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Tra pop e cantautorato al femminile, ecco SUE. L’intervista su MIE.

Tra pop e cantautorato al femminile, ecco SUE. L’intervista su MIE.
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Salvatore Imperio
di Salvatore Imperio

Un progetto artistico molto interessante, quello della cantautrice milanese SUE, all’anagrafe Susanna Cisini, che da qualche tempo osservo e che ritengo una delle artiste più “frizzanti” e promettenti del panorama emergente italiano.

Con un pizzico di pop e una voce che lascia il segno, SUE si è avventurata nel 2010 approcciandosi timidamente al jazz fino a che, tre anni dopo inizia ad avventurarsi con grande curiosità verso altri generi.

All’attivo un album “Strane intuizioni” e il nuovo singolo, accompagnato dal videoclip, uscito il 4 Novembre.

 

Ho capito una cosa importante, il video ufficiale

L’intervista a SUE.

Ciao Susanna, anzi SUE. Il tuo è già concepito come un progetto artistico e non come qualcosa da far conoscere quando si ha tempo. Vuoi raccontarci la tua concezione di “progetto artistico”?

Se consideriamo come progetto artistico un progetto di inediti, forse oggi, direi che lo concepisco quasi come una missione, più che un progetto/lavoro. Non tanto perché lo sento tale ma perché siamo circondati ancora da chi la pensa così.

È molto difficile trasmettere la professionalità che sta dietro anche a un progetto emergente e il duro lavoro che sta dietro ad una macchina da guerra che è un progetto autoprodotto e indipendente.

 

Nel 2018 hai tirato fuori un album, mentre ora esce il tuo nuovo singolo. È cambiato qualcosa nella tua scrittura rispetto al tuo primo album?

Assolutamente. Il primo album contiene i primi brani di SUE, brani scritti anche a quattro mani e principalmente tendenti al pop.

La scrittura, ma soprattutto gli arrangiamenti, si sono poi evoluti e avvicinati al folk per quanto riguarda i brani più recenti. La natura pop non fatica comunque a emergere, vedi “Ho capito una cosa importante”, e non escludo che il prossimo disco possa sorprendere tutti e magari tendere a nuovi, altri, orizzonti. L’evoluzione è sinonimo di vita, non si può fermare.

Sue su MIE – Vol.10.

Cosa troveremo di differente dal tuo album d’esordio in “Ho capito una cosa importante”, il tuo nuovo singolo?

Come dicevo “Strane Intuizioni” è un album ricercato, i testi sono impegnati e spesso conducono a una morale. “Ho capito una cosa importante” è un brano leggero, senza troppi giri di parole e riflessioni ma mantiene l’ironia come punto focale, caratteristica da sempre presente nei brani di Sue e quindi presente anche in “Strane Intuizioni”.

 

Sei del Milanese. Come vivi la situazione artistica della tua zona? Noti differenze da quando ti sei approcciata alla musica a ora che sei in prima linea con le tue canzoni?

Milano è una città aperta anche ai progetti di nicchia o di ascolto come può essere SUE, fortunatamente. Purtroppo è necessario parlare di crisi nel settore musica e trovare contesti disposti ad investire sulla musica di qualità e inedita, anche a Milano, sono veramente pochi.

È indispensabile adattarsi e considerare di uscire in formazioni ridotte quando è necessario, ad esempio.

 

Riesci ad aver spazio per presentare il tuo progetto artistico?

Ultimamente vengono organizzate nei locali delle serate per cantautori, è una cosa che si usa molto a Milano. Contesti dove ci si può presentare con 2/3 canzoni insieme ad altri progetti che si muovono sul territorio. È un bel modo per presentare il percorso che si sta facendo ed è un bel momento di condivisione.

 

SUE su Spotify

 

Parliamo del videoclip di “Ho capito una cosa importante”. Tanta gente è stata coinvolta nella realizzazione. Come è andata e come hai vissuto questa esperienza di lavoro di squadra?

È stato molto bello lavorare soprattutto con tante donne.

Ho deciso di coinvolgere delle ballerine per rendere la canzone ancora più pop e più dinamica, ci siamo conosciute per l’occasione ed è stato molto interessante collaborare con loro, ragazze giovani che si sono dimostrate ottime professioniste.

Tendenzialmente mi piace coinvolgere chi ruota attorno a Sue e mi dimostra la passione nei confronti di questo progetto, per questo coinvolgo spesso le mie amiche.

Diciamo che sei una cantautrice con influenze pop. Sei giovanissima e quindi mi sembra lecito. Quello che vorrei sapere da te cosa influenza la tua musica, la composizione delle canzoni e se ci sono artisti che ti ispirano per composizione o nel presentare una nuova canzone.


Io ascolto moltissima musica emergente, molte cantautrici mi ispirano nella scrittura.

Importante è stato il mio incontro virtuale con Margherita Vicario, all’epoca una giovane cantautrice che univa la musica con il racconto, quasi teatrale, di storie. Un racconto spontaneo, non costruito, che ti teneva incollato al susseguirsi delle battute e delle immagini che riusciva a creare con i suoi testi. Da lì ho lavorato affinché anche la mia musica andasse un po’ in quella direzione.

 

La musica al femminile: negli ultimi due anni i più importanti Festival e Concorsi italiani hanno visto solo il 10% della presenza di musica al femminile.

 

La musica al femminile. Ritieni che ci siano gli stessi spazi e la stessa considerazione della musica fatta da donne rispetto a quella fatta da uomini. Io ho l’impressione che non sia così ma vorrei sapere il tuo punto di vista.

Sono molto felice per questa domanda. Assolutamente non c’è lo stesso spazio, purtroppo.

La musica al femminile non ho ancora ben capito cos’abbia che non va, però non va.

Negli ultimi due anni i più importanti Festival e Concorsi italiani hanno visto solo il 10% della presenza di musica al femminile. Eclatante è stato il risultato delle selezioni di Sanremo giovani di quest’anno: 350 donne iscritte, su 800 iscrizioni totali. Risultato, passano 46 uomini, 6 donne su tutta Italia!!!

Qui non si può più parlare di gusto personale come tutti vogliono farci credere, ma di un problema oggettivo con la musica al femminile.

Da qui la nascita, in risposta a questa situazione, di eventi esclusivamente al femminile come gli eventi organizzati insieme a Michele Monina o, nel mio piccolo, gli eventi con Arci che donne nella mia città (Rho). Eventi, questi ultimi, che mi vedono protagonista come direttore artistico, questa volta.

Bene, Susanna “Sue”, ti ringrazio per questa bella chiacchierata e ti seguirò sicuramente nei tuoi prossimi passi. Anzi, vuoi anticiparci qualcosa?

Dico solo che sicuramente ci saranno importanti novità.

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