MEDUSA è l’album d’esordio degli ERADIUS. La recensione su MUSICA ITALIANA EMERGENTE.

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MEDUSA è l’album d’esordio degli ERADIUS. La recensione su MUSICA ITALIANA EMERGENTE.
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Il duo basso-batteria Eradius non fa musica, ma snocciola colpi funky di arti marziali. Non sono i Royal Blood, ma un bel mix tra i Red Hot Chili Peppers, Rage Against The Machine e a volte i Nirvana.

Nell’omonimo album di debutto il basso domina bello quadrato, metallico e spigoloso, mentre la batteria saltella, cavalca sincopata e pesta senza indugio sulle pelli e sul legno del drum-set. La tecnica c’è tutta.

Purtroppo, la linea vocale non riesce ad abbracciare e a far sua l’emotività del pezzo, e qui casca l’asino. Fatta eccezione per il pezzo Poison Eyes, il cantato di Richard Dylan Ponte segue spesso la melodia del basso o a volte si lascia andare in discutibili acuti, tenuti troppo a lungo. Forse un growl/scream alla Serj Tankian risolverebbe tutto, ma non è così facile.

Il duo degli Eradius è attivo dal 2016

Ad ogni modo, per assaporare al meglio la ruvida essenza degli Eradius, attivi solo dal 2016, bisogna andare diretti alle tracce Aliens, Black Queen, Timmy C e Democrazy, al limite tra funk e metal, fino alla coppia Feel e Desert Painter, dove la composizione ritmica e melodica si spinge ad evocare suoni di culture africane/arabe stravaganti. E’ così, infatti, nel video del pezzo Medusa, dove le note delle corde neon del basso fanno ballare scheletri fluorescenti.

Il resto dell’album esprime un crossover di ampia derivazione, richiamando Tool, System of a Down e Deftones, offrendo un’alternanza di ritmi e pause davvero curiosi, mai così dichiaratamente metal.

In conclusione, anche se nelle sonorità di Eradius manca un anima più pop o, quantomeno di facili costumi per il pubblico, l’esperienza live non manca al duo italo-briannico che ha alle spalle molte date in Italia (e di nuove in arrivo per un tour di supporto in continuo aggiornamento) oltre ad un bel numero di premi vinti in vari contest. C’è quindi del potenziale e non si può, di fatto, nascondere.

Marco Zoli

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