Intervista a Cassandra Raffaele

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Intervista a Cassandra Raffaele
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Una bella sorpresa tra le pagine di MIE, una grande voce che nel mese di Gennaio sarà protagonista sarà anche in tour con lo spettacolo “La valigia con le scarpe. Transizioni emotive in movimento”. Stiamo parlando di Cassandra Raffaele, nota al grande pubblico per la partecipazione ad X Factor, premio della critica al Premio Bianca d’Aponte, finalista Premio Bindi, Milo Music Contest di Franco Battiato e tra le protagoniste del “Mei Supersound”.

 

Cassandra, cosa rappresenta per te la musica?

Per me la musica è un vero e proprio elemento. L’universo è fatto di musica e anche l’uomo. Alla base di ogni cosa c’è un ritmo e un’armonia. Poi puo’ essere piu’ o meno predominante ma tutti ce l’hanno dentro.

Che musica ascolti?

Parecchia. Sono molto curiosa e spesso mi ritrovo a comprare album di artisti poco conosciuti o che io conosco poco personalmente, per il piacere di ascoltare cos’hanno da raccontare e ricevere suggestioni. Spazio quindi , dalle cose piu’ sperimentali, teatrali tipo Lo stato sociale, ai cantautori, il jazz, il blues di Billie Holiday.

Chi è stato quell’artista e la canzone che ti hanno segnato?

A 5 anni ascoltai per la prima volta , senza volerlo e senza saperlo, un vecchio LP di Gershwin , Rapsody in blue. L’intro di quel clarinetto mi fece abbandonare i giochi , ricordo e m’ipnotizzo’ davanti alle casse. Un piccolo aneddoto per meglio spiegarti la sensazione di rapimento che la musica esercitava ed esercita su di me. Mi colpisce cio’ che ha contenuto, d’armonia o parole. Trovo tuttora un attuale riferimento in The white album dei beatles, da cui attingo sempre nuove suggestioni. Ma anche la voce di Aretha Franklin, le parole delle canzoni di Battiato, Gaber, Graziani. I virtuosismi, la classe di Lauren Hill.

Cosa vuoi fare da grande? La musicista che condivide musica.

Tra 10 anni dove ti vedi? In giro a condividere musica.

Cosa è significato, per te, partecipare ad Xfactor?

Un’esperienza televisiva che n’è valsa davvero la pena di vivere per la possibilità di conoscere in così poco tempo un sacco di gente e poi, un’occasione per stare con gente come Elio, grande musicista. E’ stato un modo significativo per scuotere quella routine di vita che conducevo, dove la musica aveva uno spazio diviso con il lavoro.

Stai collezionando tanti premi in italia, ma come vedi la musica italiana oggi?

Viviamo un momento storico non semplice ma non per questo non pieno di stimoli a fare di piu’. Dai momenti difficili sono sempre venute fuori cose belle. Sono ottimista.

I “senatori” della musica stanno lasciando spazio alle nuove leve?

I senatori ci sono sempre e le nuove leve ci sono sempre. Non è uno spazio che si lascia ma che si condivide.

Com’è il tuo rapporto con la musica emergente ed indipendente italiana?

Conosco parecchi artisti come me emergenti. C’è curiosità, solidarietà ,ci si aiuta. Ti senti parte di un mondo che con difficoltà ma tanta serietà , va avanti e cerca i suoi spazi.

C’è un artista emergente che ti ha sopreso?

Si, Carlot-ta. Il suo album debutto è davvero bello.

La canzone che ascolteresti per un giorno intero?

Non so se riuscirei ad ascoltare una canzone per tutto il giorno. In questo periodo pero’ ascolterei per un giorno intero un album di Madeleine Peyroux.

Stai collaborando con “I BACIAMOLEMANI” e dici che paradossalmente sono conosciuti più all’estero che in Italia. Pensi che il futuro della musica italiana non sia in Italia?

I sistemi di diffusione della musica permettono ormai alla musica di non avere confini e limiti. Credo quindi, che la musica italiana, come quella africana o balcanica possa avere mercato ovunque ci sia gente curiosa e che abbia voglia di lasciarsi sedurre. i auguro solo che ci siano dei sistemi di tutela maggiori per gli autori. Poi se resta in italia o all’estero , l’importante sarà riconoscere i giusti introiti, ma al momento sono molto esigui.

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