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Plug ‘n’ Play: un contest pensato da musicisti per musicisti. L’intervista a Luca Sammartino su MIE

Plug ‘n’ Play: un contest pensato da musicisti per musicisti. L’intervista a Luca Sammartino su MIE
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Salvatore Imperio
di Salvatore Imperio

Molto probabilmente è la prima volta che su MIE intervistiamo il fondatore di un contest.
Un contest che, noi di MIE, stiamo supportando dopo aver conosciuto le persone che hanno avuto questa idea e che ritengo, nel tempo, costruiranno una bella realtà per chi vuol mettersi in gioco e aver la possibilità di far conoscere la propria musica.

Plug ‘n’ Play è il nuovo concorso musicale dedicato alle band indipendenti, presentato a Lodi lo scorso 26 ottobre dal network musicale 0371 Music. 

La manifestazione, aperta a band inedite locali e nazionali, si terrà per la sua prima edizione a Lodi e provincia da dicembre 2019 al 15 febbraio 2020.

Un contest pensato da musicisti per i musicisti: questa è una delle idee che ha attirato l’interesse di MIE e ho deciso di mettere sotto torchio Luca Sammartino, co-fondatore di 0371 Music e ideatore di questo nuovo spazio per la musica indipendente.

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L’intervista a Luca Sammartino.

 

Ciao Luca, veniamo subito a noi. Perchè realizzare un nuovo contest per la musica indipendente italiana?


Ciao amiche ed amici di MIE e grazie mille per lo spazio ed il supporto che ci state dedicando. Sopra scrivi “co-fondatore di 0371 Music” ma c’è un dettaglio fondamentale: nella nostra realtà siamo praticamente tutti musicisti indipendenti, a partire dal mio amico ed ormai socio Marco “Fapo” Fapani (cantautore che nel 2011 fu il primo a voler ascoltare le mie canzoni, a credere in me e che oggi mi accompagna in questo viaggio occupandosi del nostro 0371 Music Studio).

Concludo il quadro di famiglia dicendo che oggi siamo in sei con Eleonora, Lucia, Mattia e Carlo.

In questi anni noi stessi abbiamo partecipato a svariati contest e, raccogliendo anche le esperienze degli artisti con cui collaboriamo, abbiamo notato che anche quelli più blasonati peccano di una cosa importantissima per noi: dare valore all’artista. Molte volte i contest sono la scusa più semplice per lucrare alle spalle degli artisti dando loro il contentino perché più o meno pilotati. 

Abbiamo deciso di realizzarne uno nuovo che mettesse i musicisti al centro ed unisse gli addetti ai lavori per dare un segnale importante: fare musica a livello indipendente è possibile e siamo in tanti a crederlo!

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Sei giovanissimo ma non ti mancano le idee e la determinazione nel portarle avanti.
Immagino tu abbia dovuto sfidare la mancanza di fiducia che hanno gli artisti indipendenti verso i contest. Come è andata?


Grazie per le belle parole. In realtà è stata la cosa più semplice, per assurdo: pensavo di sbattere contro una barriera naturale di diffidenza che io stesso creo quando scelgo i contest a cui partecipare da artista. Abbiamo riscontrato da subito interesse e curiosità e stiamo ricevendo domande da tutta Italia… ci hanno chiesto di partecipare addirittura dal Senegal!

Mettere le cose in chiaro, per iscritto e comunicarle subito mettendoci la faccia anche dal vivo, senza giri di parole, da musicisti a musicisti: questo credo stia facendo la differenza.

Anche qui, da musicista posso dirti che spesso è proprio questo che manca: chiarezza nei confronti della manifestazione che si sta organizzando e del valore che vuole dare realmente all’artista.

La diffidenza verso i contest. L’esperienza di Luca Sammartino.

Anche coinvolgere tante realtà non è stato facile. Immagino che anche lì ci sia stata un po’ di diffidenza. Quali sono stati i primi feedback e quanti ne hai dovuto ingoiare?

