PRAINO presenta IL DISCO DI PRAINO

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PRAINO presenta IL DISCO DI PRAINO
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Praino ha pubblicato per REC Dischi Indipendenti il suo debut album intitolato molto semplicemente Il Disco di Praino uscito lo scorso 8 Giugno.

Francesco Praino nasce nel 1989 a Cassano allo Jonio, in Calabria. Qui inizia a studiare batteria sin da piccolo: la batteria è infatti lo strumento con cui fa le prime esperienze musicali live in giro per la Calabria, nello stesso periodo in cui inizia anche a scrivere i suoi primi testi e comporre qualche arrangiamento. Presto si trasferisce a Bologna, città in cui studia e lavora, iniziando in parallelo diverse collaborazioni e partecipando a vari festival e manifestazioni musicali in tutta Italia. 

“Spleen” è il singolo estratto da “il disco di Praino”.

Verso la fine del 2016 decide di cimentarsi nella scrittura e nella creazione del suo primo disco, registrato, mixato e masterizzato presso i Black Crow Studios di Bologna, affiancato dal produttore artistico Fausto De Bellis negli spazi dell’Alchemica Music Club.

Nasce così Il disco di Praino, sette brani di cantautorato classico, dove chitarra e voce sono i protagonisti, ironico, intelligente, ogni tanto con una leggera vena malinconica, e ben curato musicalmente. Un disco che parla di storie dei giovani d’oggi, insoddisfatti e rassegnati.

Il Disco di Praino è disponibile sia in versione fisica dal sito dell’etichetta www.recdischiindipendenti.com che in digitale sui migliori store online e di streaming.

Praino sarà in tour dal 7 all’11 agosto

nella sua Calabria con Il tour di Praino.

Praino non ama molto apparire sul web. L’unico video in rete che lo vede tra i protagonisti è Nei pub di Dublino di Santino Cardamone, di cui è inoltre co-autore del testo insieme allo stesso Santino e a Fabio Curto, ma ha fatto un’eccezione per girare il video di Spleen, singolo estratto dal suo Il disco di Praino.

Si tratta della traccia numero due, in cui Praino racconta la passione, ma anche l’imbarazzo, di tutti gli amori non corrisposti nati nelle aule universitarie, ma anche di sguardi complici rimasti in sospeso. In Spleen si percepisce il disagio dei giovani e dei giovani/adulti: “gli artisti lo sai non stanno nei musei, l’arte non paga mai, proprio mai…” e cosi i ragazzi si rifugiano giustamente nell’amore, che sia platonico o vissuto con pienezza, che sia tra una coppia, per la cultura, per l’arte, per i viaggi, l’importante è che sia vero amore.

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