MIE intervista i SIMPLE STRANGER

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MIE intervista i SIMPLE STRANGER
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BANDOggi abbiamo con noi i Simple Strangers da Città di Castello, Perugia.

Benvenuti tra le pagine di MIE. Allora ragazzi cominciamo a conoscere la vostra band.

Da chi è composta e quando avete iniziato a fare musica?

La nostra band Simple Strangers è nata circa 10 anni fa dall’idea di due ragazzi di Città di Castello (PG), legati dalla stessa passione per la musica Rock, con il solo intento di “animare” qualche serata tra amici. Nel corso del tempo – però -, prova dopo prova e live dopo live, le cose sono cambiate trasformando il blando progetto musicale in una delle band più amate e conosciute della valtiberina. Attualmente la line-up è la seguente: Riccardo Biagioni alla voce principale e chitarra acustica, Michele Celestini alle chitarre, Tommaso Maria Guerri al basso, Federico Luppi alle tastiere e Marco Signorelli alla batteria.

Avete iniziato come cover band o avete subito cominciato a lavorare su pezzi composti da voi?

Beh, diciamo che, un po’ come per tutte le giovani band che nascono (all’epoca della fondazione eravamo poco più che ragazzini), la strada che inizialmente abbiamo seguito è stata quella di proporre cover. Il repertorio inizialmente era incentrato su cover di grandi del rock, con un’attenzione particolare nei confronti dei mitici Queen,ma non siamo mai stati una tribute-band! Nel corso del tempo poi, acquisendo sempre più maturità e consapevolezza artistica, ci siamo spinti oltre, proponendo al nostro pubblico anche brani di nostra produzione. Ad oggi, pare proprio che questo nostro tentativo si sia rivelato una mossa azzeccata!

Quali influenze artistiche avete avuto? Vi ispirate a qualche artista o cercate di avere un vostro sound?

Abbiamo un amore smisurato per i grandi gruppi del rock (Queen e Pink Floyd in primis) e questo, inevitabilmente, si rispecchia nella nostra Musica. C’è da dire, però, che non tentiamo di percorrere strade già battute – non tentiamo cioè di diventare la “copia” di nessuno dei nostri idoli – e siamo molto aperti, artisticamente parlando. Noi Simple Strangers non amiamo le “etichette” legate al genere musicale, e ci piace “spaziare” molto, proponendo al nostro pubblico sempre qualcosa di originale.

Il live. Quanto è importante per voi? Riuscite a trovare facilmente date o avete qualche difficoltà? Siete mai usciti dal vostro territorio per suonare dal vivo?

L’esibizione dal vivo per un musicista è tutto! Noi Simple Strangers siamo “puristi” della musica suonata (davvero) e non possiamo non considerarla parte fondamentale di un artista! Lo studio di registrazione è un passaggio (obbligato), ma il vero fine deve essere il palco e l’esibizione dal vivo. Non siamo molto propensi nemmeno all’uso eccessivo della tecnologia e della strumentazione digitale durante le esibizioni: vogliamo sul palco “l’ampli a palla” e che nessuno ci parli di click! ,per intendersi.

Ad oggi, il mondo della “musica dal vivo” è un po’ in crisi e i gestori dei locali sempre con più fatica lasciano spazio ai giovani artisti. Nel nostro piccolo comprensorio (l’alta Umbria e parte della Toscana) non ci sono molti palchi dove potersi esibire, quindi ci è capitato più di una volta di dover partire e fare diverse centinaia di km per poter suonare.

I festival e i contest sono un po’ una vetrina dove mettere in mostra l’arte della musica.

Avete partecipato a festival e contest? Con quale risultato?

Come tutti i gruppi che vorrebbero ampliare il proprio “giro” e cercare di farsi conoscere, abbiamo partecipato a vari contest e festival musicali. Ci è capitato negli anni di ricevere forti critiche e di venire “cassati”, ma anche di vincere premi e complimenti da parte delle giurie competenti. Se proprio dobbiamo citare un “trofeo”: ci siamo classificati al 3° posto (sez. cantautori) al festival nazionale “Saremo al C’Entro” organizzato nel perugino nel 2013 con il nostro brano “Figlio della Polvere”.