Anche questo è andato oltre ogni migliore aspettativa: abbiamo ricevuto adesioni e riscontri positivi praticamente da tutti.

Ti svelo un retroscena che penso renda bene l’idea di quanto anche da parte degli addetti ai lavori ci sia professionalità e voglia di fare qualcosa di positivo per la scena indipendente: fino ad un mese prima della presentazione del 26 ottobre la fase di selezione acustica iniziale (anche questa con premi per i partecipanti) e la presentazione dal vivo stessa non erano previste.

Appena abbiamo contattato Fabio Rossi e Carlo Cremascoli di Divisione Musica oltre ad aver condiviso subito la filosofia del contest si sono subito messi a disposizione per organizzare l’evento e le esibizioni in acustico lì da loro. Tempo un paio di giorni ed avevamo tutto confermato. Questo è successo con tutti i partner che del contest… ne sapete qualcosa anche voi di MIE.

E’ iniziato tutto in primavera parlando con Alexo Vitruviano, cantautore esperto in comunicazione musicale e co-fondatore del Musiklub insieme a Fabio Longano, e Mara dello staff di Radio LimiteSintonia… oggi siamo una ventina di realtà che contribuiscono alla realizzazione del tutto e siamo aperti a chiunque voglia contribuire.

 

Come sta andando l’adesione a Plug ‘n’ Play?


Siamo a più di 55 richieste del regolamento e del modulo di adesione tramite la pagina dedicata sul nostro sito. Da queste stanno arrivando via mail i moduli compilati e firmati e c’è tempo ancora fino al 2 dicembre per consegnarli. Chiudo qui la risposta: sono troppo scaramantico per sbilanciarmi di più! 🙂

 

Anche sulla questione “premi” diciamo che siete stati molto umili e avete fatto capire che mettete in palio tutto quello che serve ad un artista. Quello che voglio chiederti visto anche l’esperienza con 0371 Music è se secondo te gli artisti di domani e quelli indipendenti di oggi sono preparati nel far conoscere la propria musica.

 

Da studente di Storia mi viene da rispondere che stiamo vivendo un periodo di transizione: con l’arrivo del digital la musica, il modo di crearla, di comunicarla e la fruizione da parte del pubblico è cambiata.

Per questo non credo sia giusto dire “gli artisti di oggi non sono ancora pronti” perché solo nel recente periodo stanno nascendo nuovi strumenti, contenuti e corsi tramite i quali possono formarsi in tema di digital e comunicazione applicati alla musica, ad oggi fondamentali per il proprio percorso musicale.

Ora i tanti esempi, penso sia obiettivo dire che Michele Maraglino abbia aperto il vaso di pandora della musica indipendente sul web.

Oggi un progetto musicale è una start up: vedo un bel futuro ricco di musicisti-imprenditori ed un pubblico sempre più vicino alla scena indipendente, che in questo periodo è la parte sommersa di un iceberg la cui punta emersa è rappresentata dal mondo delle major e dei talent. 


Credo che gli addetti ai lavori siano una figura fondamentale in questo processo: dobbiamo essere noi in prima persona ad avvicinarci agli artisti e dedicare loro tempo per condividere il nostro lavoro sotto questi nuovi aspetti.

A tal proposito, nel 2020 con 0371 Music ed il Musiklub continueremo questo percorso iniziato con il Plug ‘n’ Play con un progetto che abbiamo a cuore da un po’: un’accademia online aperta a tutti gli artisti indipendenti per la formazione a 360° tra musica, digital e comunicazione a diretto contatto con esperti del settore.

Secondo te quanti degli artisti indipendenti di oggi puntano tanto sulla propria creatività per lasciare un segno e quanti lo fanno solo per hobby. Riesci a darmi una percentuale?

 

Da quando ho cominciato l’attività di ufficio stampa con 0371 Music Press nella maggior parte dei progetti vedo ragazze e ragazzi sempre più professionali e determinati in ciò che fanno. A spanne, un 80% abbondante. Il che ci riempie di speranza rispetto al futuro della scena indipendente.

