TRACCIA PER TRACCIA: i CULT OF MAGIC raccontano ” :O “

TRACCIA PER TRACCIA: i CULT OF MAGIC raccontano ” :O “
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Molotov
Molotov racconta l’esperienza della guerra non tanto come manifestazione esteriore, quanto come esperienza interiore, pertanto estremamente umana: in Molotov il conflitto non scaturisce dall’incolmabile divergenza in atto fra due soggetti diversi, ma dal disequilibrio presente all’interno di un unico individuo, nel rapporto fra il suo universo intimista e quello esteriore e fenomenologico.

Superstiti
Se Molotov descrive il conflitto, il brano successivo interpreta la proverbiale quiete dopo la tempesta. Ora appare più esplicita la natura dello scompenso che ha generato il conflitto, descritto qui attraverso l’espediente narrativo dell’altruismo, dell’ottica sacrificale di biblica memoria: questo brano descrive la stasi a strappo avvenuto attraverso una sorta di retrospettiva, un flashback narrativo e storico che ripercorre il progressivo distanziarsi della realtà umana dal modello ontologico proposto dalle dottrine fideistiche.

Abbiamo Perso La Guerra
Abbiamo Perso la Guerra rappresenta la rottura, la fine di un ideale “lato A” dell’EP, la fine della retrospettiva storica dedicata al tema della guerra e la disposizione ad accogliere il germe della novità. La rottura non viene descritta attraverso la negazione del percorso storico precedente, ma attraverso la sua rimediazione (anche sonora): un loop vocale figlio delle regole armoniche occidentali viene accostato al Proclama della Vittoria del Generale Diaz creando un suggestivo chiasmo estetico e contenutistico, che rappresenta la sintesi ideale del discorso svolto finora.

:O
:O è l’inizio del nuovo corso, e, finita la retrospettiva, concentra la sua narrazione sul presente dell’individuo. Il processo utilizzato non è descrittivo ma metaforico: l’inaderenza del soggetto alla realtà fenomenologia circostante viene pertanto descritta con la più atavica delle antitesi, ancora una volta attraverso la rimediazione della tradizione narrativa passata. Il testo è tratto dalle Lettere di San Paolo ai Corinzi, 1, 13.

Betty
Il brano conclusivo rappresenta il punto di quiete del lavoro, e descrive l’atto d’amore post conflittuale e iper individualista come unica strada percorribile dal soggetto presentato. In una ballata grottesca e distorta il registro stilnovista si confonde a quello del limerick, in una ballata che coniuga l’idea più classica di amore con il seme di un altro amore, spirituale e a fideistico, assolutamente contemporaneo e irrazionale: quello delle Arti Magiche.

 

Cult of Magic

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