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Su MIE, l’intervista a Manco. Il racconto di Sedicinoni, il nuovo album.

Su MIE, l’intervista a Manco. Il racconto di Sedicinoni, il nuovo album.
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Manco potrebbe essere un rocker, forse un bluesman, ma sicuramente è un cantautore e chitarrista sospeso tra la melodica forma-canzone no

La redazione di MIE

strana e le sonorità filoamericane. Antonio Manco muove i primi passi in diverse band ma ben presto comprende che è il progetto solista ad essere lui più affine.

“Sedicinoni” è il titolo del nuovo album di Manco.

Il disco ha una duplice veste: è una sorta di storytelling in quanto ogni brano è immaginato come una fotografia ben precisa di un racconto a puntate ed è una colonna sonora di un film grazie ad alcuni ambienti sonori molto larghi.

L’intervista a Manco

Come nasce la tua musica?
La mia musica nasce dalla vita vissuta, dalle esperienze, negative e positive che ho toccato con mano. Questa è sempre la mia principale fonte di ispirazione. Una mancanza che mi rimprovero sempre è proprio l’incapacità di riuscire a scrivere di cose lontane da me. Fatti globali o sociali che non riguardano direttamente la mia persona.

Nasce nei posti più disparati, principalmente al volante o sotto la doccia.
Se mi siedo sul divano con la chitarra in mano, difficilmente uscirà qualcosa. Quello avviene sempre dopo, quando un’idea melodica o un testo si sono fatti strada in maniera improvvisa e spontanea in un momento che non era dedicato alla creazione.

Sedicinoni è il nome del tuo nuovo album. Quali sono gli argomenti trattati nelle tue canzoni?
Viaggi, amori passati, malinconie, le distanze, il tempo che passa e cambia le cose, i bicchieri di troppo ed il loro perché.
Sono tutte istantanee, fotografie appunto, di un periodo molto intenso della mia vita, dove nel giro di due anni ne sono successe tante, di tutti i colori, e sono avvenuti tanti cambiamenti forti e radicali.

Un album vestito da Storytelling. Come è nata questa idea?
L’idea è venuta fuori in maniera spontanea e naturale. Non avevo pensato a priori di fare un album che avesse questo appeal. Avevo delle canzoni, alcune le ho scartate, quelle che sono rimaste insieme e che ho inciso avevano questa caratteristica: erano coerenti tra loro, collegate, raccontavano diverte sfaccettature di una storia a puntante.

La storia era un pezzetto della mia vita, che potrebbe essere la vita di chiunque altro.
Il bello di condividere in musica storie del genere è che ti accorgi che poi in fondo non siamo così diversi.
“Sentiamo” in modi molto simili, abbiamo le stesse debolezze e ci lasciamo andare agli stessi eccessi.

Sedicinoni su Spotify

Il “viaggio” è un elemento fondamentale per la tua ispirazione artistica?
Assolutamente. Devo dire però che non lo è sempre stato, in passato non ha quasi mai toccato i miei testi ma da un po’ di tempo a questa parte è diventato fondamentale. Ed in ‘Sedicinoni’ questo elemento ci entrato in maniera prepotente e importante.”Sedicinoni” è un album “on the road” e questo è proprio grazie alla presenza importante diffusa del viaggio.

Quanto cӏ della tua terra in questo album?
Credo più di quanto possa apparire.
Innanzitutto alcune delle immagini e dei posti da cui ho tratto ispirazione per le immagini dei testi, sono della mia terra. Non tutto è preso da viaggi all’estero o in alte città.

Per me anche andare da Napoli ad Avellino, in una giornata di tarda primavera, con la giusta musica in radio, è un viaggio.
C’è Capodimonte, il mio quartiere, spiattellato spudoratamente in un “Un altro weekend”, ponendolo come punto di partenza di questo ponte immaginario e surreale verso il Mississippi, e quindi gli Stati Uniti che mi regalano molte delle canzoni e delle emozioni che amo. Ci sono anche gli artisti della mia terra.


“Tutti i posti che non abbiamo visto”, anche se è in italiano, l’ho scritta pensando all’atmosfera malinconica di brani come ‘Che ore so?’ di Pino Daniele, brano che adoro.

Quali saranno i tuoi obiettivi per il 2019?
Girare girare girare, suonare suonare suonare. Concerti, festival, da solo, in duo, in band. Portare “Sedicinoni” in giro quanto più possibile e soprattutto fuori dalla Campania. Uscire fuori dai confini di casa e farmi spazio con la mia musica anche nel resto d’Italia.

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