In particolare, vedo in crescita la “percentuale” di musicisti che mette alla base del progetto la propria musica, le proprie canzoni, curandone il più possibile tutti gli aspetti e che vuole suonare dal vivo il più possibile: fino ad un anno fa ti avrei detto che si pensa troppo ai social mentre oggi stiamo capendo che la chiave per far crescere il proprio progetto – e di conseguenza farne molto più di un hobby – sta nella musica e nei live.

Mi piace pensare che in tutto ciò i social stiano all’amplificatore come la musica ed i live alle mani del chitarrista: puoi avere l’ampli più bello del mondo ma se non sai suonare la chitarra…

 

La vostra base è a Lodi, ad un’ora da Milano; una città che negli anni passati ha dato tanto alla musica attraverso degli spazi che venivano dedicati alla musica indipendente. È ancora così o è solo un passato, una città che in quanto a fermento artistico non lascia molti spazi?

 

Vivo Milano da pendolare dalle superiori, da quando suono, ed ho notato che dopo l’Expo la città si è evoluta velocemente verso il futuro. La sua scena musicale insieme a lei.
Trovare locali dove suonare, anche se arrivi da fuori città, mi sembra più semplice ed in qualsiasi momento dell’anno ci sono workshop e manifestazioni musicali (non ultima, la recente Milano Music Week). Il calendario dei concerti dei grandi nomi internazionali è sempre ricco: è una città in cui il pubblico ha fame di musica ed organizzata per attirare a sé artisti e pubblico. L’amministrazione Sala sta facendo un bel lavoro, dal mio punto di vista.

Una piazza così cosmopolita è ricca anche di punti di riferimento per tutti i generi musicali tra locali, studi di registrazione ed addetti ai lavori. Noto anche che tanti musicisti in Italia cercano di spostarsi qui proprio per coltivare la propria arte.

Nella nostra esperienza, due anni fa iniziammo con l’organizzazione di serate per musicisti indipendenti in città con 0371 Music Press praticamente da zero, senza avere un nome od una reputazione, e trovare un locale attrezzato è stato praticamente immediato.

Adesso l’obiettivo è quello di creare questo tipo di riferimenti anche in provincia, come qui a Lodi con il Plug ‘n’ Play appunto.

 

Invece a livello nazionale, pensi che il fermento artistico che viviamo con la musica indipendente, riuscirà ad emergere o dovremmo sempre lottare per dare spazio alla musica indipendente dal vivo?

 

Le tue parole sono perfette per descrivere la situazione: la musica indipendente è in fermento e stanno nascendo nuove realtà in tutta Italia.

Sì, la strada da fare è tanta e dovremo “lottare” per avere spazio ma l’ottimismo di cui parlo viene proprio dal fatto che noi musicisti il dover “lottare” ce l’abbiamo dentro: pensiamo a quanti sacrifici personali ed economici si fanno per suonare ed “emergere” e vedere quello del musicista riconosciuto come un lavoro vero e proprio agli occhi di tutti.

Stiamo andando nella direzione giusta ed insieme ce la faremo. 

 

Bene Luca, ultima domanda. Perché una giovane leva che vuole far musica dovrebbe partecipare al  Plug ‘n’ Play?

Perché è un contest da musicisti per musicisti che premia tutti i partecipanti, con alle spalle realtà che conoscono la scena indipendente e condividono gli stessi lavori di cooperazione e sincerità nei confronti degli artisti. Un porto sicuro in cui approdare nel mondo della musica.

 

Grazie Luca e in bocca al lupo.


Grazie a te Salvatore e a tutto il tuo staff: credete in noi e ci supportate fin dal primo comunicato stampa inviato e sapere che il Plug ‘n’ Play è il primo contest che spingete e per il quale vi state esponendo ci riempie di orgoglio e gratitudine.

Viva il lupo… o come si dice prima di salire sul palco: merda, merda, merda!

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