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Sanremo 2019: Le pagelle di MIE

Sanremo 2019: Le pagelle di MIE
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Salvatore Imperio
di Salvatore Imperio

Da una prima serata di ascolto con diffidenza ad un risultato finale che lascia perplessi.

L’effetto Jalisse avvenuta tra “Sarà Sanremo” e Festival nel giro di due mesi è molto rischioso per il vincitore venuto fuori da un percorso interessante, pieno di collaborazioni e curato dalle sapienti mani di Dario “Dardust” Faini.

Il pubblico del teatro protesta per i verdetti in cui il televoto ha influenzato sin troppo la classifica finale: abolitelo.

24 artisti in gara in un’unica categoria è fuori dal tempo. Sarebbe meglio portare la categoria “uomini”, “donne”, “Indie” ed “emergenti” in modo da avere una realtà più veritiera del panorama musicale italiano contemporaneo.

Gli artisti che si salvano sono meno della metà: chi per canzoni fuori contesto, chi per canzoni inadatte alle vocalità e chi pensa ancora a portare una canzone “sanremese” al Festival.

Baglioni svecchia il Festival portando alcuni artisti della nuova leva musicale italiana ma riesce a metà. A lui va il merito di aver dato una scossa fortissima ad un Festival che era fin troppo una questione liturgica.

La classifica finale di Sanremo 2019 e il voto alla canzone.

 

  1. Mahmood: Vince il Festival tra le proteste di web e pubblico dell’Ariston. “Effetto Jalise” in corso – voto 5
  2. Ultimo: L’essere amareggiato, in sala stampa,  dopo la proclamazione del podio è lecito – voto 7,5
  3. Il Volo: la loro operazione verso l’avvicinamento ad un pop che non si sa da dove lo hanno preso li porta addirittura sul podio – voto 2
  4. Loredana Bertè – La regina del Festival. Il teatro si ribella, il podio era suo – voto 9,5
  5. Simone Cristicchi – Il poeta della musica italiana viene relegato fuori dal podio. Il suo essere presente a Sanremo alza il livello della musica al Festival – voto: 9
  6. Daniele Silvestri ft Rancore – Il Presidente porta il rapper più bravo d’Italia sul palco del Festival e la canzone è coerente con quello che la musica dovrebbe sempre fare: portare un messaggio. voto: 10
  7. Irama – La sua presenza non stupisce ma lascia completamente indifferenti. voto: n.d.
  8. Arisa – Siamo abituati a canzone degne della sua voce. Escludendo la performance della serata finale il voto è 4
  9. Achille Lauro – Non ha voce, si portano chitarre già sentite e il testo, se fosse il pensiero dei Millennials , dovrebbe farci preoccupare e non poco. Voto: n.d.
  10. Enrico Nigiotti – Porta una canzone meravigliosa. Enrico viene premiato col palco del Festival dopo anni di sacrifici. Talentuoso cantautore. Potrebbe rappresentare la musica italiana contemporanea. L’ordine di esibizione lo danneggia e non poco. Voto: 8
  11. Boomdabash – Trovata commerciale per un Festival che dovrebbe portare solo musica con la “M” maiuscola. Fuori contesto. Voto: n.d
  12. Ghemon – Se non fosse stata per l’apertura del Festival alla nuova generazione di artisti, non sarebbe mai venuto fuori. La sua evoluzione stilistica a Sanremo, lascia presagire una interessante carriera da qui in avanti. Voto: 6,5
  13. Ex-Otago – Non entrano mai in gara. Bene la loro presenza sul palco ma la canzone non attira l’attenzione più di tanto. Voto: 5
  14. Motta – Testo molto interessante ma con qualche pecca. La posizione in classifica rispecchia il feedback del Teatro Ariston dopo l’esibizione: fredda. Voto: 6,5
  15. Francesco Renga – Uno come lui ha portato canzoni molto più belle al Festival. Voto: 5
  16. Paola Turci – Le pecche durante le perfomance, rilegano l’artista più affascinante del Festival alle ultime posizioni. Voto: 5
  17. The Zen Circus – Penalizzati fin troppo. La posizione in classifica fa pensare a quelle di chi ha portato l’anticonformismo al Festival. Sacrilegio. Voto: 9
  18. Federica Carta e Shade – Troppo Sanremesi e fuori dal sound che ci si aspetta da due giovani artisti. Voto: n.d.
  19. Nek: Canzone interessante che la critica non considera nelle sue corde. La sentiremo parecchio sul mainstream. Voto: 8
  20. Negrita: la maturazione della band, ci regala una  canzone meravigliosa. Lo stile Negrita c’è. Voto: 9
  21. Patty Pravo con Briga – Fuori gara, fuori contesto. Voto: n.d.
  22. Anna Tatangelo – Giusto chiederle perchè portare ancora uno stile “sanremese” che oramai non esiste più. Voto: 3
  23. Einar – Posizione giusta. La canzone passa senza destare attenzione. I tempi della musica sono cambiati. Ditelo all’artista. Voto: n.d.
  24. Nino d’Angelo e Livio Cori – Nino d’Angelo ci ha abituati a canzoni meravigliose, con suoni e testi rappresentativi di una parte meravigliosa d’Italia. Questa volta toppa alla grande deludendo le aspettative. Voto: n.d.

La classifica secondo MIE

  1. Daniele Silvestri ft Rancore – voto: 10
  2. Loredana Bertè – voto: 9,5
  3. Simone Cristicchi – voto: 9
  4. The Zen Circus – voto: 9
  5. Negrita – voto: 9
  6. Enrico Nigiotti – voto: 8,5
  7. Nek – voto: 8
  8. Ultimo – voto: 7,5
  9. Motta – voto: 6,5
  10. Ghemon – Voto: 6,5
  11. Paola Turci  – voto: 5
  12. Francesco Renga – voto: 5
  13. Ex-Otago – Voto: 5
  14. Mahmood – Voto: 5
  15. Arisa – voto: 4
  16. Anna Tatangelo – voto: 3
  17. Il Volo – voto: 2

 

Fuori classifica e bocciati irrimediabilmente: Einar, Patty Pravo con Briga, Nino d’Angelo e Livio Cori, Federica Carta e Shade, Boomdabash,  Achille Lauro, Irama,

 

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