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Musica Italiana Emergente

MIE intervista YATO

MIE intervista YATO
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YATO_head_logoYATO, già ospite tra le pagine di MIE, lo abbiamo voluto intervistare per approfondire la sua conoscenza avendoci impressionato positivamente, per fare due chiacchiere sulla sua vita artistica e sul suo album omonimo.

Ciao YATO, parlaci della scelta di questo nome.

Lo iato è la figura retorica che maggiormente a che fare con ciò che muove alla poesia e alla scrittura in genere e, probabilmente, anche con il mio modo di stare a contatto con il testo e la musica.. Lo iato è separazione, uno spazio vuoto in cui emerge la parola, un’eco in cui la vocalità si esprime e risuona dentro ognuno di noi!
In musica, inoltre, ha a che fare con la questione metrica fra testo e musica. La Y è una versione stilizzata della I.


Puoi parlarci del tuo album omonimo “YATO”?

Cinque brani inediti, cinque forme di iato. “Angoli di”, “Idolatrina”, “In-Nocuo”, “Vento di Elodie”, “Sei senza tempo” sono canzoni in stile cantautorale su un sound ricco di atmosfere musicali dell’elettronica, della dance e del rock!
Un confronto attivo fra la forma canzone e l’elettronica per questo primo EP i cui brani non possono essere ricondotti ad un unico genere o ad un solo ambiente musicale ma che rappresentano una sorta di “costellazione esistenziale” raccontando, ognuno a suo modo, della vita dei giovani adulti nella società contemporanea.

Sempre parlando dell’album, che tipo di critiche hai avuto, positive o negative?

Bè…ho avuto al momento critiche positive e costruttive sui cinque brani sia dagli ascoltatori e fruitori di musica, sia dagli addetti ai lavori. La critica negativa, se di negatività si può parlare in questo caso, sta nel vedere nei cinque brani una non netta corrispondenza ad un genere preciso. Me l’aspettavo! Sono 5 brani differenti anche se provengono dalla mia mano, cuore e testa. Una provocazione!…che forse posso permettermi adesso ed in un Ep prima della realizzazione di un album.
Ho voluto appositamente impiegare stili differenti della forma canzone come linguaggi per esprimere, rappresentare, dire qualcosa intorno un determinato tema.

Quali sono le tue guide nella musica, chi sono i tuoi artisti di riferimento?

La buona musica!
Ti confesso che questa è una domanda che viene posta spesso e forse serve più per farti reintracciare e collegare dal pubblico ad un genere o ad un’artista…questo Ep vuole essere provocatorio un pò anche in questo!
La musica che ascolto è quella che mi piace e che di sicuro di volta in volta, di periodo in periodo influenza atmosfere e scelte musicali nei brani che sto scrivendo.
Ascolto e sono sicuramente influenzato da artisti del calibro di Peter Gabriel, David Bowie, Smashing Pumpkins, Pink Floyd, Sigur Ros, Radiohead, ecc…
In Italia mi piacciono molto i Marta sui Tubi, Tenco e Lucio Dalla. Seguo il progetto Subsonica fin dal primo disco e tour…ora li ascolto molto meno ma hanno attratto la mia curiosità avendoli visti crescere, praticamente.
Tuttavia la peculiarità dei miei ascolti si concentra anche molto sulle voci e su alcuni sperimentalisti vocali, per me maestri: da D.Stratos a B. McFerrin, da Bjork a Sainko ed alla grande Rachelle Ferrell.

Vivi a firenze. Che aria si respira, musicalmente parlando, per gli artisti emergenti?

Povera di locali e scene che diano la possibilità di portare la propria arte, la propria musica. Si vive di cliché!
La scena è sempre stata molto ricca ma anche molto dicotomica: o cantautorato old style o generi più aggressivi di matrice estera.

Contest e festival a cui hai partecipato?

YATO è un progetto recentissimo come contenuti e data di pubblicazione e presentazione al pubblico. Nasce, per così dire, fra Giugno e Luglio 2014. Parte adesso il periodo live!
Personalmente nel corso del tempo ho suonato molto dal vivo come solista o in gruppi: dai vari locali e club alla partecipazione a festival quali Musicultura, Castrocaro, ecc.

Qual’è lo stato di salute della musica italiana, a tuo parere?

Audace ma anche vagabondo! Ci si adagia spesso sulle nicchie anche quelle legate ai mercati maggiormente indipendenti. Si canta spesso in inglese quando si prova a fare dei generi un pò più sperimentali. Sono pochissimi i gruppi o i solisti che, almeno per me, godono di un valore alto fra testo e musica. Gran parte delle nuove produzioni non mi piacciono!

Se dovessi consigliare un artista emergente oltre te, che artista consiglieresti e quale album?

Bà…allora lo fai apposta…mi metti in difficoltà!!!
Mannaggia a te!
Bè senti ti posso dire che c’è qualche progetto effettivamente interessante come Le Naphta Narcisse, Nadar Solo, Bud Spencer Blues Explosion…bè…e dal vivo e come album grandi anche Appaloosa con Trance 44 (toscanacci anche loro!)

Dove ti vedi artisticamente tra 10 anni ?

A suonare dal vivo nelle mie tournée!
A collaborare artisticamente anche in progetti particolari che possono esulare dai miei brani e dalle mie performance live!
Qualche brano inserito in colonne sonore per film!
Sempre davanti una buona birra o un calice di Gallo Nero!

Progetti per il futuro, album, festival…. ?

Ho intenzione di lavorare sull’album durante quest’anno ma soprattuto di puntare molto sui live, club e locali, festival e perché no magari anche l’apertura di qualche concerto di gente conosciuta…non come me!

Un ringraziamento da tutta la redazione per l’intervista e per l’EP che ci hai regalato e che consigliamo di acquistare per conoscere una promessa della musica italiana.

Davvero un in bocca al lupo di cuore per questo 2015 e non solo.

 

Salvatore Imperio
di Salvatore Imperio
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