Siciliani d’autore

Siciliani d’autore
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sicilianidautoreLa musica è un’arte che ha il potere di amalgamare sensazioni e forme d’espressione diverse, uno di quegli strumenti del sensibile facilmente accessibile ai più, che ha un impatto trasversale sulle generazioni e sulle coscienze, capace di modificare a poco a poco la faccia della terra su cui si spinge, come uno scirocco denso di sabbia e di odori, o un maestrale violento che sbatte il mare sulle pareti di roccia, modificando pian piano i paesaggi. La musica in Sicilia è questo modificarsi e modificare di elementi sugli uomini e le cose, in cui gli elementi sono gli artigiani meticolosi delle nostre facce e delle nostre anime (ancora oggi, con gli smartphone nelle mani e la fibra ottica sotto i piedi), tanto che ogni cosa, nella terra trina, diventa prodotto da maestro, un “hand-made in Sicily”, artigianato d’autore. Un Siciliano d’autore, per intenderci.

Negli ultimi anni, complice la grande crisi del mercato musicale nazionale e la difficoltà nel riuscire a emergere anche nell’edulcorato mondo della musica indipendente, demanio statale nord italiano, i progetti musicali nati in Sicilia, dalla fatica e dal sudore del cantautore – artefice unico dal primo accordo all’ultimo bollino Siae appiccicato sulla copertina del disco – abbondano, sia in quantità che in qualità.

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“Destini coatti” di Roberta Gulisano

Abbiamo quindi pensato che fosse ora di incontrare e fare incontrare da Pantalica agli Erei, dall’Etna alle Isole Eolie (e chissà quali altri viaggi interisolani ci aspettano!) le perle dell’artigianato musicale isolano (per lo più sconosciute), in una cornice tra le più recondite dell’isola, una spelonca scavata sul mare dal possente dio dei Venti, inaugurando nell’agosto 2013 la prima edizione di “Siciliani d’autore”.

La prima rassegna ha visto avvicendarsi sul palco Giorgio Rizzo, percussionista, con i suoi “Monologhi della darbouka”, Katres, cantautrice siculo-campana, con l’anteprima del suo album “Farfalla a valvole”, Roberta Gulisano, con “Destini Coatti”, Mimì Sterrantino con “Spengo il televisore”. Pubblico e artisti soddisfatti, tanto che non si è potuto fare a meno di proporre la seconda edizione, tra luglio e agosto del 2014, stessa location con altri quattro artisti da aggiungere al catalogo: Francesca Incudine con “Iettavuci”, Cassandra Raffaele con “La valigia con le scarpe”, Sergio Pennavaria con “Senza lume a casaccio nell’oscurità”, Davide Di Rosolini con “Combattere l’ansia” e replica a richiesta per Sterrantino e Gulisano; in totale sei serate di musica seguite da una inattesa variegata platea, a cui se n’è aggiunta una settima per la presentazione della compilation “Siciliani d’autore 2013” dedicata alla stagione precedente, sponsorizzata da VR club Resort che ha inoltre messo a disposizione della manifestazione la propria location per le due edizioni.

 

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“La valigia con le scarpe” di Cassandra Raffaele

Valorizzare la propria terra e darle voce, valorizzare i propri “prodotti” artistici e offrirgli spazio, facendo passare il messaggio che la cultura è patrimonio artigianale – prodotto delle nostre braccia, del nostro genio, del nostro passare fra i tempi nel tempo – e che gli artisti sono un bene da tutelare, mantenere, apprezzare, allo stesso modo di una ceramica, di un ricamo, di un prelibato cibo, di un palazzo barocco.
I nostri Siciliani d’autore sono i beni che vogliamo valorizzare e far conoscere a chi cammina per le nostre strade, a chi viene a visitare l’eterna isola in cui tutti passano in un laico pellegrinaggio almeno una volta nella vita e in cui alcuni, affascinati, rimangono e troppi, demoralizzati, se ne vanno.
Noi proviamo a rappresentare la Sicilia che resiste con la musica, con volontà, libertà e senza eroismi; proviamo a disegnare la Sicilia del presente, sdoganando l’immagine del folklore musicale che ci hanno messo addosso come il marzapane sulla cassata. Siciliani d’autore vuole provare a rappresentare il panorama musicale siciliano nei suoi tratti più caratteristici, arricchendosi di nuove scoperte e lanciando nuove proposte, puntando a diventare, in futuro, meta fissa di incontro tra gente dello “stesso sangue”, che ama, condivide e accoglie interessi, azioni e modi di fare musica e cultura.

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