Su Musica Italiana Emergente, intervista a PAOLO MOLINARI.

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Adesso come ieri” è il disco di Paolo Molinari che nasce dopo “Il silenzio delle mie parole” e, come regola cantautoriale vuole, viene scritto sotto l’ispirazione dei fatti e delle vicende personali e sociali che nel corso di questi ultimi anni hanno particolarmente segnato l’autore.

Come ti sei avvicinato alla musica?
In realtà penso sia stata la musica ad essersi avvicinata a me.
Nel periodo della mia infanzia, parliamo degli anni 70, la vita sociale era ben diversa da quella attuale e si stava insieme e ci si divertiva in maniera particolarmente semplice. In questo contesto la musica era sempre presente negli incontri di famiglia, musica semplice, folcloristica, suonata con una chitarra, un mandolino, una fisarmonica e colpi di forchetta sui bicchieri mentre tutti intorno al tavolo cantavano. E’ questo ad avermi ha stregato. All’età di 6 anni imparavo la fisarmonica sulle ginocchia di mio padre, con lo stesso strumento con cui egli stesso aveva imparato… una piccolissima Paolo Soprani custodita gelosamente da mio nonno. Da lì è iniziato tutto, e in assenza di videogames, cartoni full-time e distrattori vari devo dire che ha funzionato!!! Successivamente, fortemente motivato, sono passato all’organo e alle tastiere come autodidatta, fino ad arrivare agli studi di pianoforte classico seguendo il programma del Conservatorio. Rispetto la scrittura, posso dire che inventavo melodie già ai tempi della piccola fisarmonica e nell’adolescenza ho iniziato a scrivere testi sui miei primi amori platonici…

Il nuovo album su Spotify.

“Killer” è il bano tratto dal tuo ultimo album “Adesso come ieri”.Ascoltandola si notano temi forti e attualissimi. Come è nata?
Avevo a disposizione un testo che trattava la storia di una persona che sacrificava la propria vita e la propria giovinezza per una scelta personale, ma quel testo non funzionava, sia per come la storia era sviluppata sia per il tipo di scrittura adottata. Tuttavia molte figure rappresentate erano di particolare effetto, e nei giorni in cui ho ripreso a lavorarci era particolarmente forte la pressione mediatica sui temi legati all’immigrazione e all’integrazione dei migranti. La lettura delle testate giornalistiche e dei vari sentimenti sui social hanno amplificato quelle che erano mie sensazioni sull’argomento. Da qui è nata l’idea di rivedere il testo immedesimandomi in una di quelle persone, emarginate, in difficoltà, dubbiose per la propria scelta. Devo dire che in questo non ho fatto fatica, dato che proprio in quel periodo stavo io stesso attraversando una fase di cambiamento radicale all’interno del mondo del lavoro.

Mentre il videoclip di “Killer” ha degli elementi a cui tieni particolarmente?

La mia idea era mettere realizzare un video in cui mettere in evidenza il testo, nelle frasi per me più significative.
Ma devo dire che il video è stato molto utile anche per osservarmi e capire i limiti, molti, della mia staticità e del mio impaccio senza un pianoforte sotto le mani…
“Adesso come ieri” è il titolo del tuo album. Quali argomenti sono trattati?
Il brano “Adesso come ieri” racconta la continuità del mio amore e della mia passione verso gli affetti più vicini, le due strofe hanno riferimenti ben precisi. Tuttavia il titolo nella sua elevazione a titolo dell’intero album indica che nonostante la mia età non più giovanissima, nonostante gli impegni dovuti alla mia professione e alla mia famiglia, nonostante le difficoltà che la vita purtroppo ci riserva, nonostante il mio non essere riuscito a completare alcuni progetti sognati da sempre, nonostante tutto questo io ci sono ancora, a scrivere, a cantare, a suonare. Il disco racconta sentimenti ed emozioni su fatti e situazioni incentrate sui temi dell’amore, dei valori delle persone e dei rapporti in generale. “Amami ancora”, “Adesso vai” e “Ti amo forte e taccio” guardano il tema della coppia, che discute, che si separa per necessità ma che di fondo resta sempre unita. “Ishmael” racconta di un bambino trascinato e abbandonato dal padre nella terra dell’Isis, ed è tratto da una storia vera. “Killer” e “Quante storie” trattano il rapporto con il prossimo. Da questi temi si discosta “Non appena mi addormento”, brano che racconta il mondo dei miei sogni ricorrenti e mai dimenticati.
Riesci a descrivere il tuo album con tre aggettivi?
Sentito, equilibrato, fuori dagli schemi attuali (discograficamente parlando).Ma quali sarebbero gli aggettivi che attribuirebbero gli ascoltatori?

Cosa pensi dello stato della musica in Italia?
Come cantautore devo dire che mi sembra ci sia poca attenzione verso la canzone d’autore, soprattutto guardando le major e i canali mediatici ad esse legati (parlo quindi delle radio e tv nazionali, dei talent, dei festival più blasonati, ecc.). Se guardo a ieri vedo grandi cantautori, dei quali non serve neppure fare i nomi. Se guardo ad oggi non ne vedo.  Ma non è che non ci sono, è che sono nel sottobosco. Sono tutti coloro che producono a dispetto delle richieste commerciali, che non scrivono guardando la richiesta di mercato, ma scrivono guardando dentro sé stessi. Artisti preparati e bravi tecnicamente che nulla hanno da inviare a chi in maniera incessante viene proposto e riproposto nelle radio, ma che, anzi, avrebbero molto da dire e da far ascoltare al grande pubblico. Questo tema non è nuovo, non è solo dei cantautori ma anche di certe tipologie di musicisti… penso per esempio ai virtuosi jazzisti che suonano nei locali per 50 euro (scarsi) e per un gruppo ristrettissimo di ascoltatori. Penso ai musicisti preparati che vengono calpestati dai cantori di piano-bar, che ormai li vede cantare con il solo lettore di basi midi (sempre le stesse)… almeno hanno smesso di fingere di suonare… almeno la decenza è salva. Meglio che chiudiamo il discorso…

Ultima domanda: perché dovremmo ascoltare il tuo album?
Ascoltate le mie canzoni perché potreste trovarci qualcosa che vi piace. Le melodie, i testi, gli assoli così come si facevano fino a qualche tempo fa e magari qualche situazione nella quale vi riconoscete o che condividete. Perché potrebbe piacervi? Perché potrebbe essere bello?

Salvatore Imperio

Salvatore Imperio

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