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La musica tra sogni e desideri. L’intervista ai THE MORRAS.

La musica tra sogni e desideri. L’intervista ai THE MORRAS.
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Salvatore Imperio
di Salvatore Imperio

Il 15 Marzo è stato il giorno dell’esordio della band romana dei The Morras con il loro primo album intitolato “Sarebbe stato bello”.

The Morras è il nome della band di Tolfa, provincia di Roma, formata da Mirko Guiducci, Beatrice Morra, Vincenzo Chiavoni, Flavia Morra, Diego Ciancarini, Giulia Vela e Simone Iannotti.

 

L’album d’esordio è disponibile sui più importanti digital store ed il primo singolo estratto ed accompagnato dal videoclip ufficiale e “Aghi e Spine”.

“Aghi e spine” rappresenta i sogni e la disillusione, in una canzone intima dove partire o tornare non cambiano il finale lasciando tutto immutato comprese le cose difficili della vita.

 

Il videoclip ufficiale di “Aghi e spine”.

 

L’intervista ai The Morras

 

Ciao ragazzi e benvenuti su MIE. Chi sono i The Morras e quando è nata la band?

 

The Morras sono Mirko, Vincenzo, Bea, Flavia, Simone, Diego e Giulia. Nasciamo nel 2015 come band cover beat rock’n’roll. La formazione è stata sempre stabile tranne il batterista, ora però abbiamo trovato Giulia, che è il nostro motore, studia al conservatorio (anche Flavia, violino) ed è bravissima. Dal 2017 abbiamo iniziato a buttare giù qualche inedito che riproponevamo nei live ed eccoci qui. Amiamo tutti la musica, ognuno a modo nostro, e questo riflette su quello che facciamo.

 

Si può parlare di una band in tutto e per tutto. Quanti strumenti ci sono nelle vostre esibizioni dal vivo?

 

Siamo sette componenti. Oltre alla voce, alla batteria e al basso, ci sono due chitarre, un violino e il sax. Cerchiamo di incastrare i suoni, sfruttando al massimo gli strumenti a disposizione. Su quello cerchiamo di migliorare, è il nostro punto di forza.

 

Parliamo un po’ del vostro album. Quando è nata la necessità di fare qualcosa di vostro?

 

I pezzi inediti sono nati quasi per gioco, per variare un po’ il nostro repertorio fatto di cover. Quando siamo arrivati ad una decina di brani originali e abbiamo visto la piacevole risposta del pubblico nei live, abbiamo deciso di entrare in studio a registrare. Ci è piaciuto molto, ci siamo divertiti, considerando che era la nostra prima esperienza.

 

Quali sono gli argomenti trattati in “Sarebbe stato bello”?

Sarebbe stato bello è un album che parla di sogni e desideri, descritti in maniera ironica, ma che fa anche un po’ riflettere. Siamo giovani, abbiamo dai 25 ai 35 anni, e le tematiche descritte riguardano un po’ tutti, di questo periodo storico che stiamo vivendo.

 

“Aghi e spine” è una canzone che mi ha colpito molto. Rappresentare i sogni e la disillusione. Quanto c’è delle vostre esperienze in questa canzone?

 

Viviamo tutti tra Tolfa e Allumiere, due paesi confinanti nella provincia di Roma, nella Maremma laziale. Per un ragazzo la vita di paese a volte si fa stretta e si cerca di evadere, sperando di trovare qualcosa di migliore. Spesso però ci si ritrova con i soliti problemi e la soluzione alla ‘noia’ non si trova.

 

Ci sono canzoni dell’album che vi rappresentano più delle altre e che invitate ad ascoltare?

 

Mah, ovviamente invitiamo ad ascoltarlo tutto. È un album molto vario, che spazia tra il rock’n’roll, le ballad stile vintage ed il country folk. Come detto gli strumenti sono tanti e cerchiamo di sfruttare al massimo le prerogative di ognuno. Speriamo ci sia qualcosa che possa stimolare interesse.

 

2019: quali sono i vostri progetti in cantiere?

 

Adesso ci godiamo l’uscita del nostro primo lavoro, che ci teniamo a rivendicare come progetto auto prodotto. Siamo contenti di quello che abbiamo fatto e vogliamo farlo ascoltare a più persone possibili. Con l’arrivo della primavera e dell’estate cercheremo di suonare live il più possibile e poi chissà. Nuovi brani sono già in lavorazione, valutiamo bene il tutto e decideremo.

 

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