Mie incontra Marco Sbarbati

Mie incontra Marco Sbarbati
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Marco Sbarbati pagina ufficiale

di Rossana Triolo

di Rossana Triolo

 
Abbiamo avuto il piacere di scambiare quattro chiacchere con Marco Sbarbati, giovane cantautore marchigiano e ultima scoperta di Lucio Dalla. Ecco a voi cosa ci ha raccontato.

Dalle Marche a Bologna. Passando per un tour in America e Germania. Dalle piazze di Bologna a colonna sonora per il cinema. Quest’ultimo step grazie a Lucio Dalla. Com’è è stato il vostro incontro? Che ricordo ne hai?

Il ricordo del mio incontro è ancora molto vivido, non capita tutti i giorni di trovarsi Lucio Dalla ad un metro di distanza, che ti ascolta mentre ti esibisci. Ero in Piazza Maggiore quella sera, stavo cantando come “artista di strada” quando lui mi si avvicina e si complimenta per la mia esibizione. Da quel giorno, ho iniziato a fargli sentire tutte le mie canzoni, il suo parere mi interessava molto. Lui mi ha dato molti consigli riguardo il duro mondo del musicista/cantante.

“I don’t wanna start” è il titolo del tuo brano che fa da colonna sonora al film Ameriqua (da maggio nei cinema). Ce ne parli?

E’ una delle prime canzoni che ho registrato insieme al il mio chitarrista e grande amico Marco Marini, durante il primo anno di Università. Un giorno, mentre eravamo nella sua stanza/studio, mi arriva la chiamata di Lucio Dalla, il quale mi invita a fargli sentire alcuni miei brani. All’epoca avevo soltanto delle “cover” e “I Don’t Wanna Start”, perciò gli feci sentire quella. A lui piacque talmente tanto, che decise di inserirla nel film “AmeriQua” di cui lui aveva curato la colonna sonora.

Cantautore giovanissimo, cosa ti ha spinto a cominciare a fare musica?

Sembra strano, ma la consapevolezza di voler fare musica è arrivata relativamente tardi. Sono sempre stato un grande ascoltatore, ma soltanto verso i quattordici anni mi è venuta la voglia di provare a suonare uno strumento. Ho scelto la chitarra perché mio fratello ne aveva una. Io volevo cantare e mi serviva un sostegno musicale per farlo, la chitarra era perfetta.

Come nascono le tue canzoni?

Inizialmente scrivevo di cose che capitavano agli altri, mi ritengo una persona che osserva molto, perciò mi piace raccontare quello che accade ai miei amici, per esempio. Col tempo però, ho iniziato a scrivere di me, scoprendo che rende molto di più quando ci si esibisce dal vivo. Cantare quello che si vive o che si è vissuto veramente fa la differenza, secondo me.

Tutte le mie canzoni nascono con qualche accordo di chitarra, a volte, mentre cammino mi viene una melodia in testa ed io la registro subito con il cellulare per non perderla. Poi, una volta a casa, ci suono qualcosa con la chitarra.

Stai lavorando al tuo disco d’esordio, che vede la produzione di Marco Gualtieri fondatore di TicketOne. Com’è nata la vostra collaborazione?

Ho conosciuto Marco Gualtieri nello studio di registrazione di Lucio Dalla, il giorno in cui ho scoperto che il mio brano sarebbe stato inserito nella colonna sonora di AmeriQua. Marco è il produttore del film, quando ci siamo conosciuti, aveva ascoltato da poco il mio brano e gli era piaciuto molto. In seguito siamo rimasti in contatto, crede molto in me e nella mia musica.

Ci puoi anticipare qualcosa sul tuo album?

Il progetto c’è, ma non voglio dire ancora niente. Sto scrivendo molto in questo periodo, e mi piace molto il risultato.

Ti sei esibito in varie piazze presentandoti solo con la tua chitarra e un amplificatore. Quali sono state le reazioni delle persone che sono sempre più chiuse in un tram tram e senza curiosità?

Le piazze sono state il mio primo palcoscenico, nonché luogo della mia gavetta. Piazza Maggiore in particolare, è stata la mia palestra contro la mia timidezza. In strada non ci sono mediazioni, ci si esibisce accanto alla gente che passa. Non c’è uno schermo che ti separa dagli spettatori ed è totalmente gratis e senza impegno. Mi piace l’idea che qualcuno stia andando a casa, e magari si fermi per due ore ad ascoltarti senza averlo programmato. E’ molto spontaneo. Proprio ieri ho ricevuto un messaggio molto divertende, da una persona che mi aveva ascoltato in strada, mi ha detto che era stato un piacere perdere il treno.

Quali sono le tue influenze musicali?

Domandona. Una risposta completa non c’è, al momento ascolto Bon Iver, Angus and Julia Stone, Mumford+Sons e Damien Rice. Presto acquisterò il nuovo album di David Bowie.In Italia seguo soprattutto gruppi fatta eccezione per Elisa, lei mi fa pensare che cantare in inglese nel nostro paese è possibile.

Sperando di poter ascoltare presto il tuo disco e di sentirti dal vivo ti ringraziamo e facciamo un grosso in bocca al lupo per questa nuova avventura!

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