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La musica del futuro attraverso la visione di Stefano Cece. L’intervista all’artista foggiano.

La musica del futuro attraverso la visione di Stefano Cece. L’intervista all’artista foggiano.
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Stefano Cece è un imprevedibile cantautore Foggiano che nell’era del pop superficiale fatto di plastica e loop preconfezionati, decide di affrontare temi importanti come gli attacchi di panico e l’amicizia sullo sfondo di una storia d’amore non andata a buon fine.

di Giorgio Stammati

L’intervista a Stefano Cece.

Ciao Stefano,
Parliamo del nuovo singolo appena lanciato “Love Knight”: la scelta di questo brano da lanciare è dovuta a una sua particolare importanza per testo, messaggio, stile o videoclip rispetto ad altre tue canzoni?

Love Knight è un concentrato di emozioni, racconta della fragilità delle relazioni umane e di come queste possano davvero influenzare la vita delle persone. Love Knight parla di attacchi di panico e amicizia, di come nel mondo delle relazioni liquide sia difficile vivere un amore reale. Nel brano questa storia è raccontata dal punto di vista di un personaggio terzo che da spettatore assiste al maltrattamento di un’anima che si era aperta all’amore e in cambio ha ricevuto aridità.

Il video ufficiale è stato interamente curato dal Visual Artist georgiano Beka Davidovich, puoi dirci qualcosa su questa collaborazione? Come mai la scelta di un lyric video?

Ho conosciuto Beka girovagando online, quando ho visto i suoi lavori ho deciso subito di parlargli per capire se potesse nascerne una collaborazione. Quando abbiamo iniziato a parlare mi ha chiesto di ascoltare il brano dicendomi “I have to feel it” in quel momento ho capito che era la persona giusta con cui lavorare. Abbiamo scelto un Lyric video perché volevamo porre l’attenzione su un testo importante, una cosa che spesso passa in secondo piano quando si tratta di musica.

Consideri il singolo un lavoro a sé stante oppure anticipa un imminente disco? Puoi anticiparci qualcosa?

Nel 2019, parlare di disco dal mio punto di vista è un po’ anacronistico. Oggi bisogna parlare di singoli e magari successivamente di un album che sia una raccolta di lavori. Abbiamo in programma altri singoli per il futuro e certamente quando sarà il momento raccoglieremo tutto il lavoro fatto in un unico posto.

La scelta dell’inglese è abbastanza in controtendenza nel panorama musicale italiano di oggi, perché questa scelta?

Sono nato e cresciuto in Italia, ed ho scritto e cantato anche un intero album in Italiano. Tuttavia sono cresciuto a pane e U2, Jeff Buckley, Coldplay e molti altri. Insomma le mie radici musicali i miei ascolti sono quasi del tutto internazionali. Per essere sinceri e veri a volte bisogna scegliere in controtendenza. Ed è quello che ho fatto. Questo non significa che non scriverò più in italiano ma soltanto che quando sentirò di farlo ricomincerò in base a quello che il cuore mi dice.

Ho letto che dietro ogni tuo lavoro c’è un team che lavora, come nasce e si sviluppa la produzione di un brano?

Qualche anno fa ho capito che per fare questo lavoro devi avere molte skills. Non basta più una bella voce o una buona capacità di scrittura. Devi sapere di business e di produzione musicale. Così ho deciso di seguire vari corsi di Berklee, frequentare masterclass di songwriting e conoscere professionisti del settore, tutte cose che mi hanno permesso di imparare a produrre e scrivere musica al meglio. Per quel che riguarda il processo di lavorazione, essenzialmente io scrivo e produco tutto poi mi rivolgo a dei professionisti per le rifiniture. Tra questi ad esempio per Love Knight c’è Oleksandr Ilkaiev (Mixing & Co-Production) Federico Ottomano (Co-Production) Nicholas Di Lorenzo (Mastering). Solo in questo modo si può portare un brano da essere ottimo ad essere fantastico.

So che sei di Foggia ma l’Australia è un argomento che più di una volta trapela dalla tua musica, cosa c’entra l’Australia con la musica e le atmosfere di Stefano Cece?

Qualche anno fa un caro amico partì per andare a lavorare nelle farm australiane. Da allora l’Australia per me rappresenta un non luogo, il posto della fuga, del lontano da qui. La libertà dai pensieri e dalle ansie. Un sogno ad occhi aperti.
Da un altro punto di vista l’Australia invece rappresenta l’incontro con Nicholas Di Lorenzo, un Mastering Engineer che lavora con grandi nomi e che si è appassionato alla mia musica.

 

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