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Musica Italiana Emergente

Il pop d’autore di JACOPO RATINI: L’intervista di Salvatore Imperio.

Il pop d’autore di JACOPO RATINI: L’intervista di Salvatore Imperio.
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Come molti di voi sapranno, sono uno di quelli che pensa che la musica sia una cosa molto seria perché strumento per divulgare un messaggio.
Nel 2010 rimasi stupito da un ragazzo che portò sul palco si Sanremo, nella sezione “Giovani”, una canzone intitolata “ Su questa panchina”.

Quel palco, per il cantautore romano con cui scambierò quattro chiacchiere, era il risultato di due anni (2008 e 2009) di tanta fatica e sacrificio a coronare il sogno di Jacopo Ratini che ha pubblicato il suo terzo lavoro discografico intitolato “Appunti sulla felicità”.

 

Il videoclip di “Cose che a parole non so dire”.

L’intervista a Jacopo Ratini.

Ciao Jacopo. Sono onorato di averti tra le pagine di MIE Musica Italiana Emergente.
Come dicevo, tanti sono stati i sacrifici che però ti hanno regalato tante soddisfazioni.
Quali sono i ricordi più belli di quel periodo?

Del periodo pre-sanremese ricordo i viaggi in treno in solitaria, i chilometri percorsi, la “beata” incoscienza e l’entusiasmo con cui vivevo ogni occasione come un’immensa opportunità; la percezione di poter arrivare con le mie sole forze a realizzare qualcosa d’ importante.

I complimenti e l’affetto del pubblico che si andava creando e gli attestati di stima dei giuriati che incontravo nei concorsi a cui partecipavo. La formazione della mia prima band. Musicultura, Lunezia, il Tour Music Fest, l’Accademia di Sanremo.

Della mia partecipazione al Festival, invece, ricordo l’emozione e la gioia di cantare una canzone nata in una stanzetta di fronte a milioni di persone: le mille interviste, le foto, gli spostamenti frenetici da un posto all’altro per fare promozione al disco e alla canzone; un’orchestra di sessanta elementi che suona il brano che ho scritto; il vestito rosso, la biglia, i miei compagni di avventura Nina Zilli, Arisa, Ermal Meta, Simone Cristicchi e Tony Maiello.

Dal 2010 ad oggi hai pubblicato tre album, “Ho fatto i soldi facili”(2010), Disturbi di personalità (2013), “Appunti sulla felicità” (2018). Ascoltando i tuoi primi tre lavori, cosa vedi di diverso, artisticamente e umanamente parlando, in te?

Sanremo è stato lo spartiacque tra il livello amatoriale e quello professionale. Da lì è iniziato un percorso splendido e tortuoso, ricco di incontri, di sperimentazioni, di successi, di cadute e di risalite. Dal 2010 ad oggi sono cresciuto dal punto di vista artistico, personale e professionale. Mi sento più consapevole rispetto a ciò che scrivo, compongo e desidero raggiungere artisticamente. Ho imparato a prendere le misure con i vari aspetti del mondo in cui opero e lavoro. In otto anni ho composto tre dischi, un libro di poesie e racconti, una favola per bambini, un reading-musicale, ho ideato un laboratorio creativo di scrittura di canzoni e sono direttore artistico di un locale. Insomma… mi sono dato da fare. 

In otto anni hai pubblicato tre album, non sembra tu sia uno da pubblicare singoli e album ogni anno. Quanta fatica c’è nel mettere insieme le canzoni di questi tre album?

Scrivere canzoni è una cosa seria e a tratti molto faticosa.

Non ho mai creduto che le canzoni nascano da sole. Forse lo spunto o l’ispirazione prendono forma da una scintilla o da un’illuminazione improvvise, ma sono il metodo, il ed il duro lavoro che fanno di una serie di parole e di frasi melodiche un gran pezzo.

Servono passione costanza ed ascolto di musica nuova, anche lontana dalle proprie corde e dai propri gusti.

Creare uno stile unico e personale: è questa la chiave vincente per essere originali e mettersi in luce. E il gioco si fa ancora più duro se non hai la fortuna di vivere solo di canzoni e dover conciliare questa splendida forma d’arte con altri lavori. Io, nel mio piccolo, mi reputo fortunato perché mi sono costruito delle attività parallele al cantautorato che sono sempre e comunque attinenti al mondo musicale. E posso, così, continuare liberamente ed indipendentemente a scrivere canzoni e a portare avanti il mio percorso artistico.

Arriviamo al tuo ultimo lavoro intitolato “Appunti di felicità”. Album che si può collocare tra pop e cantautorato. Come sono nate le canzoni di questo album?

Le canzoni raccontano storie vissute in prima persona da attore e spettatore.

L’album è una raccolta di appunti, un diario composto da undici canzoni che analizzano la vita nelle sue più profonde ed intime sfaccettature: le modalità comunicative all’interno dei rapporti interpersonali, il valore dei silenzi e delle coincidenze casuali e causali, l’azione come motore di ogni forma di cambiamento, l’amore affrontato da più angolazioni e punti di vista, il riscatto personale, l’accettazione della morte.