EP-MONDO-DI-MASCHERE

Parliamo del vostro ultimo lavoro. Si chiama “Mondo di Maschere”. Perché questo titolo?

Il nostro ultimo lavoro è un Extended Play (EP) che contiene cinque brani. Il titolo trae spunto dalla canzone che maggiormente rappresenta noi Simple Strangers: Mondo di Maschere. Il brano tratta il tema Pirandelliano per eccellenza e cela al suo interno una critica sociale forte accompagnata da una musica altrettanto impattante. Non è forse vero che viviamo in un mondo di maschere? se pensiamo per un momento ai moderni social-network si ha il lampante esempio: tutti belli, felici e divertiti; ma se si scava e si va a vedere la vera realtà spesso ci si accorge di quanto “marcio” ci sia…. e ci fermiamo qui, altrimenti potremmo disquisire per giorni interni!

Parlateci un po’ delle canzoni contenute in questo album.

I cinque brani contenuti nell’EP sono molto diversi tra loro: spaziano dal pezzo rock duro e potente alla ballata orchestrale, dal brano allegro e “scanzonato” al pezzo impegnato. Come già detto in precedenza, ci piace spaziare e questo nostro (primo) primo lavoro è la nostra summa artistica maturata fino a questo momento. Non vogliamo svelare troppo, lasciamo che sia l’ascoltatore ad esplorare e godersi liberamente (e senza preconcetti acquisiti) la nostra musica.

A che tipo di sound vi ispirate?

A quello dei Simple Strangers! Scherzi a parte, non ci ispiriamo ad un sound in particolare, ma sperimentiamo continuamente cercando, passo dopo passo, di “scolpire” sempre di più la nostra identità.

Dalle canzoni ho notato lo staccarsi dalla massa per seguire una propria identità. Sono canzoni che hanno molto di autobiografico?

Beh, un qualcosa di autobiografico c’è in ogni canzone dato che comunque vengono scritte in base alla nostra personalità e, come ben sappiamo, sono le esperienze vissute a fare di noi “quello che siamo”. Non abbiamo mai però cercato di scrivere testi che si adattassero solo a noi Simple Strangers o fossero troppo ricercati, ma bensì dei testi con messaggi che potessero essere condivisi “dall’ascoltatore medio” e nel quale chiunque possa immedesimarsi.

Quando avete capito che eravate una band? Quando avete capito di aver trovato l’affiatamento giusto?

Abbiamo capito sin da subito di essere una band! Ovviamente non per bravura, ma per intesa tra i componenti, difatti, una cosa che ci ha sempre caratterizzati, è proprio l’amicizia e la complicità che si è creata. Anche se nel tempo la line-up ha subito cambiamenti e rimaneggiamenti, tra tutti i membri (vecchie attuali) c’è una grande intesa, una sincera amicizia, profonda stima e rispetto.Siamo come una grande famiglia!

Abbiamo letto di alcuni cambi nella band nei Simple Strangers. Ce ne volete parlare?

Nel corso di questi primi 10 anni di vita, la band si è evoluta fino a diventare quello che è ora. Ovviamente per fare tutti i passaggi è necessario attraversare delle fasi; alcune sono state passeggere e veloci (i primi live e le prime soddisfazioni), altre invece sono state più dolorose e più difficili da digerire (i vari cambi di line-up). Tutto sommato però, col “senno del poi”, ci rendiamo conto che attraversare tutti questi passaggi è necessario per qualsiasi gruppo, ed è l’unico modo per poter crescere sia a livello “umano” che artistico.

A proposito di Simple Strangers, chi è il papà di questo nome e perché lo avete scelto? Avete tratto ispirazione da qualche film, band o canzone?

Anche se dei “veri” fondatori ne rimangono solo due (Michele e Marco), lo spirito Simple Strangers è rimasto ed è diventato parte integrante anche per chi si è aggiunto col tempo. Non c’è stata una vera e propria “fonte d’ispirazione” per la scelta del nome (semplici sconosciuti), ma è piuttosto la nostra filosofia che ci ha spinti nella scelta del nome: vogliamo che arrivi prima la nostra musica e poi la nostra “immagine”. Questo è un po’ in contro-tendenza con l’attualità, dove si impone prima l’impatto mediatico del personaggio tralasciando l’aspetto veramente importante: la musica.

