KRISHNA BISWAS: una sola chitarra acustica

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KRISHNA BISWAS: un poco indiano, un poco americano e molto toscano. Una sola chitarra acustica. Ed è così che grazie a questo meraviglioso ascolto che è “Panir” anche su M.I.E. approda l’arte del fingrstyle.

Si intitola “Panir” questo lavoro di Krishna, denso, lungo, ricco di tantissime visioni. Come gioielli sono custodite 3 suite che intitola con dei colori ben 12 brani più altri 5 che hanno vita a se. E dietro l’ascolto di queste musiche vi assicuro c’è da perdersi in un crocevia di sensazioni personali, del proprio vissuto più che del tanto agognato mondo che Krishna prova a raccontarci.

Importante anche la guida all’ascolto che ci permette di non perdere totalmente la bussola. Altrettanto bella è l’estetica di questo disco: da avere fosse solo per questo. E qui è proprio la RadiciMusic che torna a colpire con stile. Un bellissimo ascolto da fare a luci spente. Mettetevi in viaggio.

L’intervista a Krishna Biswas

Una sola chitarra acustica. Limitante come strumento di linguaggio o è limitante la conoscenza che ne abbiamo noi? Insomma come a dire: una chitarra acustica può fare molto più di quello che pensate…
Presentare dei lavori strumentali con l’ausilio di un solo strumento mi regala la possibilità di avere il controllo su elementi espressivi a me cari.

“Panir”. Un disco tutt’altro che italiano… secondo te come possiamo raccontarlo?
Un disco di musica acustica strumentale, figlio di un percorso di rielaborazione di più elementi presi a prestito da vari ascolti di genere diverso e non necessariamente coerente. Una musica della poetica dell’imperfezione.

Il tuo immaginario secondo te è la musica che ascoltiamo? In altre parole: sei soddisfatto della resa che congiunge musica e immagini?
Per me è molto importante l’evocazione di immagini e mondi connessi all’ascolto della musica; la massima resa di questo matrimonio a mio avviso avviene durante i concerti, quando suono di fronte ad un pubblico. Ecco, in quel momento sono felice.

Cosa hai “rubato” e da chi per contaminare queste scritture?
Ho rubato a molti tante cose; la più grande vittima è stato Keith Jarrett.

E poi un bel video con l’artista Fresnopesciacalli. Un video per cercare un dialogo comune a molti? Come a voler portare una musica poco seguita su canali più popolari possibili… ?
Un bel video con un artista che apprezzo e stimo molto; un ingresso in più per il contatto con una musica che richiede un atto di volontà di ascolto.

L’ascolto: quanto manca un ascolto importante da parte del pubblico oggi?
Temo che non siano bei tempi per gli ascolti più attenti e gentili; penso sia dovere di ogni persona che presenti musica figlia di un movente aderente a volontà comunicative umanamente sottili quello di resistere in questa condizione di difficoltà.

La redazione di MIE

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