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LE STRISCE: “Hanno paura di guardarci dentro” la recensione di MIE.

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LE STRISCE: “Hanno paura di guardarci dentro” la recensione di MIE.
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hannopauradiguardarcidentroIl successo nato dal talento e dalla voglia di essere indipendenti.

Nuovo album per LE STRISCE che hanno fatta tanta strada da quando furono malamente eliminati dalle selezioni finali del Festival di Sanremo del 2011; dal matrimonio artistico con Cesare Cremonini, la scelta di tornare indipendenti ed evitare di stringere accordi con le Major, l’ingresso di Dario Longobardi alla batteria e le centinaia di date in tutta Italia, hanno sempre di più forgiato e maturato il talento della band di cui Davide Petrella è frontman e autore.

I nuovi suoni nell’album “Hanno paura di guardarci dentro” sono un elemento chiave che simboleggia l’indipendenzza artistica che la band ha voluto fortemente dopo l’esperienza con una major come la EMI.

L’album apre con una canzone dal titolo molto eloquente che, a mio parere, non è solo il titolo della canzone ma è il “non luogo” in cui Davide, Francesco, Enrico, Andrea e Dario hanno composto le canzoni. E’ il nuovo limbo sociale in cui vivono tutte le generazioni del nostro paese e la band ce lo racconta in maniera eloquente.

I ragazzi hanno composto canzoni che parlano della mancanza di certezze, del precariato lavorativo e sociale che l’Italia vive da almeno un paio di decenni ma in una chiave diversa dalle solite lagne cantautorale che si sentono in giro, utilizzando un mix di artistico e poetico nuovo.

La scelta dell’essere indipendente è ancora più eloquente dato che Davide & co. si sono affidati ad una etichetta, SuoniVisioni, etichetta giovane ed indipendente che è una gran bella realtà di Napoli.

La scelta artistica dell’essere indipendenti sottolinea ancor di più la voglia di rimanere se stessi anche in quest’ultimo lavoro con la solita voglia di voler essere nudi e crudi, anche un pò antipatici e stronzi ma raccontando la realtà che vivono i giovani di oggi.

Le Strisce sono, ancora una volta, un mix vincente di cantautorato energico, sonorità non scontate e voglia di non essere dei burattini nella musica italiana e certamente, se continueranno con questa mentalità, arriveranno al punto che l’Italia non gli basterà più.

Salvatore Imperio

di Salvatore Imperio

 

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