Su MUSICA ITALIANA EMERGENTE, l’intervista a GLI AMICI DELLO ZIO PECOS.

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Su MUSICA ITALIANA EMERGENTE, l’intervista a GLI AMICI DELLO ZIO PECOS.
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“Le azioni noiose” è il primo singolo estratto da Gli Amici dello zio Pecos che hanno pubblicato l’album “Dentro le cose”, raccolta di inediti in cui non c’è limite alla creatività, curato interamente dalla band ed edito da Astralmusic.

“Dentro le cose” è l’album della band marchigiana composto da 10 tracce, frutto dell’evoluzione negli anni de Gli amici dello zio Pecos.

Già al primo ascolto del singolo si percepisce la gioia di fare musica, la grande umiltà dei ragazzi . Il loro album è una bella scoperta capace di portarvi nel loro mondo e darvi serenità.
Testi belli e interessanti, sound vivo: loro sono Gli Amici dello zio Pecos

L’intervista a Gli amici dello zio Pecos.

Ciao ragazzi, è un piacere ospitarvi su Musica Italiana Emergente. 
Partiamo dal nome. Perchè “Gli amici dello zio Pecos”?

Innanzitutto, è un piacere per noi. Vi ringraziamo perché avere qualcuno che si interessa a ciò che facciamo non è scontato. Gratifica ogni sforzo. Lo Zio Pecos è un coprotagonista di una puntata di Tom e Jerry. Una sera eravamo insieme mentre lo guardavamo in TV.  Suona la chitarra, ha i baffi, è ironico. Rispecchiava molto il nostro stile, la nostra filosofia. Ci dichiarammo suoi sostenitori, suoi amici.

Come è nata la band?

La band nasce da un gruppo di amici. Avevamo 15 anni. Alcuni di noi si conoscono dalla notte dei tempi. Al tempo condividevamo solo musica, ovviamente in generi più duri. Poi ci siamo trovati bene anche sul piano umano e abbiamo continuato a stare insieme, sempre con la musica al centro. La nostra band piaceva e da un divertimento è diventato un lavoro.

“Dentro le cose” è il titolo dell nuovo album.

Avete pubblicato singoli e album fino ad arrivare a “Dentro le cose”. Che differenze troveremo ascoltando la vostra discografia?

Abbiamo spaziato per mille generi musicali, perché la musica è un’attività creativa, e limitare la creatività col vincolo di rientrare in un detrminato genere sarebbe un delitto. È chiaro che le prime produzioni, nonostante contenessero già il nostro spirito (e le rispettiamo anche perchè ci hanno fatto vincere premi), erano ancora un po’ acerbe e di genere più crudo.

Abbiamo prodotto 2 album prima di “Dentro le cose”: “Tribù” (2011) e “Oppure no” (2012), contenenti sia brani sperimentali, poco commerciali (nel senso di “poco condivisibili” con il pubblico), sia brani che ancora oggi sono apprezzati e richiesti nei live.

C’era divertimento puro. Un vero e proprio messaggio ancora si nascondeva tra le parole. Fino ad arrivare a “Dentro le cose”, album più maturo per quel che riguarda i temi, con le canzoni collegate da un filo logico, da un pensiero, un progetto, e nel quale abbiamo introdotto l’elettronica, che ha reso più fresco il sound degli strumenti acustici.

Un sound professionale, curato dai sottoscritti nel nostro studio, ma con un po’ di azzardo.

Parliamo di “Dentro le cose”. Come è nato l’album? 

L’album, edito da Astralmusic, è nato in studio con la voglia di seminare entusiasmo. Lungi da noi fare quelli che oggi vengono definiti buonisti, ma abbiamo dato un occhio alla società e l’abbiamo trovata satura di input negativi, con una messa in circolo di lamenti, di negatività, nei giornali, nella tv. Noi crediamo molto nelle attività artistiche, perchè sono un punto d’incontro per gli uomini.

Ci si scontra sui temi più importanti, economici e politici, ma ci si ricarica le pile con le attività ricreative. Così si è provato a guardare davvero dentro le cose, a cercare cos’è quello che conta davvero, scoprendo che a muovere il mondo, alla fine, sono le cose semplici e leggere.

Si è provato a guardarle con l’occhio vispo e pieno d’entusiasmo del bambino che è dentro di noi, che non è influenzato da ciò che c’è intorno e che si stupisce per ogni cosa.

