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Intervista ad un grande autore: DIEGO MANCINO – seconda parte

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Intervista ad un grande autore: DIEGO MANCINO – seconda parte
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Seconda parte dell’intervista a Diego Mancino che i lettori di MIE Musica Italiana Emergente, visti i numeri record di visualizzazioni della prima parte, sicuramente apprezzeranno.

Parlando chiaro, sei uno dei più prolifici ed importanti autori della musica italiana insieme a gente come Dario Faini, Niccolò Agliardi, Giulia Anania, Davide Petrella e Amara solo per citarne alcuni. Ci sono altri autori che consiglieresti di tenere d’occhio?

Beh, hai detto già dei nomi che si stanno facendo notare per la qualià’ delle loro canzoni. Non dimenticherei Ermal Meta che ha una bellissima storia di autore, e Matteo Buzzanca col quale ho lavorato e che mi sembra un magnifico autore di questi anni. Ma ci sono certamente molti che non conosco, abbiate pazienza ma siccome sono tanti potremmo stare qui tutto il giorno. in questi anni la figura dell’autore è emersa come non succedeva da molto tempo, e di questo sono molto contento.

Ed invece quali artisti o band emergenti consiglieresti?

Non sto seguendo molto la musica di quest’anno. so che non mi piace quasi tutto.
Ho davvero fastidio per la musica sedicente alternativa, che trovo stucchevole e borghese, mi danno fastidio le canzoni piatte e autocompiacenti e vedo la disintegrazione di quella che era una scena molto fertile e piena di innovazioni e che, ora, sembra inseguire la peggiore strada possibile.

Ma forse come dicono i miei amici sto diventando un vecchio rompiscatole e basta.
Scherzi a parte davvero mi trovo in difficoltà. I dischi migliori sono fatti da artisti che hanno ormai una certa età. Penso al disco di Edda, che amo moltissimo, e che non e’ stato molto considerato se non per lavarsi la coscienza dopo aver cresciuto una generazione intera con dischi mediocri, a volte bruttissimi e falsi come giuda, spacciandoli per fondamentali. la distruzione della controcultura ha dei colpevoli.

Parliamo del tuo album “Un invito a te”.

E’ nato grazie al crowdfunding su Musicraiser in cui i tuoi fans sono stati finanziatori del tuo progetto. che esperienza è stata quella di far diventare protagonisti i tuoi fans per la tua musica?

Devo dire che è stata una fantastica esperienza, molto inaspettata e fatta con moltissima incoscienza.
Mi sono sentito un ragazzino e questo è impagabile. Il rapporto diretto con i 
fans ha portato molta energia e anche alcune scelte per me inaspettate. Mi ha coinvolto il senso eroico di costruzione del disco, su basi del tutto autonome.
Certo con dei giganteschi limiti, ma con uno spirito che da tempo mi mancava.
Fare un disco è un’esperienza molto complessa soprattutto se non si ha più vent’nni e ancora di più se si è da soli, non con la forza emotiva e propulsiva di una band ma da soli con tutti i problemi e le paure che da esseri umani si può avere.

Ho la fortuna di avere amici e collaboratori con i quali ho lavorato, ma poi quando torni a casa sei solo tu e le canzoni, ti seguono nel letto, e ti svegliano la mattina.

Pensi che questo nuova modalità nel finanziare un progetto artistico sostituirà le vecchie modalità o sarà un aiuto per i ragazzi che vogliono realizzare il proprio obiettivo artistico?

Sicuramente è un modo molto efficace per produrre in autonomia un disco, si deve però riuscire a coinvolgere le persone nel processo produttivo, farle sentire parte di qualcosa, che poi è quello che la gente cerca: essere parte di qualcosa.

Salvatore Imperio

di Salvatore Imperio

 

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