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“La cosa più bella che ho” il nuovo singolo dei Nèra. L’intervista su MIE.

“La cosa più bella che ho” il nuovo singolo dei Nèra. L’intervista su MIE.
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Salvatore Imperio
di Salvatore Imperio

“La cosa più bella che ho” il nuovo singolo dei Nèra,  band fiorentina formata da Samuele Casale (Voce), Niccolò Coveri (Basso) e Giulio Gaudenzi (Batteria). Appassionati di rock e musica elettronica, fondano il trio nel 2015 cercando di unire questi due generi, per dare vita ad una sonorità unica che li rappresenti.

Nell’autunno del 2016 pubblicano il loro primo EP, contente 5 tracce, che li porterà a solcare palchi come il Viper Theatre di Firenze, esibirsi al Beat Festival, vincere il Talent Move fra numerosi artisti da tutta la Toscana e  l’Emergenza Festival che gli permetterà di esibirsi, come ospiti, al  “The Cage Theatre” di Livorno.

Nello stesso anno, dopo aver partecipato ad una delle finali del Pistoia Blues, uno dei loro brani viene inserito nella compilation “Pistoia Blues 2017”.

Nel 2017 realizzano tutte le musiche della colonna sonora del film di Alessandro Sarti e Domenico Costanzo “Saranno Famosi?”.

Nel 2018  pubblicano alcuni singoli, accompagnati ognuno da un videoclip, che ottengono buoni riscontri di visualizzazioni e feedback sui social.

 

La cosa più bella che ho, il videoclip ufficiale

L’intervista ai Nèra

Ragazzi, benvenuti su MIE. Un sound tra pop,rock ed elettronico. Da dove nasce il vostro “carattere artistico”?

Il nostro sound si deve sopratutto ai nostri ascolti. Siamo tre persone che hanno avuto influenze diverse, passando dallo Stoner al Progressive, fino al pop in generale. Cercando creare una via di mezzo in cui ognuno possa metterci del suo, strizzando l’occhio alle sonorità che oggi tutto sono abituati a sentire.

Collaborazioni che non passano di certo inosservate. Immagino tanta perseveranza nel farvi notare. Come sono andate le cose e c’è un ricordo particolare a cui siete legati dalla fondazione della band, nel 2015, ad oggi?

Dal 2015 ad ora ne sono cambiate di cose. E di persone. Abbiamo iniziato il progetto contando 5 membri, poi si sa, la vita cambia e cambiano gli interessi, ma noi siamo felici di aver raggiunto questa situazione e aver attraversato il percorso che ci ha fatto arrivare ad avere le capacità e conoscenze che abbiamo oggi. Il momento che più ricordiamo con piacere di tutto il percorso? Quando eravamo ad una festa, eravamo tranquilli e spensierati(ancora) e decidemmo, senza un motivo strettamente valido, di chiamarci Nèra. Ogni volta che ripensiamo a quel momento, ci ridiamo sempre sopra.

Su spotify andate a tempo di singolo. Quando vedremo un album?

Ormai ci siamo omologati anche noi come i più grandi artisti italiani e internazionali. Gli album possiamo dire che non vanno più come un tempo, ma la nostra idea è quella di continuare a pubblicare singoli in modo continuativo , per poi raggrupparli un giorno in un unico supporto, da mettere a disposizione di tutti.

Ma se vi dovessi chiedere cosa vi rappresenta di più, se un singolo o un album, quale sarebbe la vostra risposta istintiva?

Sicuramente un singolo. Difficile farci rappresentare da un album che ancora non abbiamo pubblicato. Per entrare nello specifico crediamo che i nostri due ultimi singoli “Per una notte ancora” e “La cosa più bella che ho “ siano i brani che più rappresentano la nostra essenza…

“La cosa più bella che ho” su MIE – vol.11

A quali artisti italiani siete più legati e hanno influenzato il vostro sound?

Nonostante ci piaccia molto la musica italiana, abbiamo sempre cercato ispirazione da artisti internazionali, come d’altronde hanno sempre fatto gli artisti Italiani anche meno recenti. Quindi non prendiamo inspirazione da loro, ma come loro.

Ascoltando “La cosa più bella che ho”, ho pensato immediatamente al palco di Sanremo. Anche a voi viene in mente di tentare il grande salto e far suonare le vostre canzoni all’orchestra del festival dinanzi a così tanto pubblico che cerca il nazional-popolare?

Sicuramente sarebbe strano da parte nostra sostenere il contrario. Il palco di Sanremo è stato fin dall’inizio uno dei nostri obiettivi. Negli anni siamo riusciti ad avvicinarsi sempre di più, e lo abbiamo sfiorato lo scorso anno riuscendo ad arrivare fra i 60 finalisti di Area Sanremo, non riuscendo purtroppo a proseguire oltre. Inutile dire che non ci siamo ancora arresi!

I Nèra sono pubblicati da N.I.C. United la neonata etichetta della Nazionale Italiana Cantanti, pensata per dare spazio a giovani artisti di talento. Senza questo importante supporto dove sarebbe i Nèra?

L’inizio della collaborazione con NIC United ha avuto un ruolo fondamentale nelle ultime esperienze che abbiamo fatto. Siamo entrati in questa bellissima famiglia e siamo subito stati accolti alla grande. Speriamo che questo percorso duri ancora molto, e da parte nostra c’è sicuramente la volontà nel preservarlo.

Ma pensando a questa etichetta della Nazionale Italiana Cantanti, non si saranno mica resi conto che non c’è un vero ricambio generazionale nella musica italiana?!

Probabilmente un ricambio generazionale è in atto adesso. Noi siamo in questa giungla molto prima di formare i Nèra, e la situazione non è migliorata, anzi. Quando iniziammo a suonare( prima ancora dei Nèra) era più semplice trovare date, fare concerti, il pubblico ti seguiva sempre bene o male, realizzavamo  brani come ci sentivamo di fare… Abbiamo notato questo peggioramento nel giro di pochi anni, molta più concorrenza con cui aver a che fare ogni giorno, locali che non permettono di esibirsi live se non si ha sicurezza di portare  un determinato numero di persone , e lo stesso pubblico che fatica a muoversi, anche per un evento sotto casa.

Voglio chiedere a voi che dal 2015 siete in questa giungla. Com’è, secondo voi lo stato della musica italiana e quante possibilità ha la musica indipendente di qualità di prendere il testimone per far rendere conto dell’enorme patrimonio musicale che esiste tra gli artisti indipendenti?

Per come sta la situazione adesso, raggiungere la “serie A” nella musica indipendente è, e sarà sempre più difficile, ma non per questo ci scoraggiamo.

Ultima domanda, come da rito. Quali sono i vostri progetti futuri, i vostri sogni e i vostri obiettivi?

Non pensiamo che riusciremmo mai a smettere di credere nella musica, ancora abbiamo tante cose da sperimentare.

Ci siamo creati da soli il nostro studio personale, che è diventata la nostra casa e il nostro punto di ritrovo dove passiamo la maggior parte del nostro tempo a lavorare su di noi e non solo : è uno studio aperto a tutti a cui offriamo la possibilità di venire a registrare e produrre brani per chiunque abbia voglia di esprimersi in questo mondo. Nèra non è solo voglia di suonare la propria musica, è il desiderio di vivere di questo.

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