Quali argomenti troveremo nelle 10 canzoni dell’album?

GIOVANE, che sprona ognuno ad andare dritto per la sua strada, è stato il primo singolo ad essere composto, così spontaneo che è stato scelto per chiudere l’album, in modo da lasciare un po’ d’aria fresca.

Poi è venuto fuori un album con dieci canzoni per le quali si è attinto da esperienze adolescenziali, come la voglia di evasione e di sensazioni, descritta in NOVANTASEI, o la confusione amorosa di una friend-zone in INFERNO, citando Dante come se a parlare fosse uno studente di Liceo.

Si sono toccati temi un po’ più intensi come la ricerca di sé in ROVERI, e lo si è fatto in maniera anticonformista, cercando qualcosa di buono in ogni storia e scrollandosi di dosso il pensiero degli altri, vedi la direttissima PENSA PER TE.

Leggerezza non è superficialità, in QUELLO CHE NON VA ci si chiede perché a volte non si è felici, suggerendo che la ricerca deve essere fatta con le proprie idee, non dando retta a predicatori e fomentatori tipici della nostra epoca, i famosi leoni da tastiera che infatti sono presi in giro in UMILISSIMO.

E poi non manca l’amore, il tema che ha sempre mosso il sole e l’altre stelle (per richiamare il sopracitato Alighieri), che in OFFICINA è vissuto come passione per una lei (una donna o una moto) e in MERDA è descritto come una cosa così forte da portare alla follia o forse sinonimo della follia stessa: il titolo è forte, provocatorio, quasi una burla fanciullesca, ma l’innamoramento è così grande da non riuscire a descriverlo, tanto da dire: “…un sapore che è il contrario di merda.”

L’opposto del peggio. LE AZIONI NOIOSE perchè è il succo del ragionamento.

“Le azioni noiose ” è il primo singolo estratto dall’album.

Il primo singolo tratto dall’album è “Le azioni noiose” accompagnato da un videoclip molto bello. Come è nata la canzone?

Sì, è la prima ad essere pubblicata e apre l’album; è totalmente immersa nel presente: fotografa il mondo veloce, l’ostentare pensieri sui social e la proposta di abbandonarsi alle cose piccole, leggere, invece che prendersela con tutto. Ma non si ha una certezza. Tutto l’album è una domanda. È meglio abbandonarsi alle azioni noiose? Quel chiedersi di chi vuol vedere cosa c’è dentro le cose. Sì, abbiamo girato un video molto interessante in una zona storica della città di Ancona.

Mentre per il videoclip della canzone c’è qualche particolarità che volete sottolineare?

Per il videoclip abbiamo utilizzato una tecnica che consiste nel girare una scena unica con la canzone rallentata di 4 volte. Poi tutto è stato portato a una velocità che corrisponde a quella normale. Questo ha permesso di produrre un effetto che fa sembrare il mondo veloce mentre chi canta,  chi incontra qualcuno, chi si abbandona appunto nelle azioni banali invece vive a velocità normale.

Guardando la vostra pagina Facebook si può vedere che i live non sono mancati.
Ma allora sbaglia chi dice che non ci sono spazi per suonare?

Il nostro mood è stato sempre quello di non guardare tanto gli altri, ma di andare dritti per la nostra strada. Sinceramente non sappiamo dire se ci siano o meno spazi per suonare, ma noi lavoriamo sodo affinché uno spazio per noi ci sia.

I tanti live e il futuro.

Tanti i live, come detto, l’album è stato pubblicato e anche il singolo sta avendo buoni risultati. Cosa bolle nella pentola de “Gli amici dello Zio Pecos” ?

Siamo entusiasti che l’album stia andando bene, siamo contenti che chi ci segue apprezzi i cambiamenti e soprattutto che tanti condividano le nostre riflessioni. Ovviamente ci sono in cantiere nuove idee, nuove canzoni e uno spettacolo che coinvolge danzatrici aeree, ospiti come scrittori e comici, in un varietà che nelle prime prove è stato graditissimo dal pubblico.

Bene ragazzi, è giunta l’ora di salutarci. In bocca al lupo per tutto e buona musica!

Grazie alla vostra gentilezza e all’interessamento. Grazie Musica Italiana Emergente!!!

Salvatore Imperio

Salvatore Imperio

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