KATIA PESTI: dagli Abissi al Cielo. L’intervista su MUSICA ITALIANA EMERGENTE.

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KATIA PESTI: dagli Abissi al Cielo. L’intervista su MUSICA ITALIANA EMERGENTE.
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Il nuovo disco di KATIA PESTI si intitola “ABYSS” ed è un’esperienza da fare ora. MIE lancia questo appello, più che un banalissimo consiglio.

Musica strumentale dove regna sovrano il pianoforte, soprattutto trattato nel suono, nella sua anima. Ma non di solo pianoforte ci si può armare per viaggiare dagli abissi al cielo.

Probabilmente il video del singolo scelto a bandiera di questo disco non rende merito del grande potenziale sonoro e compositivo di tutta l’opera. Come a dire: bello si, decisamente importante. Ma nel resto delle 12 tracce ne sentirete delle belle. Splendide le collaborazioni con i contributi vocali di Gabin Debire e di Elaine Trigiani.

L’intervista a Katia Pesti

Di certo Katia Pesti non è un’artista emergente e di sicuro questo disco non è il frutto dei primi esperimenti di composizione.

Oggi posso dire di suonare il pianoforte con un linguaggio che è il frutto di anni di sperimentazione.

Eppure vorrei partire subito con questa riflessione: se non lo dice la televisione alla fine saremo sempre eternamente emergenti e sconosciuti

La Televisione…… che senso ha?
Per me non esiste.
Ma se la mia musica dovesse esistere per lei, sarebbe molto fortunata…. ( la televisione, intendo)

Penso che poi per chi come te cerca un dialogo assai di nicchia con il pubblico, avverta questo problema in modo maggiore o sbaglio?

É il pubblico a scegliere la sua nicchia più o meno grande.
La mia musica é per tutti, io non faccio distinzione.

“Abyss”: che disco è? Se volessi chiederti conto di questa scrittura? Un disco che ti rappresenta o che rappresenta quello che vedi?

Quando ho pensato di registrare questo disco avevo in mente l’idea di una dimensione sonora primordiale, arcaica. Abyss rappresenta il non rappresentabile.
Ma la musica ha di per sé questo potere, è inenarrabile e riesce a superare il confine della percezione visiva e tangibile. Questa è anche la sua forza. Per quanto si analizzi un brano musicale non si riesce mai del tutto a spiegare; è un mistero.
Le parole ai critici…. agli scrittori ai letterati ….ai teorici…

Ci incuriosisce questo piano preparato.

Il piano preparato è una tecnica sperimentata da John Cage. Io ho ripreso questa modalità perché trovo molto stimolante cercare nel mio strumento nuove possibilità timbriche, avvolte e intrecciate alle percussioni (che suono simultaneamente al pianoforte); con un risultato che é la sintesi di questa manipolazione.

La title track del disco è spettrale proprio come un abisso…

Non ho pensato a spettri o cose del genere, al contrario il titolo Abyss sta per profondità in senso lato.

Restando su questo brano… mi hai comunicato moltissimo buio, inquietudine… era il tuo obiettivo?

Non esattamente. La musica può prendere forme diverse e comunicare sensazioni differenti, a volte anche contrastanti e diverse da persona a persona; io ho fatto delle scelte legate ad una ricerca timbrica cercando poi di armonizzare tutto, privilegiando quel che per me rappresenta la bellezza del suono.
La forma visiva di Abyss è rappresentata nella CD Cover di Daniele Alef Grillo; l’artista ha curato il progetto grafico afferrando il senso estetico della mia musica.
La ripresa audio invece è affidata a Francesco Paolo Maimone, Musicista e Sound engineer ; il suono non ha alcun artificio tecnico, nel rispetto dei colori e delle dinamiche originali della musica.

La carriera di Katia Pesti oggi si divide tra questo progetto e un vocabolario più classico.

Il vocabolario classico é presente in un altro progetto discografico, “Treason” prodotto dalla OMK- Da Vinci Edition e realizzato insieme al polistrumentista Giancarlo Parisi.
Un disco in cui sperimentazione e ricerca timbrica attraversano le trame della musica composta dal grande compositore Claude Debussy scomparso il 25 marzo 1918.

Cos’altro c’è o cos’altro vuoi raggiungere?

Mi viene in mente una recensione di Massimo Visconti che prendo in prestito per rispondere a questa domanda:
“Katia Pesti, la pianista che ti porta nello spazio restando sulla terra”.
Ecco, voglio continuare a volare e raggiungere luoghi inesplorati.
La mia musica vuole viaggiare.

La redazione di MIE

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