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“Quel che avvicina al bene” è il titolo del nuovo singolo di Luciano Nardozza. L’intervista su MIE. (PRIMA PARTE)

“Quel che avvicina al bene” è il titolo del nuovo singolo di Luciano Nardozza. L’intervista su MIE. (PRIMA PARTE)
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Salvatore Imperio
di Salvatore Imperio

“Quel che avvicina al bene” è il titolo del secondo singolo estratto dall’album di Luciano Nardozza.

L’album “Fuori Luogo” uscito nel 2019 è stato un tassello molto importante per Nardozza, tanto da essere notato anche da Musicultura che gli ha dato la possibilità di accedere alle audizioni dell’ultima edizione.

“Quel che Avvicina al Bene è la riscoperta dell’amore senza troppi ‘orpelli’, quello che resta, nonostante ogni strappo e ogni scossa. L’amore che ci fa ripartire da noi per godercela un po’, senza prendere tutto sempre sul serio. L’amore che senza sforzo si irradia da noi verso gli altri e ci libera dalle maschere che indossiamo solo per ottenerlo da fuoriracconta Luciano Nardozza, che del brano – così come dell’intero album è autore di testi, musica e arrangiamenti, nonché produttore. 

 

Quel che avvicina al bene, il video ufficiale

 

L’intervista a Luciano Nardozza.

Ciao Luciano. È davvero un piacere rivederti su MIE. Da “Il mio folle librarmi in volo”, il tuo singolo d’esordio, sono passati ben due anni e tante cose sono accadute.

 

Ciao Salvatore, ciao lettori di MIE, il piacere è mio! Sì, il tempo passa in fretta… Da un lato sembra ieri il giorno in cui tutto ha avuto inizio, dall’altro, guardandomi indietro, l’impressione è che siano passati ben più di due anni per quante cose sono accadute…

 

Partiamo da questo tuo ultimo singolo intitolato “Quel che avvicina al bene”, secondo singolo estratto dal tuo ultimo album “Fuori Luogo”. Potremmo definirlo pop d’autore. A chi si rivolge questa canzone e come è nata?

 

Quel che avvicina al bene” è nata pensando a un fenomeno che spesso accade nelle nostre vitequanto più spogliamo loggetto amato e desiderato di ogni orpello, altare, piedistallo (insomma ciò che è superfluo e ciò che frappone una distanza), tanto più scopriamo una vera connessione con esso. 

 

A volte succede dolorosamente, quando guardiamo in faccia la realtà e vediamo le persone per quello che sono e non per le illusioni che ci eravamo creati. 

Quello che rimane dopo questa epurazione” è il sentimento vero, quello che non può essere intaccato così facilmente. Se ci pensiamo, in fondo la realtà è innocua, sono le nostre aspettative a rendercela offensiva, un vero inferno a volte.

 

Il videoclip, per la regia di Leopoldo Caggiano, vuole esprimere proprio questo. Il protagonista ritorna al proprio centro e lo sfocato tutto intorno serve a esprimere questa centratura, così come leffetto miniatura. 

 

Non importa dove, quando e come, limportante è tornare a sentirsi bene e diffondere questa emozione di grande positività e leggerezza (ma non superficialità) tutto intorno a sé, includendo si gli altri, ma sentendosi bene essendo se stessi, senza farsi troppo influenzare da quello che gli altri pensano, fino a correre il rischio di sembrare un pomatti.

“Fuori luogo” è il titolo del nuovo album di Luciano Nardozza

Parliamo invece dell’album. Una bella prova di lavoro indipendente. Come direbbe Caparezza “il secondo album è sempre più difficile”. Quali sono i riscontri di pubblico e critica che stai ricevendo e se vuoi ricordarne qualcuno?

 

La spinta a scrivere canzoni nuove è stata inarrestabile. La difficoltà, in una certa misura, è stata quella di renderlo attuale. 

 

Nel senso che alcune canzoni sono nate appena dopo Di Passaggioe il mio desiderio era quello di uscire subito con un nuovo disco. 

 

Per esigenze editoriali e vari altri ostacoli abbiamo dovuto aspettare e in taluni casi ho dovuto re-incidere brani registrati nel 2017. Per certi versi è stato divertente vedere come le cose cambino in fretta e come io abbia dovuto cercare suoni e soluzioni nuove per non annoiarmi (mai e poi mai avrei ri-registrato le canzoni uguali a distanza di due anni). 

 

Per i pezzi nuovissimi è stato facile perché li registravo per la prima volta e non dovevo trasferire su di essi il percorso che avevo fatto come invece è successo per gli altri. 

 

A livello di pubblico e critica cerano delle aspettative sì, ma mi sono concentrato sulla musica facendo tutto nel modo più autentico possibile. 

 

Ad esempio, c’è molta più chitarra elettrica e un sound più “heavy, pur restando un disco pop. Non potevo sapere come sarebbe stata presa la cosa dallesterno, ma ho continuato su questa direzione perché era il mood che lalbum richiedeva.

Poi il disco è uscito e ha subito riscosso entusiasmo, sia da parte degli addetti ai lavori che del pubblico. Vedere la gente emozionarsi ai concerti o confessarti che le tue  canzoni entrano subito in testami rende davvero felice

“Beata ingenuità”, il primo singolo estratto da “Fuori luogo”.

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