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Musica e letteratura nel mondo di VIKY. L’intervista su MIE.

Musica e letteratura nel mondo di VIKY. L’intervista su MIE.
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“Tra le mie coste” è il nuovo lavoro discografico di Viky, classe ’95, è un cantante, chitarrista e scrittore di Bergamo.

Salvatore Imperio
di Salvatore Imperio



Già studente di Medicina, pubblica nel 2016 il suo primo romanzo “Il filo di Arianna” ed il suo primo disco “Resilienza” con il progetto solista Viky Twisterman.

 

Fonda poi la band new – grunge Awarè con cui nell’autunno 2017 intraprende un tour in nord Italia per presentare il primo singolo “Un minuto di ascolto”.
Ora oltre al disco solista in uscita “Tra le mie coste”, sta lavorando anche al prossimo disco con la band “Awarè”.

 

I testi hanno tematiche impegnate sui diritti sociali e sull’etica, oltre a seguire una parallela più intima e introspettiva, il suo live è stato definito “intenso”.

L’intervista a Viky.

Ciao Viky, benvenuto su MIE. Come nasce la tua voglia di dedicarti alla musica e alla letteratura?

Ciao ragazzi, innanzitutto grazie a voi per l’ascolto. Sono sempre stato un lettore vorace di tutto quello che mi capitava sotto gli occhi: scrivere è, credo, la naturale conseguenza di questa “fame”.

La musica è, invece, non proveniente da stimoli esterni ma da una profonda, viscerale, necessità di esprimermi.

 

Letteratura e musica con progetti da solista e con band. Quanto tempo dedichi a questo mondo durante la giornata?

In teoria sono uno studente universitario, quindi il tempo lo strappo alle ore di sonno e alle ore di studio. Purtroppo la gran parte di questo tempo è dedicata alla parte comunicativa, cercare date e tenere alta l’attenzione.

Facendo una stima, direi che dedico un’ora o due al giorno.

 

“Stare su un palco da soli è difficile, artisticamente ed emotivamente, ma hai suoi vantaggi: se vado fuori tempo sembra che l’abbia fatto apposta!”, questo sono le tue parole che si possono leggere dalla presentazione del tuo ep.
Quello che voglio chiederti è dove ti trovi a tuo agio, se con una band o da solista?

“Si nasce e si muore soli, il che è già un eccesso di compagnia” (C. Bene). Come in molte circostanze della vita certe cose è meglio farle da soli, altre in due, altre ancora in compagnia.

Non credo ci sia una risposta univoca, ed elencare pro e contro di “solista” e “band” toglierebbe vigore al vero “obbiettivo” di fare musica: stare meglio di quando non la si faceva.

 

Viky su Musica Italiana Emergente – Vol. 3

“Tra le mie coste” è il tuo nuovo lavoro. Quali sono i temi trattati in questo ep?

Il titolo “tra le mie coste” è un gioco di parole tra le “coste” anatomiche volte a proteggere il cuore e le “coste” geografiche, volte a salutare i marinai (sia nel partire che nel tornare).


Ecco, l’EP parla attraverso l’allegoria del naufragio di un periodo di frammentarsi e ricomporsi emotivo. L’ho diviso in cinque momenti: la presa di coscienza, l’arrivo della “tempesta”, la disperazione, una salvezza provvisoria (come di chi respira poco prima di annegare).

Un ultimo sguardo ad occidente chiude il disco con l’indicazione di girare le vele in direzione del vento.

 

Ci sono dei “compagni di viaggio” che ti hanno aiutato nella realizzazione di questo nuovo lavoro?

Matteo Giusti aka Joao Ceser (produttore e fonico) mi ha dato non una ma due mani per la finalizzazione dei singoli suoni e dell’intero DISCO, mio zio Checco Faini (cantante di Lappeso, Croce666, Decrew) è stato presente nel darmi forza entusiasmo e motivazione.


E ci sono delle persone che hanno ispirato le canzoni di questo ep?

Per rimanere nell’allegoria: Ulisse, annessi e connessi.

 

Quindi il tuo 2019 sarà impegnato tra progetto solista e gli Awarè ?

Sì. A maggio uscirà “Iride”, un LP di 9 tracce con gli Awarè. Qualcos’altro di segretissimo bolle in pentola e sarà cotto per l’autunno.

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