Date in programma?

A proposito di date, segnaliamo ai lettori la nostra partecipazione al contest internazionale “Emergenza” e suoneremo il prossimo 15 Marzo presso il music-club Afterlife di Perugia per la prima fase eliminatoria. Altre date certe da confermare per ora non ne abbiamo, ma invitiamo tutti a controllare periodicamente il nostro website o la nostra pagina facebook per rimanere aggiornati e sostenere la nostra musica.

Avete gusti musicali differenti tra voi?

Esattamente! la nostra band è composta da cinque elementi con personalità affini, ma molto differenti tra di loro. C’è tra di noi chi ama il glam-rock dei Def Leppard e chi adora il rock italiano, chi ama il sound energico degli Alter bridge e chi impazza ascoltando David Gilmour, fatto sta che questo non è motivo di scontro o litigio, ma bensì una “piacevole contaminazione” che da quel qualcosa in più alle nostre produzioni artistiche.

Come vedete lo stato di salute della musica in Italia? Avete avuto qualche difficoltà a trovare date live?

Qui ci si addentra in un’argomento davvero spinoso. Diciamo solo che, senza polemizzare, la musica live qui in Italia è molto penalizzata e quindi, inevitabilmente, ne risente chiunque voglia proporsi al pubblico. Che si tratti di un artista conosciuto o di una band di quindicenni, quando si tratta di suonare dal vivo si incontrano molte difficoltà, cosa che spinge molti ad arrendersi o tentare di approdare su altri lidi.

Se dovesse consigliare un artista emergente oltre voi, chi consigliereste?

Conosciamo molti gruppi e artisti che come noi tentato con difficoltà di farsi conoscere e di emergere. La scelta di uno solo sarebbe riduttiva, ce ne sono a migliaia e pure molto validi, e citando uno di questi si rischierebbe di fare un torto agli altri. Quindi, per non fare torto a nessuno, consigliamo ai lettori di ascoltare TUTTI gli artisti emergenti, nel senso più ampio del termine. Purtroppo nel nostro “bel paese” non c’è la voglia di scoprire i nuovi talenti, ma bensì ci si accontenta di quelli che vengono “imposti” dall’alto.

Come vedete la scena emergente sul vostro territorio?

Nella nostra piccola Umbria, già di per sé penalizzata, non c’è molto spazio per gli artisti in generale, figuriamoci per quelli come noi! Non è una polemica, ma è un dato di fatto. Ad oggi non si da spazio al “nuovo”, ma ci si accontenta del “vecchio”, così non si sbaglia. Per fortuna c’è ancora chi ha voglia di novità e, con tutte le difficoltà del caso, cerca di promuovere gli emergenti, ma rimangono (ahi noi) casi isolati.

Dove vi immaginate, artisticamente, tra 10 anni?

Dove…. e chi lo sa?!? Ssperiamo che la strada che abbiamo intrapreso ci porterà più lontano possibile (artisticamente parlando), ma non ci è dato saperlo. Per ora continuiamo così, un passo dopo l’altro, un live dietro l’altro. Tra dieci anni forse saremo di nuovo qua a dire “vi ricordate quando dieci anni fa eravamo tra gli artisti emergenti?!”

E per concludere, avete nuovi brani in uscita ? Progetti per il futuro?

Siamo in piena attività “produttiva” ed è per questo che non ci stiamo esibendo molto dal vivo, ma preferiamo scegliere alcune date. Stiamo preparando le basi per il prossimo disco che, se tutto va come deve andare, rilasceremo a fine 2015. Per il futuro comunque c’è il solo progetto di “continuare” così come abbiamo fatto finora, senza arrenderci e senza farci condizionare dagli eventi!

In bocca al lupo ragazzi e grazie per averci fatto conoscere la vostra musica e per esservi fermati a fare quattro chiacchiere con noi.

Salvatore Imperio

di Salvatore Imperio

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