui live-set. In questo stesso periodo ha fondato il soundsystem appellato KML, che quasi immediatamente si unisce al piu grosso collettivo Black Sheep.

Finita l’esperienza con la Black Sheep, dopo aver ormai suonato un po in tutta Europa, dj Ketamer ha riscoperto la passione per il vinile e comincia a suonare diversi stili in varie occasioni in centri sociali e piccoli locali.

Nel 2017 comincia a produrre nuovi beat per Mc Sof, trasforma KML in una label, cambia il nome da dj Ketamer a dr. Ketamer, come a sancire il passaggio a un nuovo periodo artistico.

Nel 2019 pubblica un album tekno per coronare il suo passato da dj. L’album è concepito come un ‘dj-tool’, per cui ha 2 tracce tekno 1 traccia electro e 1 drum’n’bass, per essere suonato in diverse occasioni e con vibes differenti.

L’intervista a Dr. Ketamer

la redazione di MIE

Dr. Ketamer. Dopo molto tempo esci con l’EP KETAMER. Parlaci della genesi e di come è nato…

Per anni ho suonato live sets a rave parties, ma non ho mai registrato nulla e vuoi un eviction della polizia con sequestro , vuoi un hard disk fritto, non sono riuscito a conservare niente di quegli anni.

Forse ho solo qualche vecchio pattern sulla mia prima Korg electribe (primo modello assoluto, molto prima anche di quelle con le valvole) o sulla mia Yamaha dx200, che ancora conservo gelosamente nel mio cimitero delle macchinette. Ogni tanto usciva una mia amica che aveva un mio cd, perche in passato masterizzavo agli amici cd con le mie tracce, fatte con i primi programmi Fruity loops o Reason, molto prima dell’avvento di Ableton.

Cosi ho pensato che tuti quei live sets e tutte quelle tracce, che andranno perse come i ricordi di un replicante di Blade Runner, dovevano servire per farmi metabolizzare e produrre poi in età piu matura, qualche traccia che le rappresentasse tutte.

Ecco che prendeva forma nella mia mente un album, che per me rappresentasse: 20 anni di raves, le pazzie fatte per arrivarci, la fatica a montare e smontare, il segnale che non arriva, e il rumore bianco nel segnale, i cavi di merda, i pezzotti per qualsiasi tipo di jack, i coni sfondati, le cinghie e le prese che non sono mai abbastanza, e poi le amicizie fatte sul dance floor e gli amici che perdi su un dance floor, come un album di foto, di quel periodo di cui non ho foto, solo tanti suoni conservati, giu in fondo da qualche parte della mia mente, tutti suoni, cui sono legate tutte le storie di quegli anni… per me il mio album è tutto questo!

Doc Ketamer: chi è e come ha iniziato ad occuparsi di Musica?

All’inizio che andai in Olanda, 20 anni fa, mi occupavo di giocoleria. Avevo vagabondato un po’ per l’Italia , ma avevo deciso di alzare il tiro e girare in europa. Nel frattempo già frequentavo i rave, infatti li mio spasso era fare giocoleria con il fuoco. In Olanda trovai subito l’occasione di stabilirmi, dato che all’epoca c’era una legge propizia per le occupazioni, fui attivissimo da subito ed occupavo ogni domenica.

Abbiamo occupato ogni sorta di casa o edificio. Inoltre grazie ad un progetto sponsorizzato dal comune di Amsterdam e dal Circus du Soleil, potevo frequentare una scuola di circo gratuitamente. Pagando una licenza annuale, potevo esibirmi in strada, dove riuscivo a campare dignitosamente alla giornata. Nel frattempo, entrato in contatto con amici che avevano un sound system in Francia, cominciai a organizzare spettacoli e coreografie, con loro, per i loro raves.

Da lì sentii sempre piu il bisogno di mettere le mani sulla musica, perche si adattasse meglio e fosse un tutt’uno con gli spettacoli. In breve cominciai a produrre delle musiche per i miei spettacoli, finché non arrivai a comprare le mie prime macchinette e da lì mi sono perso, sempre più, nei miei live set.

Mano a mano la passione per la musica è cresciuta, la giocoleria pian piano fu messa da parte. Dai live set poi passai a mettere qualche disco e da lì, ho cominciato a sperimentare diversi generi musicali, con i dischi trovavo particolarmente divertente suonare jungle/drum ’n’bass, anche con i dischi mi piace giocolare, trovo noioso semplicemente metterli a tempo. Infine avendo avuto sempre un po’ di amici, che volevano fare rap e mi chiedevano basi, mi sono avvicinato alla produzione hiphop.

