PSYCHOPATHIC ROMATICS : Ecco BREAD AND CIRCUSES

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PSYCHOPATHIC ROMATICS : Ecco BREAD AND CIRCUSES
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La band campana Psychopathic Romantics ha pubblicato il 28 aprile il suo EP-Espanso su piattaforma Bandcamp della label Freakhouse Records.
L’album è statto registrato tra il 2012 e il 2014 a Squille (Ce) e il Palazzo Ducale di Solopaca (Av).
Missato e masterizzato da Enzo Rizzo at Soulfingers Mastering Studio.

Il nuovo lavoro esce a un anno esatto di distanza dall’ultimo, un EP omonimo ed autoprodotto, che ha rappresentato un crocevia artistico e umano che li ha portati a maturare una nuova veste sonoro spiccatamente cantautorale e folk rispetto agli esordi di matrice math-rock.

Le radici geografiche e musicali degli Psychopathic Romantics trascendono la nativa Campania, dal momento che Mario La Porta, aka ‘Dust’, cantante e autore della band, è italo-americano. Nato in provincia di Caserta, cresciuto e formatosi nel Connecticut (USA), si ristabilisce in Italia nel 2005, dove forma gli Psychopathic Romantics insieme ai campani Vincenzo Tancredi, Augusto De Cesare e Filippo Santoiemma, motivo per cui nel progetto confluiscono influenze e sonorità d’oltreoceano costantemente intrise di tradizione mediterranea. Due anni più tardi, nel 2007, la band autoproduce il primo lavoro discografico, “Altered Education”, cui segue nel 2010 “Pretty Prizes”, sempre autoprodotto. In questi primi album prevale un sound d’impatto, ruvido, a tratti psichedelico, teso a destrutturare la forma-canzone. Dopo questi primi lavori Dust passa dalla batteria alla chitarra acustica, per assecondare le proprie inclinazioni cantautorali. La scelta si rivela molto stimolante per la band e decisiva nella definizione del sound, che si fa più maturo e rassicurante, ingentilito da sonorità folk e ritmi coinvolgenti.
Questa evoluzione confluisce in un EP omonimo del 2014, ancora una volta autoprodotto, i cui 7 brani miscelano le sonorità già esplorate in precedenza, inserite stavolta in strutture e ritmiche più regolari, in cui il timbro e la personalità della voce di Dust trovano una più giusta dimensione.
Il nuovo corso si consolida in breve tempo anche dal vivo: il setup elettrico dei primi anni cede il passo ad un setup più essenziale, in cui la batteria è ridotta alla sola grancassa e qualche piccola percussione e le chitarre elettriche sono sostituite da strumenti acustici effettati, quali mandolino e bouzouki, o da altri meno consueti ma più adatti alla nuova veste live della band, quali toy piano o harmonium indiano.

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