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MIE intervista PIETRO SAINO, autore del singolo L’ELOGIO DELL’ERRORE.

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MIE intervista PIETRO SAINO, autore del singolo L’ELOGIO DELL’ERRORE.
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Dal 10 ottobre in radio e su tutti i maggiori digital-stores “Canzoni sovrappensiero” di Pietro Saino, già in rotazione radiofonica su oltre ottanta emittenti con il singolo“L’elogio dell’errore”.

Nelle parole dell’autore, “Canzoni sovrappensiero” <<è un album “barocco”: gronda melodie, arrangiamenti, situazioni. E’ un giubilo e contemporaneamente un sommesso rantolo di sconforto. E’ fatto di paesaggi: ha vette e picchi da una parte e profondità oceaniche dall’altra. E’ un viaggio. E io avrei il desiderio di diventare lo sherpa di chi legge. L’ho chiamato così perché così è nato: sovrappensiero (…) trotterellando per le strade di Milano, dell’Inghilterra, di Parigi.”

Ciao Pietro, è un piacere poter conoscere l’autore di un album così bello.
Da dove nasce la voglia di fare musica?

Ciao! È un piacere anche per me fare la vostra conoscenza!! Grazie per aver apprezzato questo mio piccolo album a cui sono molto affezionato.Più che voglia parlerei di esigenzadi fare musica. Sin da quando ero bambino, infatti, cantavo, cantavo sempre, tanto da essere poco sopportato in casa.

Era ed è una precisa esigenza emotiva, un modo autentico e spontaneo per buttare fuori”. È il mio modo di stupirmi del mondo o di verbalizzarequalcosa che mi ha fatto pensare o che mi ha fatto soffrire. Mi accorgo, ad esempio, che durante la giornata mi capita di fare dei piccoli soliloqui (sì, parlo da solo, faccio outing!) e le frasette che emetto hanno già una loro naturale musicalità “Canzoni sovrappensiero” è nato proprio così! Mi ricordo che ad esempio mi trovavo ad una riunione di lavoro in cui mi stavano spiegando non so più che cosae mi venne lincipit del ritornello di uno dei pezzi dell’album, “Nelle gocce”…sempre mentre erano intenti a parlarmi, presi il telefono e incisi a bassissima voce la melodia che mi era sbucata da non so dovechissà coshanno pensato! Diciamo che lautismo ha una sua funzione e questi momenti di astrazione emotiva sono importanti…!

“Canzoni sovrappensiero” è il tuo album che dal 10 Ottobre è in rotazione radiofonica.
Come è nato e quale è il messaggio alla base di questo album?

L’album è un insieme molto eterogeneo di messaggi e, con essi, anche di linguaggi. Ma credo che, se dovessi trovare una morale, direi che tutte le canzoni abbiano, tra le righe, un appello allautenticità. Ad essere noi stessi, a volerci bene così, a perseguire la strada dellautenticità per diventare noi, e non altre persone. Conosciamo tutti quanto invece sia difficile reggere il peso delle aspettative (che noi collaboriamo ad erigere) e a quanto sia doloroso separarsi dal proprio sentire più intimo e vero.

L’elogio dell’errore è il singolo tratto dal tuo ultimo album “Canzoni sovrappensiero”. E’ molto facile capire da cosa hai preso ispirazione però vorrei sapere da te quali sono stati gli episodi più significativi che ti hanno dato la spinta per creare questa canzone?

Qualche tempo dopo aver realizzato e deciso che stavo effettivamente scrivendo un album, mi dovetti puntualmente confrontare con vecchi blocchi e timori del momento creativoche in passato mi condizionarono tantissimo, e che lo fanno tuttora, giocandomi brutti scherzi. Era (è!) come se io non riuscissi ad avvicinarmi allatto di inventare qualcosa con la giusta serenità perché esigevo da me stesso sempre e comunque qualcosa di grande. Ho pensato allora a quanto potesse essere salutare e utile accettarsi nella propria banalità e quanto fosse liberatorio assistere ai propri errori senza pensare che siano un referendum definitivo sulle proprie capacità. Ne è uscito un pezzo energico, festoso e catarticoche celebra proprio lerrore.

Gli artisti, i live e i progetti futuri di Pietro Saino

Ci sono artisti che hanno influenzato il tuo modo di fare musica?

Sì e no. Eimpossibile non citare chi ha senzaltro avuto un influsso sul mio senso estetico e sul mio modo di pensare musica(tra questi, citerei Caparezza e Michael Jackson – mio primo riferimentoadolescenziale- su tutti ma sono tendenzialmente un consumatoreonnivoro e vorace di musica) ma ho cercato con grande forza di perseguire una mia idea che si sganciasse da qualunque cosa avessi sentito prima. Spero di assomigliare a me stesso e quindi di essere originale(mettiamolo tra virgolette, questo aggettivo, che mi sembra impegnativo) 😉

Parliamo di attività live. Quanto è importante, per te, far conoscere la tua musica attraverso le esibizioni dal vivo?

Tantissimo. Amo il rapporto col pubblico, amo interagire, parlare, raccontare. Fare musica live non è solo arrivare lì e fare la tua canzone ma stabilire un legame, è una forma di comunicazione bella e complessa e si può davvero far vibrare se stessi alla frequenza delle emozioni con cui sono stati scritti i pezzi che esconoletteralmente dallo studio e si plasmano alle condizioni contingenti, si colorano di nuovi significati.

Quali sono i tuoi progetti nell’immediato futuro? C’è qualcosa che bolle in pentola e che vuoi svelare ai lettori di MIE?

Pensiamo ad un live fantasmagorico, che abbia molti tipi di input: scenografia, racconto, ironia, intimità. E’ un progetto ambizioso, nel mio piccolo, ma queste canzoni hanno una duplice valenza: sono molto intime ma anche molto teatralie vorrei che queste due anime fossero rappresentate. Avrò con me una band di professionisti anche del cazzeggio- che saprà restituire il corpus di canzoni sovrappensieroin modo molto genuino!

E subito dopo mi rimetterò al lavoro per il mio prossimo album.che sarà diverso da questo!

Nella tua carriera di sono importanti esperienze nel mondo dello spettacolo. Vuoi raccontarci come sono nate e quali sono state le esperienze più significative per te?

Poco fa parlavo dellesigenza emotiva di cantare. Unaltra esigenza è quella di raccontare. O di trovare racconto dove apparentemente non c’è. Per questa ragione amo scrivere ed immaginare mondi, e sono un osservatore attento. La mia passione per il cinema mi ha portato ad accostarmi al mondo della televisione: ho lavorato come autore per Buona la primacon Ale e Franz, per Colorado, per un laboratorio Zelig. Ho scritto diverse telepromozioni per Rai e Mediaset e oggi invento anche trame di escape room, oltre a tanti altri progetti che ho in testa. Ma al contempo la dimensione umana mi ha da sempre affascinato e per questo, ad un certo punto, ho sentito il bisogno di accostarmi davvero alle persone. Per capirle, per cercare di aiutarle, per diventare io un po’ più saggio, per farmi anche io, nellincontro, aiutare a crescere come persona. Equesto che mi ha portato a lavorare come educatore in una comunità protetta. E tra tutti i mestieri che ho fatto, questo è senza dubbio quello più arricchente.

Pietro è stato un piacere fare quattro chiacchiere con te. Sono sicuro che ci risentiremo molto presto.

È stato un piacere anche per me! Grazie per queste domande! Spero anche io di risentirvi! Un grande in bocca al lupo per tutto!

Salvatore Imperio

di Salvatore Imperio

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