MusicAlive: Intervista a VINCENZO KIRA

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Vincenzo Kira,mc/beatmaker salentino,inizia con l’hip hop in adolescenza con i primi beatz e i primi testi,dopo vari demotape nel 2010 esce fuori con un mixtape insieme alla sua prima crew “headzout”.
Col passare del tempo continua a produrre musica,sia in quanto testi che in quanto a beatz,sia come solista che collaborando con vari esponenti della scena rap leccese.Dal 2015 entra a far parte della crew “Blacklights” insieme all’mc Lou resa,il Dj Scratch e beatmaker Dj Mustash ed il producer GKS.
Nello stesso anno debutta col suo primo EP solista,lo Shinigami EP.
L’attività artistica di Kira è in continuo aggiornamento che potrete seguire sulla sua pagina social.

Puoi raccontare chi è Vincenzo Kira? Vincenzo Kira è un ragazzino deluso dal mondo. Prima di capire come andasse realmente pensava che il mondo fosse un bel posto e che le persone fossero buone. Quando ha scoperto come funzionano le cose sono subentrate la delusione e la rabbia. In quel momento l’hip hop è stato l’unico a tendergli la mano.

 

Come è stato pensato, progettato e realizzato questo lavoro? Puoi raccontare qualche passaggio che ritieni fondamentale e/o semplicemente per te importante? “Stomako” ha preso forma durante un periodo della mia vita molto delicato: situazioni famigliari ed economiche difficili, nuove esperienze, rapporti personali e sentimentali importanti. Sentivo il bisogno di sfogarmi davvero, sentivo il bisogno di sputare tutto il veleno che avevo in corpo, di togliere i peli dalla lingua e il filtro dalla penna, sentivo il bisogno di dire qualcosa, scrivendo appunto con lo stomaco! Sentivo che era il momento giusto di fare quel tipo di rap che ho sempre desiderato ma che non sono mai riuscito a canalizzare ed esprimere fino a poco tempo prima. Devo inoltre ammettere che dopo l’uscita di questo lavoro ho trovato una mia identità artistica.

 

Mi piacerebbe che tu pensassi a come poter descrivere “Brazzers” in una sola frase: quale sarebbe? “Brazzers” è quello che realmente manca alla scena rap italiana attuale, la vera alternativa.

 

Mi ha colpito davvero “Anoressia mentale”: da cosa nasce questa tua opera? Era una di quelle sere in cui avevo fumato e avevo bevuto, avevo finito da poco di leggere “Uno, nessuno e centomila” e di rivedere “Fight club”; ero entrato nella fase dei miei frequenti viaggi mentali. Osservavo la gente che “socializzava” fuori dal locale, tutti così sorridenti e così vestiti bene, intenti a dare un’immagine di se’ impeccabile. Mi sembravano così preoccupati a dover piacere per forza alle altre persone, a dover essere così costantemente ed obbligatoriamente felici. Mi chiedevo: chissà quanti scheletri nell’armadio nascondono questi tipi di persone. Respiravo davvero tanta finzione nell’aria. Ecco: da tutte questi miei trip mentali è nata l’anoressia mentale.

Quel “maledetto vuoto” di cui parli in “Mancanze”: cosa è realmente? Credo che questa possa essere facilmente ricollegabile alla risposta precedente: siamo circondati ogni giorno dal vuoto di una società materialista. La nostra prima preoccupazione è quella di dare una determinata immagine di se’ e mostrarla, se non proprio sputtanarla, a dei perfetti sconosciuti tramite i social network. Purtroppo anch’io faccio parte di questo diabolico macchinario. Di conseguenza si vuole colmare questo vuoto e si usano diversi “metodi” per colmarlo: c’è chi usa appunto i social, chi fa uso di alcol, chi fa uso di droghe o chi compie addirittura atti ancora più estremi. Ma nella maggior parte dei casi il vuoto rimane e non viene colmato ma viene solo sedato temporaneamente, perchè sentiamo di averlo, lo percepiamo, ma non riusciamo a capire il motivo dal quale scaturisca.

 

Può sembrare scontata la risposta ma ogni artista ha un’idea interessante a riguardo: credi che in Italia ci sia una connessione tra underground e mainstream per quanto riguarda il tuo genere? Premetto che se uno non è bravo non è bravo sia nell’underground che nel mainstream e che se uno invece è valido è valido sia nell’underground che nel mainstream. Secondo me quest’inutile diatriba col tempo sta venendo sempre meno, e anzi, grazie a internet, stanno nascendo artisti indipendenti che, con le giuste conoscenze ed i giusti mezzi, riescono a raggiungere a volte il pubblico di un’artista mainstream.

Ovviamente mi riferisco all’ambito dell’hip hop, se poi vogliamo parlare di gente come Fedez, Rovazzi e simili è un altro paio di maniche…

Ringrazio la redazione di MIE per avermi dato questo spazio.

Giorgio Franco, Music-Alive

 

 

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