La recensione dell’ultimo disco di MAURIZIO RIGLIONE.

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Maurizio Riglione, nato a Bolzano, è un cantautore dalla penna molto fine e precisa, che riesce a scuotere e riscuotere consensi, grazie ad una lirica molto delicata ed incisiva allo stesso tempo e ad un uso della parola e delle dita molto preziosa, quasi circense nel vero senso della parola, un giocoliere delle note e delle parole. Scrivere canzoni è per lui il concretizzare momenti che svaniranno comunque nella polvere del tempo. Un passatempo, un gioco.

Le numerose esperienze con gruppi locali lo hanno portato a suonare in giro per l’Europa. Trasferito a Berlino per qualche anno intraprende esperienze con numerosi musicisti provenienti da tutto il mondo, ed è la sua esperienza che riesce a trasparire dalle sue note. Una musica molto colta anche se l’arrangiamento in sé può risultare semplice o banale, ma, l’esecuzione, di certo, non è una cosa da sottovalutare ed è proprio per questo che Riglione riesce ad incantare e far sognare anche il più piccolo dei propri ascoltatori.

Quello di Maurizio Riglione è un esordio che non passerà inosservato.

Il disco è stato registrato in poche ore di studio, molti brani sono “buona la prima”. Sono 18 canzoni scritte in un periodo di 2/3 anni. Un disco d’esordio voluto grezzo e scheletrico, quasi come se fossero registrazioni di inizio secolo scorso, ed è di certo questa scelta lo fi che avvolge di un certo mistero tutto il disco, un mistero che potrebbe raffigurarsi in una splendente sensazione di benessere ed intimità, condita da sarcasmo, ironia, passione ed amore.

Il risultato è una serie di canzoni varie per genere e per forma. Una culla dove far dondolare e riposare il tempo che è sempre così frenetico e stanco. Storie che raccontano sogni, idee, avventure, canzoni che raccontano la voglia di giocare e di sbagliare. Tornare a quella semplicità che è ormai sepolta nei rifiuti dei tempi moderni. Una chitarra, una voce nient’altro.

Ed è proprio per questo che Maurizio Riglione riesce a colpire in fondo, senza recare disturbo alcuno all’ascoltatore che davanti la sua musica deve e può mettersi a nudo per ritrovare delle peculiarità e delle certezze nell’animo umano altrui che, in fin dei conti, è il vero motivo della musica. Ritrovarsi per poi perdersi e ritrovarsi ancora nella musica di Maurizio Riglione.

La redazione di MIE

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