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Il ritorno di GIANMARCO FUSARI con un nuovo videoclip. L’intervista su Musica Italiana Emergente.

Il ritorno di GIANMARCO FUSARI con un nuovo videoclip. L’intervista su Musica Italiana Emergente.
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“La scatola di soldatini morti” è il titolo della canzone pubblicata da Gianmarco Fusari e che solo ora vede la “luce”.
Si perchè, nel 2010, questa canzone è stata premiata come miglior testo al Botteghe d’autore e chissà per quale motivo solo adesso è uscita fuori dopo aver preso polvere.

Ma per fortuna potremo sapere il motivo direttamente dall’autore, Gianmarco Fusari che, nel frattempo, ha girato l’Europa fino a trasferirsi a Bruxelles dove riesce a portare le sue canzoni e non solo in giro per i locali.

 

La scotola di soldatini morti – Videoclip

L’intervista a Gianmarco Fusari.

Salvatore Imperio
di Salvatore Imperio

 

Ciao Gianmarco, la prima domanda che voglio farti è come mai hai aspettato tutti questi anni per pubblicare “La scatola di soldatini morti” che ti ha fatto conquistare il riconoscimento come “miglior testo” al Botteghe d’autore nel 2006?

Ciao, Salvatore. Direi per una questione essenzialmente caratteriale.

All’epoca, ero circondato da musicisti e band intenti a investire soldi, tempo e speranze per autoprodursi e cercare in tutti i modi di ritagliarsi un piccolo spazio nel ristretto panorama discografico, finendo poi pressoché inesorabilmente nel corso degli anni col mollare tutto e passare ad altre occupazioni, essendo ormai troppo delusi e impigriti dagli scarsi risultati raggiunti.

La cosa mi ha allarmato e non mi son sentito di investire il mio tempo e il mio denaro per tentare di percorrere quella strada.

Ho preferito piuttosto coltivare la mia vita cercando di renderla il più interessante e stimolante possibile, senza giocarmi tutto subito, per poi riprendere il discorso se e quando ne avrei avuto l’ispirazione e le possibilità: ed eccomi qua.

Questo vale non soltanto per il brano in questione, ovviamente.

 

Il brano è stato vincitore del “Botteghe d’autore 2010” come “Miglior testo”.

 

Oltre al Botteghe d’autore, quali altri riconoscimenti ha ricevuto questa canzone?

Presentai il brano in diverse rassegne tra il 2006 e il 2008. Mi aggiudicai il Primo premio al Festival Nazionale di Musica d’autore e al Risonanze Unplugged 2007, oltre al Sing your Song 2008. Il brano ricevette anche altri premi come “miglior testo”, ricordo il Palco in Piazza nel 2007.

Come è nata questa canzone? C’è qualche avvenimento che ha scatenato la tua penna?

Mi capita raramente di scrivere ispirandomi ad avvenimenti realmente accaduti, mi riesce più facile lasciarmi suggestionare dalle cose che leggo, dalle opere che osservo o dalla musica che ascolto.

Nel testo de “La scatola di soldatini morti”, oltre a diverse citazioni esplicite, sono contenuti (molto banalmente, lo riconosco) brandelli di immagini e meccanismi allegorici senz’altro suggeriti dal “Don Chisciotte” e da “Pinocchio”. Mi pare di ricordare che l’ascolto del pezzo di Giorgio Gaber, “La realtà è un uccello”, nella versione contenuta in “Anche per oggi non si vola”, ebbe un certo ruolo nello sviluppo dell’idea che avevo in testa.

E poi sicuramente “La Trahison des images” di Magritte. Certo, a questo punto qualcuno potrebbe dire: “e tu, impastando i due libri più grandi della storia dell’umanità con un etto di Gaber e un pizzico di Magritte, sei riuscito a tirar fuori solo una canzonetta?!” Eh, ragazzi, ognuno fa quello che può.

 

Ascolta Gianmarco Fusari su Musica Italiana Emergente Vol. 2

A proposito di Magritte, nel sottotitolo della canzone su Youtube, hai scritto “Ceci n’est pas une chanson antimilitariste” (Questa non è una canzone antimilitarista). Come mai lo hai voluto specificare?

 

È un gioco, nulla di più. D’altra parte, dato che ora vivo in Belgio, Magritte è pure un mio conterraneo. Il testo della canzone è continuamente in bilico tra le immagini “eroiche” evocate e la mediocrità delle loro corrispondenze nella realtà.

La scatola di soldatini morti non esiste, non può esistere. O magari la puoi anche disegnare, ma non possederla fisicamente. Così come ogni possibile morale che potrebbe scaturirne. In questo senso, seppur ovviamente alterandone il significato originale e ridimensionandola per i miei modesti scopi, quella frase calza a pennello.

 

Il messaggio de “La scatola di soldatini morti” e il presente di Gianmarco Fusari.

 

Però tu sai che ogni canzone può nascere con un messaggio e poi arrivare trasmettendo un messaggio diverso da quello che pensava l’autore.
Ti darebbe fastidio se questa canzone fosse cantata da un gruppo di persone che ripudia la guerra come da Costituzione italiana?

No di certo, ci mancherebbe altro. Quel sottotitolo non serve affatto a suggerire il messaggio della canzone, che tra l’altro nemmeno io conosco veramente fino in fondo. Anche perché, in fin dei conti, l’oggetto disegnato da Magritte è veramente una pipa, eccome se lo è!

E quindi, tutte le interpretazioni sono possibili.

 

Il tuo 2019 come sarà dopo aver pubblicato una meraviglia di canzone come questa?

Ti ringrazio molto per il complimento. Sto scrivendo e registrando altri brani, oltre a suonare spesso tra Francia, Belgio e Olanda. Spero di crescere passo dopo passo, continuando in questa direzione.

Sentendoci su skype, mi dicevi che c’è un cantautorato italiano che va per la maggiore e che tu hai la possibilità di far ascoltare con le tue interpretazioni. Quali canzoni porti durante le tue esibizioni live?

Da molti anni, porto in giro sia in Francia che in Belgio uno spettacolo dedicato a Paolo Conte. Si tratta di un artista amatissimo da queste parti e io, con tutta l’umiltà e la cura del caso, mi diverto molto a reinterpretare il suo repertorio.


Bene Gianmarco. Ti ringrazio di cuore per la chiacchierata e mi raccomando tienici aggiornati sulla tua vita cantautorale.

Grazie a te, Salvatore. È stato un piacere. Un saluto a te e a tutti i lettori di Musica Italiana Emergente!

 

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