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SALVATORE IMPERIO intervista ROBERTO ACCIARO che con COMPLICI è VIDEO DELLA SETTIMANA su MIE

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SALVATORE IMPERIO intervista ROBERTO ACCIARO che con COMPLICI è VIDEO DELLA SETTIMANA su MIE
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Roberto Acciaro è un pianista/cantautore Sardo.  Vive di musica da quando ha 16 anni. Scrive musica e testi delle sue canzoni.
Tra le collaborazioni in essere spicca senza dubbio quella con il Maestro Enrico Riccardi, autore di uno dei 9 inediti di cui è composto l’album che sarà presentato Domenica 2 Luglio.

Ciao Roberto, è un piacere poter far conoscere la tua musica attraverso
MIE Musica Italiana Emergente. Come stai?
Ciao Salvatore, il piacere è mio. Tutto bene, si corre e non poco… Ma aggiungo subito “fortunatamente”: per me suonare non è mai un peso né in realtà un lavoro sebbene effettivamente sia il mio mestiere.

Cosa ti ha spinto a raccontare delle storie attraverso la tua musica?
Fin da bambino ho sentito moltissima musica grazie a mio padre e restavo affascinato dalle immagini descritte dai cantautori.

Sono sempre stato molto timido (anche se oggi quando lo dico non mi crede nessuno) e questo ha influenzato molto il mio modo di raffrontarmi con gli altri. Inoltre, per quanto sia una concetto banale e abusato, per me si tratta di un bisogno. Molti aspetti del quotidiano mi scuotono e quando questo accade devo raccontare quello che viene filtrato dai miei occhi.

Il tuo album si intitola “Il Patrimonio di un clochard”. Come è nato e cosa racconti attraverso le canzoni racchiuse in questo tuo lavoro discografico?
Il patrimonio di un clochard” è costruito selezionando tra i brani del mio repertorio. Alcuni di questi infatti sono “datati”. Per esempio, Dante, il brano più “vecchio” è stato scritto quasi 6 anni fa.
Ogni brano è una storia. Mi piace immedesimarmi e guardare le cose da un’altra prospettiva. In un brano racconto il bicchiere mezzo pieno di un clochard, in “John” racconto il sogno della moglie di un uomo tradito, in “Complici” la prospettiva di un amore vista dalla fine.

Dalla recensione pubblicata da musicfreenetwork  si cita testualmente “Tra i brani degni di nota il frizzante e coinvolgente “Funambolo del carillon”, che si caratterizza per una linea di basso che ricorda davvero da vicinissimo il primo Finardi di Musica Ribelle o Extraterrestre”…

Quanto ha influito un artista come Finardi nel tuo modo di fare musica?
Finardi è un patrimonio della musica italiana ma nonostante tutto non lo includo tra i miei ascolti caratterizzanti.
“Funambolo sul carillon” è nato tutto da un’idea bizzarra… Cantare in quartine su sopra un tempo dispari. Una sorta di esercizio!

Ci sono altri personaggi della musica italiana a cui ti ispiri?
I cantautori storici: De Andrè, De Gregori, Fossati, Bertoli si affiancano nel cassetto degli ascolti, a quelli attuali. Bersani, Silvestri, Gazzè, Cristicchi.
Una delle mie caratteristiche è quella di ascoltare moltissima musica con caratteristiche eterogenee. Per farti un esempio in alcune playlist ho “Estate” suonata da Petrucciani (il mio pianista preferito in assoluto) e subito dopo “Non me lo posso permettere” di Caparezza (un autentico genio).
Mi piace contaminare i generi nei quali scrivo e compongo.Questo perché nella mia testa non esistono linee nette che dividono la musica in categorie, si tratta piuttosto di confini mobili e poco nitidi.


Quali saranno i tuoi progetti per il prossimo futuro?
Nel 2018 uscirà un nuovo singolo con videoclip.

Si tratta di un brano suonato e arrangiato con alcune delle eccellenze musicali locali, una ballad romantica accarezzata con spazzole e basso fretless.
Con la band inizieremo a lavorare anche al nuovo disco contestualmente alla preparazione dei live.
E, in ultimo, devo completare tre brani che in questo periodo non ho avuto tempo di chiudere.

Visto che parliamo di futuro. Cosa ti auguri che avvenga, grazie alla tua musica, tra 10 anni?
L’obbiettivo è continuare a vivere di musica.
Tra 10 anni spero di essermi ritagliato un piccolo spazio nel panorama musicale italiano e di aver rubato un po’ di orecchie al pubblico costringendolo (in maniera non coattiva 😀 ) a seguirmi.

Da personaggio artistico attivo nella musica, come vedi lo stato della musica italiana?
Oggi credo ci siano moltissime realtà musicali degne di nota.
L’attenzione dei media è focalizzata ancora sul meccanismo perverso dei talent ma, nonostante ciò, noto con piacere un interesse crescente del pubblico verso i musicisti emergenti.
L’unico problema, ma questo è un cancro diffuso a tutti i settori (specialmente quelli artistici), è la crescente presunzione di poter fare qualsiasi cosa senza dei presupposti concreti. Nel presente sono tutti cantanti, cantautori e musicisti per il semplice fatto di aver comprato un microfono, una penna, un block notes ed una chitarra.
Questo sminuisce spesso il lavoro di chi di musica ci vive impegnandosi seriamente.

Parliamo  di Live. Ci sono appuntamenti nel tuo prossimo futuro per poter ascoltare dal vivo la tua musica?
Il calendario è in costruzione.

Ci sono in cantiere una serie di date a partire da Gennaio/Febbraio.
Vi terrò aggiornatissimi tramite i social!

Visto che parliamo di Live. Quanto sono importanti i live per far ascoltare nuova musica e nuovi artisti come te?
Come dicevo precedentemente credo che al momento ci sia un ritorno al passato (un passato decisamente più genuino in materia).
Prima il modo per far sentire la tua musica era… Suonare! Oggi si cerca di diventare “famosi”… Ma sono concetti totalmente sconnessi.
Per via della “corsa al talent” si sono creati una serie di spazi nel mondo reale. Spazi per suonare dal vivo e farsi conoscere.
Ribadisco il concetto che se l’obbiettivo è suonare, un musicista deve principalmente fare quello! Bisogna confrontarsi con il pubblico.
Perché alla fine il lavoro è quello!

Perfetto, Roberto.Ti ringrazio per averci fatto conoscere la tua musica e nche il lato umano di un artista come te. Ti auguro il meglio per il tuo progetto artistico e per la tua musica.
Spero ci terrai informato delle tue prossime attività artistiche.
Grazie a voi!
Vi aggiornerò in merito all’evolversi dei vari progetti!!

Un abbraccio!

Salvatore Imperio

di Salvatore Imperio

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