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MATTEO POLONARA & MATAARA TRIO: su MIE l’intervista alla band. (PRIMA PARTE)

MATTEO POLONARA & MATAARA TRIO: su MIE l’intervista alla band. (PRIMA PARTE)
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Fuori dal 15 Marzo 2019, edito da Revubs, il nuovo album di Matteo Polonara & Mataara Trio dal titolo “Nella vasca o nel giardino di

Salvatore Imperio
di Salvatore Imperio

fianco?”.

9 canzoni che compongono il primo disco da cantautore di Matteo Polonara, accompagnato dal Mataara Trio, trio promettente nel panorama musicale jazz/fusion.

Dal disco è stato estratto un primo singolo, “Sirene”, accompagnato dal videoclip e pubblicato su YouTube; un brano accattivante, pieno di suoni sovrapposti al fine di ricreare un’ambientazione sonora che giochi a ricalcare l’idea del mare e di contestualizzare il tutto.

La canzone racconta il gioco istantaneo di ruoli, di sguardi che inconsciamente si stabilisce tra la donna e l’uomo.

Ispirato dalle vicende di Ulisse, l’autore ha scelto di rappresentare la figura femminile con lo stereotipo classico della sirena che con maestria riesce ad attrarre lo stolto marinaio per poi soggiogarlo ed attirarlo nella propria trappola d’amore.

Matteo Polonara & Mataara Trio – Sirene (Videoclip ufficiale)

L’intervista a Matteo Polonara & Mataara Trio

Allora ragazzi, chi sono “Matteo Polonara & Mataara Trio”?

Ciao, Matteo Polonara è un giovane cantautore anconetano di 23 anni.

Timidissimo, introverso e a tratti “alieno” che fin da bambino ha sempre fatto della scrittura la sua spada e della musica lo scudo. Per molto tempo le mie canzoni e poesie sono rimaste nella mia cameretta, non credevo davvero avrei potuto suonarle, non mi credevo all’altezza di farlo. Finche’ poi finite le superiori mi sono trasferito a Bologna, dove ho sentito sempre più forte l’impulso di rompere il guscio. L’emergenza di urlare tutte le parole che non riesco a dire e di far sapere che esisto anche io. Così ho deciso di raccogliere tutto il coraggio che non avevo e di buttarmi a capofitto e rigorosamente ad occhi chiusi.

La collaborazione con il Mataara Trio (Davide Ballanti alla Chitarra, Samuele Brunori al Basso e Alessando Della Lunga alla batteria) nasce quasi casualmente.

Ci conosciamo tutti e quattro dai tempi delle superiori, io ed Alessandro andavamo in classe insieme al Liceo Musicale di Ancona. Davide e Alessandro frequentano il conservatorio jazz a Rovigo e molto spesso passavano per Bologna e restavano a dormire a casa mia, dove tra una jam e una birretta ci capitava spesso di suonare dei miei brani, finché poi abbiamo deciso di fare sul serio. Loro avevano già un trio jazz (il Mataara Trio, appunto), perciò abbiamo deciso di completare la formazione con il loro bassista, Samuele Brunori. Così nasce la collaborazione tra il mio progetto cantautoriale fino a quel momento solista e il loro trio jazz/fusion.

Abbiamo iniziato a lavorare sulle mie canzoni e da subito c’è stata una gran sintonia.

Nel giro di pochi mesi abbiamo fatto uscire un singolo su YouTube (“Tutti su di Me”) a sancire la nostra collaborazione.

Tutti su di me su Youtube

Con i primi viaggi e chilometri arrivano le prime soddisfazioni. Arriviamo in semifinale e a vincere diversi contest in giro per l’Italia e a fare i nostri primi concerti in palchi fino a quel momento inarrivabili, in apertura a band come 99 Posse, Fast Animals and Slow Kids, Olly Riva & Soul Rockets: non ci potevo credere!

Successivamente abbiamo deciso che era il momento di produrre qualcosa di concreto e tangibile, così ci siamo chiusi sei giorni in studio tra le montagne venete e queste 9 tracce che compongono il mio primo disco ne sono il risultato.

Da quel momento non abbiamo più smesso di suonare insieme malgrado la distanza (attualmente io vivo a Bologna e loro nelle Marche) e i vari progetti che ognuno porta avanti singolarmente. Sono tre bellissime persone oltre che ottimi musicisti, insieme siamo riusciti a creare una grande alchimia, sia umana che musicale. Sono riusciti con maestria a cucire le atmosfere perfette addosso alle mie immagini complesse riuscendo a comprendere a pieno dove voglio arrivare a colpire.

Non posso chiedere di meglio, questo disco è un po’ anche “il frutto del nostro amore”.

