La MUNICIPALE BALCANICA: eccovi il primo disco di inediti

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Di certo non sono emergenti ma questo loro disco a tutti gli effetti sembra essere un esordio. Prima prova di inediti per la MUNICIPALE BALCANINCA.

La Balkan-band pugliese pubblica “Night Ride”, un concentrato di contaminazioni e futurismi sonoro, senza perdere identità e senza venir meno ad un marchio che li rende riconoscibili e unici. A tutto questo, cimentandosi per la prima volta con scritture inediti, sposano l’evoluzione e la contaminazione del contesto storico, da rock a ballate d’autore, da lingue straniere a momenti di pop leggero italiano.

In rete il video di “Transylvania Party Hard”, nel classico scenario horror di vampiri c’è la chiave per andare oltre in ogni direzione. No alle etichette e neanche limiti alla forma estetica.

L’intervista alla MUNICIPALE BALCANICA

Di certo noi di M.I.E. non parliamo solo di emergenti e in questo caso davvero dobbiamo archiviare questa pratica. Eppure vorrei invitarvi ad un’analisi: finché non lo dice la televisione (e oggi deve dirlo anche in un certo modo), saremo tutti quanti eternamente emergenti. Cosa ne pensate?

Siamo nell’ambiente da abbastanza tempo da fregarcene, scusate il termine, delle etichette. Abbiamo smesso da un bel po’ di chiederci se siamo più o meno emergenti, più o meno affermati per domandarci soltanto se stiamo facendo musica buona e onesta o meno.

Da un lato i talent, la TV e il sistema radiofonico, non sempre meritocratico, creano fenomeni e sanciscono la popolarità spesso effimera ma dall’altra parte il web e la frammentazione della stampa specializzata in infiniti blog creano opportunità di visibilità e successo anche per artisti fuori dai circuiti più noti e ricchi.

Gli artisti, tranne quelli con una patologica vanità, sono abituati a vivere nella costante instabilità quindi sì, siamo più o meno tutti emergenti, nel senso proprio del termine, cercando di stare a galla! Certo abbiamo smesso di fare i concorsi ma non perché non ci sentiamo emergenti , è che sarebbe triste vederci da quarantenni in gara 😊

Un nuovo disco: ci raccontate questo titolo “Night Ride”?

In tutta confidenza vi diciamo che ci siamo ritrovati a discutere del titolo del disco molto dopo che i pezzi erano pronti quindi abbiamo colto, quasi guardandoli da lontano, come fossero legati da atmosfere più oscure. Nelle immagini dei brani c’erano appunto passeggiate notturne, cieli stellati, feste di notte, accampamenti raccolti attorno al fuoco.

Dopo tanta solarità nella nostra produzione precedente la nostra attenzione si è evidentemente concentrata sulle scene di un giro notturno e così, con semplicità, abbiamo scelto “Night ride” anche per offrire a chi ascolta una sorta di chiave di lettura delle diverse scene, quasi cinematografiche, dell’album.

Dall’Italia, come si arriva ai Balcani, musicalmente parlando?

Possiamo dire che sono stati i Balcani a venire da noi. Eravamo un gruppo di amici, allora giovanissimi!, che suonavano strumenti a fiato oppure percussioni popolari e con l’arrivo nel nostro paesino in Puglia dei migranti dalla ex Jugoslavia in guerra abbiamo iniziato a sentire tra i nostri vicoli la musica di questi nuovi arrivati. In essa i nostri stessi strumenti, trombe, clarinetti, sax e altri venivano suonati con uno stile e un approccio completamente diversi.

Questo contatto con una nuova cultura musicale è stata la scintilla per far nascere la nostra band e da allora la nostra curiosità verso le altre culture musicali non si è mai fermata. La denominazione “Balcanica” nel nostro nome è un tributo a quel primo sguardo che abbiamo dato fuori dalla nostra tradizione musicale.

Che poi c’è tanta musica araba in questo lavoro o sbaglio?

C’è per l’utilizzo di strumenti, melodie e scale in alcuni pezzi, ma non è un forzato “esotismo” o un vezzo, anzi dimostra quanto altre influenze siano presenti nella cultura musicale nostra e italiana in genere. Le influenze che circolano nel Mediterraneo si sentono in un gruppo con la vocazione alla “world music” come la MB ma le percepiamo sempre più anche nel pop e nella trap, per non parlare del fatto che negli altri paesi europei come la Francia e la Germania sono parte delle produzioni mainstream.

Interessante il rock – quasi indie direi io – di “Rusty”. Da dove nasce e come riesce a far parte di questo disco?

Le sonorità più elettriche hanno sempre fatto parte del nostro bagaglio anche se forse non hanno avuto il giusto spazio specialmente dal vivo. Però anche negli altri album, fin dal primo, c’era sempre qualche pezzo in cui emergeva il nostro amore per il rock mescolato al jazz elettrico atonale anche dei generi estremi.

Quando abbiamo selezionato i pezzi per “Night ride” non ci siamo chiesti se rispettassero il nostro passato o fossero adatti alla nostra band dal nome sfacciatamente folk di “Municipale Balcanica”, ci siamo solo domandati se fossero onesti e avessero la loro integrità. “Rusty” ha rispettato questi standard, ci siamo sempre divertiti a eseguirlo e non è da escludere che live possa suonare ancora più “cattivo”. Certo se gli avessimo messo il nome originale composto da due parole… ma ne abbiamo lasciata una sola.

Mi colpisce anche “Ogni stella”: anche questa dolcissima culla romantica sembra non far parte di “Night Ride”… eppure?

Paradossalmente per un brano semplice e tenero come “Ogni stella” vale il discorso appena fatto per il nostro pezzo più estremo: abbiamo deciso di registrarlo perché aveva la sua onestà e raccontava qualcosa di profondamente nostro. Forse è la descrizione disadorna delle immagini che vediamo quando la frenesia del concerto è finita. Poi è una benedizione affettuosa e profana per chi ha visto il concerto e sta tornando a casa a notte fonda.

“Ogni stella” è anche una melodia un po’ malinconica di complicità con chi è inquieto, insonne e corre il rischio di sentirsi troppo solo. Facciamo sempre musica perché il concerto sia un rito collettivo e di inclusione ma questa canzone vuole un po’ far capire che conosciamo bene, e spesso viviamo, la realtà più buia di chi si sente nell’oscurità e ha bisogno di vicinanza e consolazione.

Parliamo di Tour: questo inverno cosa vi aspetta?

Ci sono tanti concerti in tutta Italia e anche all’estero. Gli appuntamenti sono sempre in via di aggiornamento per cui vi invitiamo a passare dalla nostra pagina Facebook per le date definitive. Non vediamo l’ora di fare ascoltare dal vivo i nuovi brani e crediamo che per promuovere un disco il contatto diretto con il pubblico, nei piccoli club come nei grandi eventi e nelle piazze, non potrà mai essere sostituito da nessuna strategia di marketing e campagna pubblicitaria.

Questa ultima teoria, in realtà, è il pretesto che usiamo per stare in giro a suonare il più possibile perché è la cosa che ci diverte di più, quindi non ne garantiamo l’efficacia se si vogliono fare vendite milionarie!

La redazione di MIE

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