Il 1° agosto esce il quarto lavoro discografico dei NOUS AUTRES, intitolato “LA CITTA’ MANCATA”

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Il 1° agosto esce il quarto lavoro discografico dei NOUS AUTRES, intitolato “LA CITTA’ MANCATA”
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La citta mancata_ - Nous AutresIl 1° agosto esce il quarto lavoro discografico dei Nous Autres, intitolato “La città mancata”.
Nata a fine 2004 la band ha maturato nel corso degli anni un suono che partendo dal classico cantautorato italiano (“Nous Autres”, 2005) e passando per sonorità vicine al “Combat-folk” (“Salud’e trigu”, 2007), è approdato progressivamente su un rock dalle atmosfere allucinate ma viscerali sulle quali si cullano i testi scritti dal cantante Antonio Matzeu (“Il penultimo canto della cicala”, 2012). La formazione attuale è composta, oltre che da Antonio Matzeu, da Davide Boldrini (basso), Stefano Boldrini (batteria), Enrico Pireddu (chitarre), Giuseppe Tuveri (tastiere), Manuel Serpi (percussioni) e Stefano Pau (chitarra ritmica).

LA CITTÀ MANCATA è il quarto lavoro in studio della band; totalmente autoprodotto, il disco è composto da 10 brani, legati dal filo conduttore delle esperienze di personaggi che si muovono con giocosa e a volte amara ironia tra scorci di quotidianità, abituali paesaggi di provincia e consueti
dilemmi sul restare o partire. “La città mancata” è la trasposizione di sé stessi, un’illusione che tenta, nel bene e nel male, di sfuggire dalla normalità e dal “proprio reale”, un miraggio di cartapesta, un trucco da indossare per salvare le apparenze, che cola via con l’avanzare della notte,
della sua intimità e dei suoi vecchi fantasmi.
La copertina dell’album è una splendida opera realizzata dal noto pittore sangavinese Sergio Putzu (reduce dal successo della mostra “Arrastu”) che sintetizza alla perfezione le atmosfere del disco: gli affetti, la vacuità del tempo, i drammi, le gioie, la complicità e la precarietà di esperienze che trovano il proprio riscatto e la propria condanna nella poesia.

L’uscita del disco è stata anticipata dalla presentazione del video di “Winston” brano che ruba alcuni versi al romanzo 1984 di George Orwell,
realizzato dal regista Federico Rescaldani.

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