“Nella Vasca o Nel Giardino di Fianco?” è il vostro nuovo lavoro. Come è nato questo album e quali sono gli argomenti trattati?

“Nella Vasca o Nel Giardino di Fianco?” è il mio manifesto personale.

Dietro questa “misteriosa” domanda a cui affido il titolo del mio primo disco, ci sono io e tutte le parole che non riesco a dire in nessun altro modo.

Le nove tracce che ho scelto per questo disco le ho scritte negli ultimi tre anni a Bologna. Sono canzoni che sono state scritte in momenti e stati d’animo diversi, ma con la stessa ansia e lo stesso bisogno di “urlare” che le accomuna.

Raccontano le giornate, le avventure, gli incontri di un ragazzo timido, introverso, alieno e sognatore che prova a far vedere il mondo attraverso i suoi occhi.

Mamma Bologna e i suoi portici sono la cornice perfetta per tutte le sue ansie e paranoie sociali, per tutte le parole mai dette che vorrebbe urlare al mondo e che invece si trasformano in silenziosi tratti che riempiono quaderni.

E’ un disco che mescola viaggi fisici e mentali, salti nel vuoto, occhi e sguardi, ma soprattutto è un disco intimo.

L’immagine della vasca vuole infatti rappresentare quell’intimità. Fare il bagno, immergersi in quella vasca, significa trovarsi in un momento di estrema solitudine e riflessione. Significa essere solo con te stesso e con te stesso necessariamente fare i conti.

Fino a qualche anno fa suonavo le mie canzoni solo se ero certo che nessuno poteva ascoltarle. Questo disco è la concretizzazione di un sogno che pensavo irrealizzabile ma che speravo si realizzasse.

 

L’album su Spotify

 

Studio musica, suono e scrivo da quando sono bambino, perché è la mia lingua madre, il mio modo di comunicare con il mondo, dato che non ci riuscivo, e non ci riesco tutt’ora molto bene, guardandolo negli occhi.

E quindi….

Se la vasca rappresenta l’intimità… il giardino di fianco cos’è?

Il giardino di fianco è l’altra faccia di me.

Il bisogno di espressione, di essere capito, di comunicare, di far sapere al mondo che esisto anche io e che ho delle cose da dire.

Il giardino di fianco è il mettersi in gioco, il metterci la faccia.

Il giardino di fianco è un “se non ora, quando?”

Il giardino di fianco è urlare cose a casa di qualcun altro, meglio ancora se a casa del vicino che non conosci.

Il giardino di fianco è l’estrema esposizione al mondo, perché non è il tuo giardino, è quello di fianco.

Per cui dietro a questa domanda apparentemente insensata ci sono dietro io.

Le mie controversie, le contraddizioni che mi caratterizzano da sempre.

Non credo che avrei potuto trovare un titolo più esemplificativo e descrittivo di quello che sono e della mia anima e scrittura controversa.

Siamo riusciti a far sposare i miei testi parecchio complessi, ricchi di incastri, immagini e metafore con lo stile dei Mataara che è molto personale e influenzato dai generi jazz, fusion e progressive.

Il Mataara Trio è in costante ricerca e mutamento, è capace di esprimersi e di accompagnarmi con sonorità morbide, delicate ed introspettive, ma sempre pronto ad esplodere sprigionando forza, sia nella composizione che nell’improvvisazione, il tutto con una buona dose di psichedelica, suoni ricercati e tecnicismi.

Questo va a mescolarsi con le cose che scrivo.

Principalmente i miei testi nascono da poesie che poi mutano, si trasformano e spesso prendono la forma di canzoni.

Nei miei concerti infatti, sia solo che accompagnato dai Mataara, sono presenti dei momenti strumentali dove recito miei versi.

Non a caso ho deciso di far finire il disco con una poesia nascosta prima dell’ultimo ritornello di “Squarci”.

Il disco è stato registrato in sei giorni presso Produzioni Fantasma da Andrea Rigoni (chitarrista dei Derozer) e mixato da Luca Sammartin.

Sono stati giorni intensi ma bellissimi, dove insieme al Mataara Trio ci siamo chiusi in studio dalla mattina alla sera.

A posteriori sono molto soddisfatto del lavoro fatto. Siamo stati anche fortunati a trovare appoggio e sostegno verso il nostro lavoro da parte di Revubs e Worilla che ci hanno accolto calorosamente.

Dove è possibile trovare l’album?

disco attualmente è possibile trovarlo esclusivamente in tutte le piattaforme digitali. Prossimamente sarà possibile acquistare anche la copia fisica, a cui stiamo lavorando.

 

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