REFILLA: l’esordio in USB

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Musica in USB per i REFILLA che pubblicano il loro primo disco senza stampare supporti. Musica come farmaco che non ha l’idea di voler risolvere quanto il rimando è l’antico anestetico celebrale, come un elettroshock per i pazzi, come un acido per i dolori.

Non a caso i riferimenti cinematografici punta in quella direzione e non a caso alcuni suoni sono di ruggine e di acido, sono suoni di elettronica e di distorsioni analogiche.

E questo “Due” esce con tanto di capsula e bugiardino. Insomma qualcosa che va somministrato con cura e attenzione. Il rap che si fa pop misto al rock elettronico. Sono 3 i video davvero interessanti che girano in rete a incoriniciare 3 singoli estratti da questo lavoro. Di seguito il singolo “Partire a Settembre”, forse il brano che meno rappresenta il mood di questo disco, forse la versione più “pop di una faccia che da ogni angolo la si guardi ha molto, molto da dire.

 

L’intervista ai Refilla.

I REFILLA in un’Italia di oggi fintamente indie. Voi da che parte state?
Fintamente Indie? Io direi più “finalmente” indie. C’è un sacco di movimento nella scena musicale italiana. E’ elettrizzante. E il fatto che questo avvenga proprio oggi, in un’epoca in cui fare musica è uno sforzo immane senza nessun risultato concreto, è ancora più bello. Uno straordinario gesto di eroismo e passione comunicativa.

Esordire oggi che il disco non ha quasi più senso… eppure?
Non facciamo musica per ‘cercare un senso’. Più che musicisti cerchiamo un modo di comunicare qualcosa. Ti ritrovi con la penna in mano e scrivi. E’ pura necessità. Non ci sono strategie da major o scelte tattiche. Ci sono cose che senti di voler dire e ogni tanto un piano o una chitarra per accompagnarle.

Cantautori in qualche modo? Possiamo dirlo? Visto i temi sociali…
Cantautore tutta la vita. Lo abbiamo capito tutti tardi, ma funziona così. Quando sei ragazzo ascolti la musica. Quando diventi adulto capisci i testi.

Ma c’è anche tanta “adolescenza” e voglia di restituire quella leggerezza infantile che dovremmo conservare dentro sempre. Sbaglio?
È una delle due parti del dialogo. C’è quella adolescente che si chiede “cosa è successo?” e quella adulta che non ha il tempo di chiederselo perché deve pagare le bollette e l’affitto

Bellissimo il video di “Partire a Settembre”. Come mai a Settembre non dovrebbe accadere…?
È una canzone sul distacco, sugli addii… che ti servono per crescere, per evolverti, per capire. Ma sono anche momenti difficili. Ancora di più a settembre. Perché a settembre guardi le tue camicie hawaiane e sai che non le rivedrai più fino a maggio.

Dopo 3 videoclip, il quarto?
Prestissimo e sarà una bomba. Non posso dirti esattamente quando uscirà ma stai sicuro che sarà il DUE del mese 😉

Paolo Tocco

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