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Quattro chiacchiere con RAFFAELE PILLAI

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Quattro chiacchiere con RAFFAELE PILLAI
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Raffaele Pillai è un artista sardo che ha pubblicato il 16 ottobre l’ep Una storia tipica italiana”, distribuito dall’etichetta discografica “La
Stanza Nascosta Records” e promosso da “Verbatim Ufficio Stampa” di Claudia Erba.

Pillai, insieme ai Tuxedo Smooking rappresentano il vivace mondo della musica indipendente in Sardegna.

Ciao Raffaele, è un piacere poter fare quattro chiacchiere con te.

Da dove nasce la tua voglia di fare musica?

Ciao, il piacere è tutto mio!
La voglia di musica in generale nasce da bambino, essendo nato in una famiglia di musicisti; quella, invece, di fare musica propria è nata dalla voglia, o forse anche dal bisogno, di poter esprimere dei concetti e degli stati d’animo che probabilmente non si riesce ad esprimere se non con la musica!

Vuoi raccontarci il tuo percorso artistico che ti ha portato a “Una storia tipica italiana”?

Il mio percorso artistico è abbastanza lungo non essendo più un ragazzino! (Ride, N.d.R.)

Nasce dal comporre musica propria nel 97 circa, anno in cui entrai a far parte di una band crossover (allora molto in voga), nella quale mi esibivo solo in veste di cantante, pur essendo bassista già da un po di anni!

Poi, con altri due amici, iniziai a mettere su gli “Intemorfosi” nel 2005 e l’anno successivo decidemmo di spostarci dalla Sardegna, esattamente in Emilia Romagna, per poter avere più possibilità “logistiche” e poterci muovere in tutta Italia!

Dopo qualche anno trascorso tra soddisfazioni e delusioni decisi di tornare nella mia terra madre e di stabilirmi definitivamente in Sardegna! Non ho mai smesso di comporre e fare musica.

Come è nato l’ep “Una storia tipica italiana”?

E’ nato dal desiderio di voler continuare a fare musica propria, ma stavolta da solista!
L’ep tra l’altro rimanda a molte realtà musicali italiane…

Qual è il messaggio che vuoi comunicare attraverso le canzoni contenute nel tuo ep?

Nelle canzoni del mio ep rileggo, con un po’ di fantasia, delle situazioni di vita vissuta, alcune in prima persona e alcune da terzi… a volte a me vicini. Voglio comunicare quelli che sono i pensieri nascosti di molte persone, pensieri che magari hanno paura di esternare, anche per un naturale riserbo.

Il singolo che stai promuovendo si intitola “Il custode”. Di cosa parla e come mai lo hai scelto come singolo per l’uscita dell’album?

Ecco, bella domanda! Questo brano racconta una storia che ho vissuto in prima persona!

Racconta un po’ quello che, da buon osservatore, ho notato stando a guardare: la somiglianza nei movimenti, nei gesti e negli atteggiamenti di un signore visto passeggiare, a me totalmente sconosciuto, con una persona a me cara, che mi ha influenzato in maniera positiva nel corso della mia vita.

Il brano è stato scritto in maniera estemporanea, cogliendo i dettagli di un’incredibile somiglianza con mio nonno. Penso che, se ci mettiamo in ascolto, se impariamo ad osservare, sia possibile ritrovare sempre qualcosa dei nostri affetti, che continuano in questo modo a vivere e a farci compagnia.

Ci sono artisti che hanno influenzato il tuo modo di fare musica?

Beh… sicuramente tanti!
Ho spaziato tanto nel mio percorso musicale! Sono fondamentalmente un rockettaro, ma non ho mai disdegnato il cantautorato italiano, il funk anni ’70, il jazz, la fusion e neanche la musica classica!

Parliamo di concerti. Quanto è importante, per te, far conoscere la tua musica attraverso i live?

Credo che i concerti siano il modo migliore di far sentire attraverso le parole, i gesti, la grinta e l’energia,le emozioni dell’artista al pubblico che ascolta! Per me la dimensione live è imprescindibile.

Quali sono i tuoi progetti nell’immediato futuro? Vuoi svelare qualcosa per i lettori di mie musica italiana emergente?

Sicuramente un secondo videoclip tratto da “Una storia tipica Italiana” ….nel frattempo sto lavorando, sempre serenamente, ad alcuni brani nuovi per la realizzazione di un lavoro inedito. Chissà!!!

Salvatore Imperio

di Salvatore Imperio

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