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Il suono della rivoluzione nel nuovo album di LIGHT IN THE SKY. L’intervista su MIE.

Il suono della rivoluzione nel nuovo album di LIGHT IN THE SKY. L’intervista su MIE.
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Salvatore Imperio
di Salvatore Imperio

Revolution è il titolo del nuovo album dei Light in The Sky. Un rock pulito, bello e sincero.

 

I Light in The Sky sono una band che si è formata a Genova quasi 10 anni fa, da un’idea di Lorenzo Vassallo, chitarra solista e voce della band, insieme a Teodoro Chighine, batterista e Tony Randello bassista.

 

Recentemente si è unito alla band il chitarrista ritmico Massimo Cartagenova.

 

Light in The Sky – intervista

Ciao ragazzi, chi sono i Light in The Sky?

 

Ciao a tutti! I LiTS sono un progetto formato da Lorenzo Vassallo (Chitarra-Voce), Teodoro Chighine (Batteria) e Tony Randello (Basso), con lo scopo di proporre brani originali.

Anche se in un primo momento il progetto è stato indirizzato verso una dimensione live proponendo un repertorio fatto perlopiù di cover, con il passare del tempo, grazie ad un’acquisizione graduale di esperienza e consapevolezza, abbiamo via via ridotto le cover dedicandoci esclusivamente ai nostri inediti, dando così vita al primo album.

 

10 anni di carriera. Guardandovi indietro cosa vedete?

 

Un meraviglioso percorso fatto di luci ed ombre che ha contributo in maniera efficace alla nostra crescita musicale e personale, in cui nonostante le difficoltà siamo sempre riusciti a ripartire evolvendoci ed acquisendo più consapevolezza nei nostri mezzi.

 

Nei vostri 10 anni di carriera come avete vissuto li mutamento che la musica ha avuto? La vivete come un’evoluzione o una regressione?

 

Beh… sicuramente in questi anni quel “Rock” da cui traiamo ispirazione non ha attraversato un momento facile, tuttavia abbiamo cercato di approfondire le nostre influenze cercando di maturare sempre più la nostra visione d’insieme e il nostro sound. La musica, come la moda è fatta di cicli.

Ci piace pensare di aver vissuto un momento di regressione necessario ad una nuova evoluzione…

Revolution nasce appunto dall’esigenza di concretizzare

quanto accumulato nel corso di questi anni.

Parliamo del vostro “Revolution”. Come è nato?

 

Revolution nasce appunto dall’esigenza di concretizzare quanto accumulato nel corso di questi anni. Ad un certo punto ci siamo trovati in modo del tutto naturale a scrivere brani che evocavano immagini legate per qualche motivo ad una situazione o emozione parte del nostro vissuto.

Da qui la scelta di raccogliere le più significative, raccontando così in chiave metaforica attraverso 13 tracce, il lungo viaggio alla ricerca della nostra essenza tra momenti positivi ma anche di difficoltà.

I Light in The Sky su MUSICA ITALIANA EMERGENTE vol.2


Quali sono gli argomenti trattati nell’album?

 

Un percorso alla ricerca di sé stessi attraverso quelle paure, precetti e schemi che spesso ci impediscono di seguire la nostra voce interiore.

Mettendosi in discussione affrontando i nostri limiti, si acquisisce sempre più consapevolezza del nostro vero io. Solo cambiando la visione dell’esistenza ed aprendosi alla vita si può attuare un profondo cambiamento.

 

(It’s Just a) Burning Life è il primo singolo estratto da questo album. Come mai la scelta è caduta su questa canzone?

 

Burning Life è il brano che più di tutti incarna sentimenti di rabbia, frustrazione e delusione. Il forte desiderio di trasformarli in voglia di rivalsa, diventa necessità di affermarsi e riscattarsi.

La musica molto energica accompagnata da un cantato altrettanto d’impatto, fanno di questo brano una potenziale “sveglia” da uno stato di passività. L’abbiamo scelto come singolo proprio per la sua grande carica energetica.

(It’s Just a) Burning Life è il primo singolo estratto dall’album

 

Quali sono gli artisti che hanno influenzato di più la vostra produzione musicale?

 

Per quanto riguardo Lorenzo sicuramente i Pink Floyd grazie alle loro atmosfere capaci di proiettare verso universi sconosciuti, e gli AC/DC per la loro energia. In entrambi i casi, il rispettivo sound di chitarra ha da sempre affascinato Lorenzo.

Per Teo, dalla scena dance anni ‘70-‘80 a Dave Grohl oggi, che, oltre ad essere un grandissimo musicista ha saputo dare un esempio di come un artista si possa reinventare.

Tony invece, dalla scena rock alternative/new wave tra cui Joy Division, The Cure e Depeche Mode. Tuttavia, nonostante suoni il basso il suo idolo e ispiratore è Keith Richards.

 

In un periodo dove se non si fa tendenza si viene snobbati dalle giovani leve della critica musicale, quali sono stati i feedback ricevuti finora da “addetti ai lavori” e ascoltatori?

 

Beh, il nostro album è un prodotto che raccoglie diversi spunti e sfumature, e questo ovviamente si è riflesso anche nei feedback di chi lo ha ascoltato: non sono mancate alcune critiche, abbiamo ricevuto degli apprezzamenti, e sono state espresse anche preferenze molto diversificate tra i vari brani. Probabilmente questo è dovuto al fatto che il nostro lavoro è appunto molto eclettico, e ognuno si è identificato (o meno) con aspetti diversi del nostro lavoro.

 

Quali saranno le vostre prossime iniziative?

 

Sicuramente la nostra priorità attuale è la promozione live dell’album. Nel frattempo, stiamo lavorando a del nuovo materiale…. Vi terremo aggiornati attraverso i nostri canali social!

 

Ragazzi, vi ringrazio e buona musica!

Grazie a voi! A presto!

 

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