Il puro cantautorato torna su MUSICA ITALIANA EMERGENTE con GINEZ E IL BULBO DELLA VENTOLA. L’intervista a cura di Salvatore Imperio.

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Il puro cantautorato torna su MUSICA ITALIANA EMERGENTE con GINEZ E IL BULBO DELLA VENTOLA. L’intervista a cura di Salvatore Imperio.
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Ginez e il bulbo della ventola è una band cantautorale che ho conosciuto grazie a uno di quelli che, oltre far sentire la propria musica fa ascoltare anche quella degli altri con la rassegna “Canzoni fuori dal cappello” che si tiene al Liberty di Noto (Siracusa) e corrisponde al nome di Sergio Pennavaria

Ragazzi è un onore e un piacere potervi fare qualche domanda.
Grazie Salvatore, il piacere è nostro, soprattutto essendo a conoscenza dell’enorme sforzo che svolgi a favore di quella che è chiamata la musica emergente, quindi di tutte quelle realtà artistiche, che arricchiscono i sotterranei della musica indipendente.

Come nascono “Ginez e il bulbo della ventola”?

Ginez e il bulbo della ventola, nascono come formazione nel 2015 e all’epoca eravamo solo in tre, Daniele Duchini al basso, Gianni Licini alle percussioni ed io, Ginez chitarra e voce. La prima esperienza di Ginez come solista, è stata nel 2010, vivevo in Francia, scrissi le mie prime canzoni e grazie ad Andreas Polito, registrai il mio primo EP a Torino,negli studi del Rocklab. Nell’agosto del 2016 al posto di Gianni si unì’ a noi Roberto Ascoli alla batteria e successivamente Fabio Pollono alla chitarra solista.

Lo scorso ano avete pubblicato “…canzoni, bottiglie e altre battaglie”, il vostro album d’esordio. Come è nato?

Esatto, “…Canzoni, bottiglie e altre battaglie” è stato il nostro primo lavoro in studio, nato dalla necessità di incidere quelle canzoni, a cui avevano dato un timbro sonoro tipico della nostra band e che paradossalmente chiudevano un ciclo. Un insieme di canzoni che erano nate per stare tutte insieme, anche se ognuna di loro raccontava qualcosa di diverso. Credo che fare un disco per qualcuno che suona, sia un po’ come il desiderio del calzolaio di confezionare un paio di scarpe, o come il falegname che costruisce il capanno dove continuerà a lavorare successivamente.

“L’uomo su misura” è il singolo estratto dall’album della band ligure.

C’è qualche fattore che ha influenzato lo stile del vostro album?

Se qualcosa ha influenzato lo stile del nostro album, è sicuramente qualcosa che è nato da noi quattro, cioè il fatto che veniamo comunque da generi ed esperienze molto diverse, ciò’ ha permesso ad ognuno di noi, di esprimere la nostra direzione senza dover comunque pensare a un tipo di genere o a un sound predefinito o su come orientare il disco. Tutto è nato nella massima spontaneità. Come potrai ben notare, ogni brano ha un’ intenzione musicale diversa da quello precedente.

C’è qualche elemento che si ripresenta nelle canzoni di questo album?

Come ti dicevo prima, tutto è avvenuto in maniera molto naturale, ma non si puo’ negare che nei brani che proponiamo, aleggiano i fantasmi di Whitman, le utopie di Keruac, il nichilismo di Bukowsky, le influenze del Sud America, le sigarette di Tom Waits e certamente la presenza del mare e dei porti della Liguria.

Ascoltando il vostro album, mi sembra quasi di ascoltare un’avventura in musica, dove Ginez, la voce della band, diventa il narratore musicale.
Quante storie raccontate attraverso le vostre canzoni?

L’idea di “…Canzoni bottiglie e altre battaglie” è proprio quella di raccontare tante storie, e allo stesso momento di racchiuderle in una sola; è un po’ come i frammenti della nostra vita, che quando il tempo è passato e ci voltiamo indietro, non visualizziamo separatamente tutto quello che abbiamo vissuto prima, in quel momento, ma lo immaginiamo come un capitolo della nostra storia. Ti assicuro che una delle cose più belle che ci viene riconosciuta, è che tante persone che ascoltano le nostre canzoni, hanno veramente l’impressione di veder scorrere davanti a loro un racconto, una storia, o addirittura un film.

La musica, il web e il live.

E’ possibile trovare il vostro ultimo lavoro sul  web?

Assolutamente si, potete ascoltarci su Spotify.

Siamo nell’era dei social. Dove possiamo rimanere aggiornati sulle vostre “avventure cantautorali”?

Cerchiamo di mantenere in costante aggiornamento la nostra pagina Facebook, dove presentiamo i nostri appuntamenti, date concerti e tutto quello che più o meno ruota intorno al “Bulbo”.

Sulla vostra pagina facebook si può notare che c’è un interessante attività dal vivo della band. Siete soddisfatti del numero di live in cui riuscite a presentare le vostre canzoni?

Beh!, soddisfatto lo puoi essere quando hai la pancia piena e noi, sinceramente, abbiamo tanta fame, tanta fame di suonare e di divertirci. Ho detto fame, perché se avessi detto sete, sarei risultato scontato….Comunque, siamo molto contenti di come si sta instaurando il rapporto con le persone che ci seguono e una serata con il “Bulbo”, ti assicuro, è una bella serata di festa.

Lo stato della musica live dal punto di vista della band.

l pubblico come risponde durante i vostri live?

Direi che il pubblico risponde molto bene e soprattutto quando comincio a vedere il gestore del locale che sorride a 52 denti, mi rendo conto che il pubblico, oltre che rispondere benissimo, si sta prosciugando tutto il bar!!!

Voi fate parte di quel mondo cantautorale pieno di qualità che purtroppo è snobbato in Italia. Cosa pensate della situazione che sta vivendo il cantautorato italiano?

Penso che il cantautorato in Italia stia benissimo, il fatto è che si trova relegato nel suo ghetto, ma non credo che ciò’ debba spaventare, bisogna giusto abituarsi all’idea di vivere in diversi universi paralleli, che se qualcosa ti interessa, te lo vai a cercare. Provenendo da un’ epoca dove credi che quello che dovresti sapere arriva dalla radio o dalla tv commerciale o nazionale, evidentemente riconoscere la qualità in qualcosa che non viene riconosciuto, è un po’ più complicato, ma sicuramente più genuino.

Ragazzi è stato davvero un piacere poter scoprire qualcosa in più di voi e spero vivamente che possiate far conoscere sempre di più le vostre opere.
Mi raccomando teneteci aggiornati sulle vostre avventure.

Grazie a te Salvatore e al bellissimo lavoro che state facendo per la musica.

 

Salvatore Imperio

Salvatore Imperio

 

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