Il tema generale non è la felicità bensì le varie tappe per raggiungerla. E durante questo percorso le esperienze possono essere sia positive che negative.

“Appunti sulla Felicità” è sicuramente un disco più intimo e maturo rispetto ai precedenti.

L’ho scritto con profonda consapevolezza, soprattutto riguardo i testi, più ricercati ed evocativi. Per quanto riguarda l’aspetto compositivo, la maggior parte delle canzoni sono nate da frasi o parole che avevo appuntato su dei post-it e che poi ho assemblato in maniera più o meno logica, trasformandole in strofe, ritornelli o special. Un vero e proprio taglia e cuci creativo.

“Cose che a parole non so dire“ è il primo singolo estratto da questo album. Ho l’impressione che questa canzone ti riesca a rappresentare un po’ di più delle altre canzoni dell’album.
Cosa ne pensi e come mai la scelta di questa canzone come singolo?

Quando ho deciso di fare uscire questo singolo non l’ho scelto per l’impatto che avrebbe avuto sul pubblico ma perché era stato il primo ad essere composto e prodotto in studio, in ordine temporale.

Non mi aspettavo assolutamente che il singolo ottenesse questo tipo di risonanza. Ha avuto più di settantamila ascolti su Spotify ed è entrato nella Viral 50 – Italia, una delle playlist più importanti ed ascoltate. Per una canzone prodotta da un’etichetta indipendente come la mia (Atmosferica Dischi), entrare in una classifica in cui sono presenti principalmente Artisti di Major, nazionali ed internazionali, è stato un vero e proprio successo. Anche il video ha avuto diverse migliaia di visualizzazioni e condivisioni e anche le piccole radio fm nazionali hanno programmato il brano.

Sono davvero soddisfatto di quello che è stato raccolto fin qui e sono fiero di tutto ciò che si sta muovendo attorno alle canzoni di questo nuovo album.

“Appunti di felicità” è su Spotify.

Cosa stai progettando per il 2019 tra i tuoi impegni e il tuo nuovo album?

Sto progettando dei nuovi videoclip e dei contenuti musicali che usciranno sui miei canali social; sto pianificando un tour musicale per suonare il più possibile dal vivo le canzoni di questo disco; sto cercando di portare il Salotto Bukowski nei teatri, e sto gettando le basi per sviluppare e far crescere il mio metodo e le mie Masterclass di Creative Songwriting (Scrittura Creativa di Canzoni). E poi, dulcis in fundo, sto organizzando un bel viaggio itinerante da qualche parte nel mondo, per riempirmi gli occhi con nuove immagini ed esperienze.

La musica degli ultimi anni ci ha regalato tante perle in mezzo ad un mare di prodotti.
Cosa pensi dell’evoluzione della musica italiana e cosa ti aspetti dal 2019 per la musica del nostro Paese?

Vedo un grande fermento di idee e creatività ed un grande ritorno di pubblico ai concerti.

Noto una grande attenzione verso questa nuova scena musicale da parte di un pubblico eterogeneo che va dai 14/15 anni fino ai trent’anni. C’è una sorta di ritorno e di caccia all’idolo.

La rete ed i social giocano un ruolo fondamentale in questo ritorno all’ascolto, perché offrono un ventaglio importante di possibilità anche per chi parte da zero.

Ed è fondamentale conoscere le regole e le dinamiche promozionali della rete e dei social.

Dall’altro canto, però, trovo una piccola percentuale di canzoni scritte oggettivamente bene.

Sono ancora profondamente convinto che una bella canzone (che abbia un testo potente, una melodia e una progressione armonica interessanti ed un arrangiamento ben costruito) quando arriva, l’orecchio se ne accorge.

Molto spesso mi ritrovo a domandarmi: quante canzoni che vanno di moda oggi rimarranno realmente nella memoria o nei “canzonieri” del futuro?

E’ compito di noi cantautori comporre canzoni che vadano al di la del tempo e delle mode del momento e che riescano a colpire l’immaginario collettivo in modo trasversale ed unico.

Jacopo, ti ringrazio per aver dedicato un po’ del tuo tempo per scambiare quattro chiacchiere. Dai primi risultati dell’album e del singolo sembra che questo “Appunti di felicità” sia uno degli album più attesi e meglio riusciti nel mondo della musica italiana contemporanea.


Non posso che augurarti il meglio e soprattutto di che tu possa far ascoltare la tua voce e le tue canzoni dal vivo il più possibile. Di artisti bravi come te c’è davvero tanto bisogno in questo mondo di pazzi.

Grazie infinite a te e a MIE Musica Italiana Emergente che da spazio alla musica d’autore di qualità e offre la possibilità ai cantautori di poter fare ascoltare la propria voce.

Salvatore Imperio
di Salvatore Imperio

 

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