Un “dj-tool” lo hai definito questo tuo EP: per i non addetti ai lavori, che cos’è un dj tool?

Un tool è da intendere come qualcosa di versatile. E versatile per un dj, è un disco che puoi mettere in diverse occasioni, che riesce a coprire un certo range di generi e vibes.

Così mantenendo la linea underground del disco, ho potuto toccare generi disparati fra loro, in modo che un dj, lo possa tenere sempre in borsa e usarlo per serate diverse, benché il suo profilo underground non cambierà.

Nel tuo EP KETAMER, che generi musicali e che sonorità possiamo ascoltare?

Il side A è prettamente tekno, quella dei rave anni 90, la mia tekno ahahah. Il side B ha una traccia electro, qualche amico dj l’ha definita french touch. Per me diciamo è un po’ come scrivere un tema, e qui il tema che mi ero dato era l’electro, quella che per me è l’electro, proporre l’electro che mi piace, (cosi come nel lato A il tema era la tekno).

L’ultima traccia invece è drum’n’bass, anche qui ovviamente ci sono tanti tipi di drum’n’bass, ma quella che scelgo è una un po’ dark, neuro-funk, benché il campione che uso sia esilarante e per niente dark: il Gioca Jouer di Cecchetto!

Maradona, Cecchetto, Napoli… accostamenti strani per il tuo genere di musica: come ce li spieghi?

Si indubbiamente strani! Cecchetto è un caso; avevo in mente da un po’ sta versione drum’nbass di Gioca Jouer e il solo pensiero mi divertiva! Così quando stavo lavorando al disco, ho pensato: questo è il momento che la faccio!
Per quanto riguarda Maradona e Napoli, qualcuno disse: bisogna avere radici ed ali; la mia musica aveva le ali , quindi ho sentito il bisogno delle mie radici.

Senza queste, se ascoltavi una mia traccia poteva essere di un qualsiasi dj, di Roma, Torino, ma anche francese o inglese, ora se non altro sai che è di un dj napoletano! e non credo siamo in tantissimi a Napoli, quindi, hey questo è Doc Ketamer!

Ci sono artisti con cui collabori per le tue composizioni?

Per quanto riguarda la composizione sono abbastanza un lupo solitario. Non nascondo però che a volte il mio amico ed ingegnere Frank de Jong, quando c’è qualcosa che davvero non funziona, dal primo rough mix, torna insieme a me, indietro, fino alla fase di arrangiamento, per aggiustare qualcosa

Tu fai parte di KML. Ci spieghi di cosa si tratta? Un Collettivo, una label?

Anni fa era partito come sound system, poi ho lasciato l’impianto a mio fratello e i suoi amici che l’hanno ribattezzato Alien Kml, che è ancora attivo nel sud Italia, nell’organizzazione di eventi.

Mentre io, ora che ho una vita, un po’ più sedentaria di quando giravo col sound, e dal momento che con Frank de Jong al mio fianco, stiamo gestendo lo studio di registrazione HAL5, tramite il quale veniamo a contatto con tanti artisti ogni giorno, ho trasformato Kml in una label 2.0.

Con questo voglio dire che è un concept nuovo di label, diverso da quella classica, è una piattaforma per artisti indipendenti, con un taglio prettamente underground, qualsiasi sia il loro genere o nicchia. Noi ci facciamo tutto da noi, senza nessuna major alle spalle, dal management al booking per eventi, alla produzione in digitale e su vinile

In chiusura: quali sono i tuoi prossimi progetti artistici?
E’ appena uscito il vinile degli Holy men un gruppo olandese prodotto dalla KML e registrato al HAL5, di cui sono il produttore esecutivo.
A breve cercherò di terminare il prossimo album solo di Mc Sof (Fabio Caliendo), rapper di Napoli (Omississimo, Pe madam Ep), dopodiché in scaletta c’è da chiudere l’album di Zicco (Angelo Ziccardi), rapper di Salerno.

Ancora un rapper napoletano Peppe O’Rep (Giuseppe Bocchetti) al suo album d’esordio, nel frattempo lavorerò a due album di Lord Digga (Reginald Ellis), rapper di New york e farò uscire qualche singolo e collaborazioni varie con qualche rapper di New York: Rustie Juxx, Big Twin, Terminology, Smiff’n’Wessun.

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