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Su MIE, l’intervista alla band pugliese degli Easy Funk.

Su MIE, l’intervista alla band pugliese degli Easy Funk.
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Salvatore Imperio
di Salvatore Imperio

Quello che vorrei” è il nuovo singolo degli Easy Funk che, dal 13 settembre sarà in radio e disponibile su tutte le piattaforme digitali e negli store. “Quello che vorrei” è un brano che, con un sound elettro funk, denuncia le attuali condizioni climatiche, tema per altro molto caro e molto enfatizzato dai media negli ultimi tempi grazie a

lla giovane Greta Thunberg. In “Quello che vorrei” vengono trattate le tematiche del surriscaldamento globale, dell’inquinamento, dell’inciviltà, della guerra per l’oro nero e dell’oppressione operata dai poteri regnanti quali la politica e la religione.

 

 

Quello che vorrei , IL VIDEOCLIP UFFICIALE

L’intervista agli Easy Funk

 

Ragazzi, benvenuti su MIE. Quanto “Quello che vorrei” vi rappresenta non solo artisticamente ma umanamente?

Certo,  “Quello che vorrei” nasce effettivamente dalla necessità di esprimerci riguardo temi molto delicati e che ci stanno particolarmente a cuore innanzitutto a livello umano , quali il surriscaldamento globale, l’inquinamento, l’inciviltà, la guerra per l’oro nero e  l’oppressione operata dai poteri regnanti quali politica e religione

 

Da band pugliese, immagino che sia una canzone che rappresenta anche l’amore verso la vostra terra?

Si, perché la Puglia come altre regioni del Sud Italia sono purtroppo vittime dell’inciviltà’ e dell’inquinamento.

 

Avete improntato le vostre canzoni verso la denuncia per quello che sta accadendo nel mondo reale?

Si, la nostra musica è ispirata soprattutto al mondo reale e alla vita di tutti i giorni.

 

Pensate che la musica abbia ancora il potere di scuotere l’opinione pubblica?

La musica è tutt’oggi portavoce di messaggi molto importanti e di conseguenza ha il potere di scuotere le coscienze essendo uno dei mezzi di comunicazione più efficaci ma allo stesso tempo pensiamo che in percentuale massima gli interessi dell’ ascoltatore medio si sia canalizzato su cose molto più futili.

“Quello che vorrei” su Spotify

Lo scorso anno, con “Lobotomia” siete entrati nella rosa dei finalisti di Sanremo Giovani. Cos’è per voi il Festival di Sanremo nella musica italiana di questo momento storico. Ha ancora il fascino di qualche decennio fa?

L’esperienza Sanremese ci ha arricchiti molto, permettendoci innanzitutto di affacciarci ad un pubblico e ad un sistema  più vasto per poi comprendere al meglio i nostri punti deboli e lavorarci sù. Inoltre ci ha dato la possibilità di conoscere e confrontarci con artisti di spessore oltre che con personaggi illustri della musica Italiana come Claudio Baglioni. Quindi pensiamo che il Festival di Sanremo abbia ancora il fascino di sempre oltre ad essere tutt’ora il palco più prestigioso D’Italia.

 

A cosa state lavorando adesso?

A nuovi progetti che daranno vita a nuovi singoli e di conseguenza a nuove avventure.

 

Da band pugliese, cosa pensate del fermento artistico indipendente della vostra Regione?

Pensiamo che sia un patrimonio culturale meritevole di maggiori attenzioni e visibilità.

Bene ragazzi, vi faccio un grande in bocca al lupo.

Lunga vita al lupo. 

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