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Da Molfetta a Roma: MIE incontra Fabio Bisceglie

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Da Molfetta a Roma: MIE incontra Fabio Bisceglie
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Oggi avremo la possibilità di conoscere un’artista a 360 gradi: Fabio Bisceglie.

Ama l’arte sin da bambino, soprattutto, la pittura, la musica e la recitazione. Durante gli anni scolastici ha partecipato a diversi corsi e workshop di recitazione e successivamente trasferendosi a Roma frequenta un’Accademia e che lo hanno portato ad avere piccole esperienze teatrali e cinematografiche.

Tra i progetti futuri, assieme alla recitazione, vi sono, la pubblicazione dell’album inedito con la messa in scena di uno spettacolo.

 

Ciao Fabio, è un piacere poter scambiare quattro chiacchiere con un mio corregionale. Sei la dimostrazione che la nostra terra è un bacino culturale non indifferente. Come stai?

Assolutamente si, senza nulla togliere ad altre belle regioni. Sarà l’aria o la consistenza della terra stessa a farsì che scorra molta arte nel sangue. Grazie a voi per questa possibilità. Sono nel pieno di un periodo difficile ma va tutto bene e l’arte è la mia via di fuga…

Sei un artista a 360 gradi. Dal teatro alla musica il tuo impegno è davvero molto bello ed interessante. Da dove nasce il tuo bisogno di fare arte e come ti sei avvicinato a questo mondo?

Da bambino ogni oggetto era per me fonte di creazione. Costruivo di tutto, da città di cartone a finti studi televisivi con tanto di dirette. Non esisteva tutta questa tecnologia. Ero già attratto dai film e puntando il dito verso Mastroianni dicevo che avrei voluto diventare un attore. Crescendo ho cominciato a formarmi e ad avere esperienze in teatro e sul set.

Presa la maturità e un abilitazione tecnica, dopo altre difficoltà, ho deciso di trasferirmi a Roma per fare questo mestiere. Ho vinto una borsa di studio e frequento un’Accademia. In questi anni ho avuto esperienze di lavoro su piccoli e grandi set televisivi/cinematografici. Per me sono tutti grandi e importanti.

 

Oltre ai tuoi impegni teatrali, coltivato negli anni anche la tua passione per la musica (testi, chitarra classica e canto). Come sta andando questa passione che sta diventando qualcosa di molto interessante anche agli occhi degli addetti ai lavori?

Sono sempre stato attratto anche dalla musica. Parallelamente alla recitazione andavo a scuola di musica per imparare a suonare la chitarra che mi avevano regalato. Lì avevo i miei primi contatti col pubblico su di un palco. Successivamente sono entrato in Conservatorio che poi ho deciso di abbandonare per motivi personali. Provavo già a creare qualche pezzo ma tutto è davvero iniziato nel 2007 dopo la scomparsa di un mio amico cantante. Ho cominciato a scrivere pensieri, frasi che col tempo diventavano sempre più testi musicali. Per alcuni anni ho interrotto tutte le mie passioni, poi mi sono trasferito ed ho ricominciato a vivere.

 

Da Molfetta, tua città natia, ti sei trasferito a Roma per continuare i tuoi studi. Questo aspetto lo vedi come un aspetto positivo per crescere o è stata un’ evento per la serie “cervelli in fuga”?

Il trasferimento è stato una necessità per la mia formazione e la mia situazione ma non nego che la mia terra non mi offriva molto. Ho avuto difficoltà lavorative, e purtroppo problemi personali non mi consentivano la  piena espressione.

Roma è stata la mia rinascita personale. Ho ricominciato a vivere ed ho ripreso subito con la pittura, la musica e la recitazione. Ho avuto diverse possibilità che mi hanno permesso di ricominciare ad esprimermi. Ma con questo, non ho mai messo da parte la mia terra, anzi ho sempre voglia di fare qualcosa in Puglia, anche nella mia città, ma ancora non mi è stata data la possibilità. In generale credo che ci sia poco spazio per i giovani e c’è poca voglia di rischiare e diciamo che spesso vengono prese in considerazione le stesse persone.

 

Nel 2017 arriva “Sensazione”, singolo ufficiale, distribuito sui vari portali musicali.

Di cosa parla questo singolo e quale messaggio vuole portare a chi la ascolta?

Questo singolo parla di tutte quelle sensazioni che percepiamo e che non riusciamo a definire. A volte ci appesantiamo la vita con cose che non ci appartengono, ci sentiamo giudicati e le cose non vanno come vorremmo. La sensazione di evasione ti fa capire che hai semplicemente bisogno di stare con te stesso e di nutrirti di ciò che ti piace e ti fa stare bene.

Mi piace che ognuno capti ciò che vuole da ogni mia opera e trovi le emozioni e le risposte che cercava ma che i realtà sono sempre dentro di noi.

 

“Sensazione” ti ha permesso di vincere il “Museum Social Club” che gli ha permesso di suonare nei più importanti Musei di Roma.

Cos’è il “Museum Social Club” ?
Il contest Museum Social Club è dedicato ad artisti emergenti e attraverso una selezione venivano eletti 4 vincitori. Il premio consisteva in una serie di eventi all’interno di Musei in Comune  e in alcuni spazi culturali di Roma nell’ambito della rassegna Nel weekend l’arte si anima. Scopo dell’iniziativa è quello di far conoscere artisti emergenti dando loro la possibilità di esibirsi all’interno di una manifestazione di grande risonanza all’interno della Capitale.

