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SUVARI: un EP dal titolo “DI CHE COSA HAI PAURA?”

SUVARI: un EP dal titolo “DI CHE COSA HAI PAURA?”
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Dopo un esordio interessante torna LUCA DE SANTIS ex cantante dei LAGS.

La redazione di MIE

Torna SUVARI con un EP di soli 3 inediti dal titolo “DI CHE COSA HAI PAURA?” pubblicato da NuFabric / Artist Firts. Torna quel gioco digitale con cui confezionare il pop di nuova generazione.

In rete il VIDEO del singolo “ATROVE” direi che rappresenta tantissimo questo che per alcuni versi sembra rappresentare un concept di lavoro attorno alla consapevolezza di se.

L’intervista a SUVARI

Qualcuno dice che ogni nuovo disco è un po’ un nuovo esordio. Accade sempre così dice… tu che ne pensi?

È vero, o almeno per me lo è. Ogni disco, o nel mio caso Ep, viene creato secondo un sentimento del momento che orienta scelte stilistiche, sonore, o di scrittura, quindi quando ti ritrovi al fatidico momento dell’uscita ti senti travolgere da emozioni che sembrano sempre nuove.

E come mai per questo nuovo disco hai pubblicato solo 3 canzoni? Che scelta è?

Volevo far uscire qualcosa di nuovo, un anno discografico oggi è un tempo lunghissimo, quindi volevo condividere già dei brani nuovi, anche in vista delle date estive, e in parte per festeggiare il primo compleanno dall’uscita di “Prove per un incendio”.

Far uscire un ep invece di un disco ti permette di essere più veloce nel processo che va dalla scrittura di un brano alla sua realizzazione finale per l’uscita.

Suvari lo ricordiamo con il suo “Prove per un incendio”. E ricordo quanto il luogo della propria casa e il resto del mondo erano due ingredienti fondamentali per la scrittura. Oggi? Sei cittadino di casa tua o del resto del mondo?

La casa resta il rifugio per eccellenza, la comfort zone dove riunisco le idee. Il disco come ben detto era nato da un eccessivo star da solo con se stesso, mentre questo ep nasce dal confronto con il resto del mondo, nell’ascoltare le voci per strada, o i discorsi da bar.

E l’elettronica resta una costante. Questo nuovo progetto che tipo di suono ha secondo te? Io ci vedo un revival anni ’80 molto evidente… sbaglio?

Trovo sempre curioso ed intrigante sentire cosa percepiscono gli altri ascoltando i miei brani. Personalmente avevo messo più anni 80 nel disco precedente, prendendo ispirazione dalla new Wave e dal post-punk.

Qui non ci sono scelte stilistiche precise, io l’ho vissuto semplicemente come un’evoluzione sonora, meno low fi e meno scura, più definita e matura. Faccio anche fatica a trovare punti di ispirazione precisi per identificare queste nuove canzoni.

La scena oggi sembra quasi tutta figlia del digitale. Secondo te è un male o un bene?

Diciamo che la verità sta nel mezzo. É ovvio che il digitale ha portato un’accessibilità facile ed estesa da parte di chiunque, scardinando dei limiti di distribuzione della musica che si avevano in passato. Oggi costa meno realizzare un disco, farlo arrivare agli ascoltatori, o ad un pubblico esteso.

Ma è vero anche che questa fruizione veloce porta ad avere un ascoltatore che è insoddisfatto dopo poco, alla ricerca continua di musica, magari di singole canzoni e non per forza di un disco intero.

Si riaggancia un pò alla domanda di prima: “perché far uscire un ep”. Direi che tra le varie condizioni, il formato ridotto si adatta anche meglio agli ascoltatori di oggi.

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