KAPUT BLUE: l’esordio si intitola “FAR”

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KAPUT BLUE: l’esordio si intitola “FAR”
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Si chiama Antonio Caputo ma in arte lo conosciamo come KAPUT BLUE. Il future groove come anche quel misto tra R’n’B e TRAP.

E poi il vintage sempre in primo piano, come nel bellissimo video del singolo “Booty Call”

Anche l’America glitterata dei cliché da quartieri malfamati entra a pieno titolo a contaminare la scena indie nostrana.

L’intervista a Kaput Blue

Dalla provincia italiana, da una società fortemente pop melodica alla scena R’n’B di forte ispirazione americana. Come accade questa trasgressione stilistica e culturale?

Ho sempre ascoltato musica RnB in casa da piccolo. I nomi che mi hanno sempre accompagnato sono quelli di Mariah Carey, Whitney Houston, Stevie Wonder… l’evoluzione di tutti questi nomi hanno portato a volermi portare a scrivere principalmente secondo quei canoni. Tutto questo fa parte di me in maniera molto presente e quindi direi che semplicemente ci son cresciuto in questo mondo.

Uponcue e Angapp Music. Chi ha incontrato chi?

Gli Uponcue, dopo avermi ascoltato nella scena locale mi hanno chiesto di fare una chiacchierata e vederci. Dopo aver fatto sentire loro ciò che producevo da anni, è nata una intesa fraterna.

E a questo punto raccontaci: come risponde la scena indie italiana? In genere di questi generi si pensa sempre e solo alle nicchie…

Prima la scena indie italiana apparteneva ad una nicchia, ora è quella che circola più in radio. Penso che ci sia un tempo un po’ per tutti; il mondo musicale è enorme, troppo grande e penso anche che ci sia spazio per il mio genere.

In realtà ciò che io ho prodotto è assolutamente mainstream in America come in Italia (basti pensare a The Weeknd, Kendrik Lamar, Drake…) ma se qui si sa che è un italiano ad averlo prodotto, la percezione dell’ascoltatore cambia…

Un video assai ricco di cliché ma anche di attualità. Eppure l’attrice non ha usato uno smartphone per riprendersi ma una videocamera come se usavano anni fa… come mai? Che poi lei è immersa nel passato…

Bellissima osservazione. L’artwork e molte cose inerenti il concept grafico e sonoro del mio EP “FAR” vanno nel passato, tra gli anni 80/90 dove la Retrowave spopolava. Abbiamo voluto seguire ed alimentare questo concept anche in molti strumenti che troviamo in Booty Call.

Uno dei modi per portare un po’ di questo mondo nel videoclip era appunto quello di ricreare una scenografia anni ’80/90.

Con una musica così “futuristica” che rapporto hai con il passato?

Il passato è tutto ciò che ha posto le basi e le alternative; fa si che io riesca a riconoscere le influenze di base dei brani e capire verso quale direzione il mercato discografico stia andando. Oltre il fatto che i successi del passato, essendo stati appunto “i primi” segnano tutt’ora i ricordi di ognuno di noi.

Cd o Vinili?

Il vinile ha un fascino tremendo. Il CD ha una portabilità interessante. Andrò per primo intuito, vinile.

La redazione di MIE

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