Che sensazione è stato arrivare a conquistare il “Museum Social Club” con il tuo singolo di debutto?
“E’ una strana sensazione che fingo di non conoscere”. È stata per me un’occasione di stimolo e di prova. Non mi sarei mai aspettato tanta gente. I musei poi sono una cosa meravigliosa. Una possibilità che ricorderò a vita. La cosa che mi ha sbalordito di più è stata l’avvicinamento a fine concerto di una mamma con la propria figlia che commosse mi hanno detto che le mie parole arrivavano fino all’anima e che smuovono qualcosa di positivo in loro. È una grande cosa…

Pochi giorni fa hai pubblicato il tuo secondo singolo “Anonima”. Di cosa parla questo tuo nuovo singolo?

“Anonima” è una storia, una canzone, un cortometraggio, è qualsiasi cosa, una ragazza che tutti vorrebbero, una rosa che tutti raccoglierebbero, un posto particolare, una bella città. Un questo caso si parla di Roma con i suoi pregi e difetti. Inno di bellezza e libertà. Ma nulla è perfetto. Un mix di pigrizia e voglia di raggiungere l’impossibile. La realizzazione dei propri sogni e la voglia di amare. Tutto si trasforma negli occhi di ama.

Il 3  Gennaio 2018 sarà disponibile su Spotify, ITunes e i vari portali/store musicali.

Hai partecipato anche ad un contest con questa tua nuova opera. Raccontaci un pò in cosa consiste questo contest e come è andata?
Mi sono classificato al 2° posto ma parliamo solo di un mezzo punto. Sono contento, è comunque un buon risultato. Il progetto “Anonima” nasce principalmente per la partecipazione al contest del Roma Est Digital Fst. All’interno di questa iniziativa ho partecipato a corsi di recitazione, scrittura e regia. Per completare questo ciclo di incontri ho voluto realizzare qualcosa che racchiude l’ispirazione che mi ha dato quel posto e le persone che ho incontrato

 

Parliamo dei progetti futuri.

Hai qualcosa in ballo per il 2018 che vuoi svelare ai lettori di MIE?
Sarò in tv tra i protagonisti di una nuova docufiction e parteciperò ad alcuni progetti cinematografici indipendenti ma non posso svelare ulteriori dettagli. Tra set e casting, scrivo altri pezzi e in realtà sto lavorando sul mio primo album inedito che conterrà anche questi singoli. Darò il via ad una serie di live che saranno performance di recitazione e musica. Sto ultimando di scrivere un mio spettacolo che poi in futuro mi piacerebbe mettere in scena. Ho intenzione di organizzare anche un’altra mostra sui miei quadri. Nel frattempo continuo a formarmi in Accademia e con loro sarò sicuramente in scena a metà anno.

 

L’arte è un modo di comunicare molto importante.

Cosa ne pensi di questa affermazione e cosa vuoi comunicare attraverso l’arte?

Per me l’arte racchiude tutto ciò che nasce dall’interno di noi, qualcosa di immateriale che arriva dall’anima e cattura mente e cuore. Arriva un punto in cui tutto ciò esplode in qualcosa di concreto che sia un dipinto, un monologo, una canzone, un testo. Credo che appunto l’arte sia uno dei modi più efficaci per comunicare qualcosa che ritieni incomprensibile per te stesso e per gli altri. Per me l’arte è vita ed è l’unica cosa che mi fa sentire vivo. Attraverso le mie opere do sfogo a tutto quello provo, e che sento all’interno di me, dalla cosa bella alla cosa che mi tormenta. Diciamo che per me è una necessità ed è per questo che faccio arte, principalmente per me stesso.

 

Siamo nell’era del web,  Questo elemento è divenuto di fondamentale importanza per chiunque fa arte. Cosa ne pensi?

Assolutamente il web, la tecnologia, sono diventati parte di noi. E’ una vetrina che ha i suoi pregi e difetti. Di questi tempi è facile creare qualsiasi cosa che successivamente diventa solo un modo per fare più like. Non è facile distinguere prodotti di marketing con prodotti artistici veri. È giusto però farsi conoscere, condividere i propri lavori. Per il resto credo nelle emozioni, nei contatti reali ma sicuramente attualmente il web è un modo per arrivare anche a questo.

In conclusione vuoi dirci possiamo rimanere sempre aggiornati sulle tue attività artistiche?

Assolutamente si. Il modo più facile è seguire le mie pagine social e i portali di musica come Spotify e iTunes

FACEBOOK:  www.facebook.com/bisfab

INSTAGRAM:  www.instagram.com/faberbis

TWITTER:   www.twitter.com/bis_fab

Perfetto Fabio. E’ stato un piacere porter far conoscere ai nostri lettori il tuo aspetto umano ed artistico che hanno impressionato in positivo la redazione di MIE Musica Italiana Emergente. Speriamo di risentirci presto con tante altre novità sulle tue attività artistiche.

Grazie a voi per questa possibilità e l’affetto

Salvatore Imperio

di Salvatore Imperio

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