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Dalla Campania arrivano gli IVAS. L’intervista su MIE

Dalla Campania arrivano gli IVAS. L’intervista su MIE
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Gli IVAS sono una band della provincia di Salerno. Iniziano a suonare tra i banchi del liceo, affascinati dal filone psychedelic rock degli

Salvatore Imperio
di Salvatore Imperio

anni ’70, per poi consolidarsi come band e iniziare a scrivere musica propria.

Dopo svariati live e partecipazioni a festival del sud Italia, registrano l’EP omonimo di quattro tracce il 3 marzo del 2018, e portano a termine una compagna di crowdfunding su Musicraiser, realizzando così il primo videoclip “In the Sandman’s realm”.
Successivamente pubblicano il “Penny”, primo singolo estratto dal primo album della band.

L’intervista alla band.

Ciao ragazzi, benvenuti su MIE. Ricordate l’esatto momento in cui avete dato vita agli IVAS?

Il gruppo si forma tra i banchi del liceo, frequentavamo quasi tutti la stessa classe, per cui siamo cresciuti insieme, prima come persone e poi come musicisti.

Cosa vorreste trasmettere attraverso la vostra musica?

Attraverso la musica vorremmo essere capaci di raccontare delle storie,  che traggono spunto dalle cose lette che più ci hanno affascinati, della letteratura, della poesia, del mondo dei fumetti. La musica contemporanea molto spesso si fa carico di temi importanti di attualità, e diventa uno strumento attraverso cui parlarne, ma sotto un altro punto di vista è anche un modo per staccarsi dalla realtà e rifugiarsi in una dimensione propria. Ci piace pensare di calarci in contesti nuovi che non appartengono alla nostra quotidianità quando suoniamo e scriviamo la nostra musica, di prendere una boccata d’aria in senso lato,  e il nostro desiderio è quello di portare con noi anche chi ci ascolta.

Penny, il videoclip ufficiale degli IVAS

La vostra provincia influisce sulla vostra musica?

Noi siamo originari del Vallo di Diano, in provincia di Salerno. Siamo cresciuti in un posto con scarsa popolazione e un’incredibile abbondanza di verde, che ha sicuramente influito sul nostro modo di scrivere musica. Il tema della natura è onnipresente nei nostri testi, e noi ci sentiamo profondamente legati ad essa.

Da “In the Sandman’s realm” a “Penny”, sembra che la vostra musica segui un filo conduttore ben definito. Volete raccontarci come sono nate queste due canzoni?

“In the Sandman’s Realm” e “Penny” raccontano momenti diversi della stessa storia. Nascono dal presupposto di voler raccontare delle storie attraverso la musica e prendono spunto da due opere che amiamo molto : la saga a fumetti “the Sandman” di Neil Gaiman e “Alice nel paese delle meraviglie” di l. Carroll.
La nostra protagonista è in ogni caso Penny, che è una sorta di personaggio-concept attorno a cui ruotano diversi pezzi. Penny è una bambina dalla fantasia assai vivida, che si sveglia al mattino e appunta su un diario i suoi sogni. È anche una bambina introversa e piena di paure, come quella del tempo, di invecchiare e di perdersi senza accorgersene.

Anche i videoclip rappresentano al meglio la vostra musica. Come sono nati?

I videoclip seguono quasi alla lettera i testi dei pezzi. Nel primo  abbiamo voluto raccontare uno dei sogni fatti da Penny,  nel secondo abbiamo voluto presentare la protagonista stessa, che di qualche anno cresciuta ritrova il suo vecchio diario, e si riscopre non molto diversa da quella che era. Fino ad ora abbiamo collaborato con delle persone che hanno abbracciato appieno le nostre idee, si sono calate nella storia piu di noi, e se i videoclip sono venuti bene il merito è loro.

Penny su MIE Vol. 4

Ci sono persone, al di fuori della band, che vi stanno supportando?

IVAS è un progetto totalmente autofinanziato, ci sono però persone a noi particolarmente vicine che spesso ci aiutano e consigliano come Gianni della nostra etichetta FUFFA RECORDZ o Luigi Del Farm Studio e tutti i nostri amici più stretti che ci incoraggiano ad andare avanti per la nostra strada.

Perchè la gente dovrebbe ascoltare gli IVAS?

 La gente potrebbe ascoltarci con piacere a seconda di quello che cerca dalla musica. non ci definiamo innovativi né diversi, non scriviamo musica col presupposto di esserlo, non ci prefiggiamo niente. Crediamo semplicemente che la musica sia una sorta di via di fuga, che ci possa portare dove vogliamo quando lo vogliamo, una sorta di viaggio che si fa da fermi e ad occhi chiusi. Noi facciamo un invito, e chi vuole seguirci è il benvenuto.

Il web è diventata una parte molto importante per far conoscere la musica di tanti indipendenti. Che rapporto avete con questo strumento?

Anche se tra di noi c’è chi è più e chi è meno coinvolto ed interessato al suo utilizzo, Il web è uno strumento prezioso che è ormai indispensabile saper sfruttare a proprio vantaggio.
Ciò su cui siamo d’accordo però è che bisogna prima di tutto avere delle idee da voler condividere con gli altri  perché il web deve essere un mezzo ma non il fine del nostro progetto.
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