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MATTEO POLONARA & MATAARA TRIO: su MIE l’intervista alla band. (SECONDA PARTE)

MATTEO POLONARA & MATAARA TRIO: su MIE l’intervista alla band. (SECONDA PARTE)
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Ecco la seconda parte dell’intervista a Matteo Polonara & Mataara Trio. (Leggi la prima parte)

Il primo singolo estratto ed accompagnato dal videoclip è “Sirene”. Come è nata questa canzone?

Sirene è una canzone che è nata a caso, da sola.

Dopo una serata strana, che non ricordo con precisione a dir la verità.

So per certo che l’ho scritta di getto, prima di addormentarmi, in una brandina a casa di una ormai ex coppia di amici tre anni fa a Bologna.

Era un periodo della mia vita in cui sentivo il bisogno di farmi trasportare dal sesso femminile, non solo dal punto di vista fisico ma proprio a livello mentale e continuando a girare solo per le strade di Bologna mi è venuta l’ispirazione per questo testo.

Il testo della canzone parla del gioco di ruoli che inconsciamente si stabilisce tra la donna e l’uomo.

Matteo Polonara & Mataara Trio – Sirene (Videoclip ufficiale)

 

Ispirato dalle vicende di Ulisse, ho scelto di rappresentare la figura femminile con lo stereotipo classico della sirena che con maestria riesce ad attrarre lo stolto marinaio per poi soggiogarlo ed attirarlo nella propria trappola d’amore, illuso tra sguardi e canti, per poi farlo annegare in un mare di-vino.

Rapito, ammaliato da occhi e movenze seducenti, che lasciano intendere e aspettare un finale positivo mentre la realtà è che ancora una volta ti ritrovi annegato in un mare di vino.

È un brano ammiccante dalla strumentale funk, che ti fa battere il piede a tempo.

È un brano accattivante, pieno di suoni sovrapposti al fine di ricreare un’ ambientazione sonora che giochi a ricalcare l’idea del mare.

Chitarre ruvide, graffianti, liquide definiscono il sound di “Sirene”, brano che abbiamo scelto come singolo apri pista del mio primo disco “Nella Vasca o Nel Giardino di Fianco?” perché sicuramente è uno dei brani che rappresenta al meglio il nostro sound, diciamo il giusto biglietto da visita.

Dove avete realizzato il videoclip e chi vi ha supportato nella realizzazione?

Per il videoclip siamo partiti dal testo della canzone. È stato scritto e realizzato da la ONN Creators (gruppo di studenti dell’Accademia delle Belle Arti di Bologna). Le strade ed i portici di Bologna fanno da cornice ad un inseguimento disperato ed apparentemente immotivato. Mentre gli interni sono stati realizzati in un bellissimo locale, il Binario 69. Non voglio anticipare nient’altro, se racconto tutto se no non c’è gusto nel guardarlo.

L’album su Spotify

Quali saranno i vostri progetti per il 2019?

Sicuramente cercare di suonare il più possibile e far arrivare le mie parole, le mie canzoni il più lontano possibile. Ho tantissime canzoni nuove prontissime, alcune delle quali si possono già ascoltare durante i concerti. Stiamo lavorando inoltre al videoclip del terzo singolo che verrà estratto dal disco e ad un singolo inedito che a breve andremo a registrare. Fortunatamente questo 2019 musicalmente mi sta portando molta fortuna. Da quando il disco è uscito mi sono ritrovato a prendere un sacco di treni e a suonare lontanissimo da casa, in posti dove non mi sarei mai sognato di arrivare. Non avevo mai fatto così tante date in pochissimo tempo.

Bologna è la città in cui è nato il vostro progetto. Quanto influenza il vostro modo di fare musica?

Tecnicamente Bologna non è proprio la città in cui è nato il progetto: io vivo appunto a Bologna ma Davide, Alessandro e Samuele vivono in provincia di Ancona, di cui sono originario anche io. Nella collaborazione con loro quindi Bologna non ha particolare importanza, cosa che invece è opposta per quanto riguarda me e i miei testi.

L’unica canzone del disco che non ho scritto a Bologna è “Terre che Tremano, Gente che Balla”, scritta nel mio letto ad Ancona, una mattina di fine ottobre 2016, quando ci fu il terremoto.

Tutti gli altri brani invece sono state composti e/o scritti proprio a Bologna, che ha un ruolo fondamentale per me. Oltre che essere una città che amo per tutti i suoi colori, sfaccettature e volti, è proprio qui che sono fuggito ed è proprio qui che mi sono sentito a casa. È qui che è nato tutto.

È una città aperta, meravigliosa ma allo stesso tempo decadente e un po’ malinconica, in questo momento della mia vita è sicuramente il mio posto. In molte delle mie canzoni faccio riferimenti a strade o luoghi di Bologna, dai portici che incorniciano molti dei miei testi a Via Zamboni/Via delle Belle Arti che sono lo scenario stesso di “Nella Vasca o Nel Giardino di Fianco?” oltre che anche il posto in cui è stata scritta.

Ascolta MIE Volume 6

Che musica ascoltate?

Ascolto davvero, davvero di tutto. A dir la verità vado molto a periodi. Sicuramente moltissimo Jazz sia classico che con influenze elettroniche e NuSoul. Inoltre adoro la scena New Wave: the Cure, the Smiths, Joy Division e la scena alternative psichedelica come Mac De Marco, Alt-J, MGMT, Tame Impala, Morphine, Spiritualized.

Senza tralasciare chiaramente i grandi della canzone d’autore italiana di cui il mio preferito è sicuramente De Gregori, seguito subito dopo da Battisti, Rino Gaetano, Vinicio Capossela, Battiato e Paolo Conte. Infine mi piacciono molto, soprattutto dal punto di vista della scrittura dei testi, artisti indie come Maria Antonietta, Colombre, Iosonouncane, Baustelle e Willie Peyote.

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