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Il grande ritorno dei LEVY. L’intervista di SALVATORE IMPERIO

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Il grande ritorno dei LEVY. L’intervista di SALVATORE IMPERIO
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Oggi c’è un caro progetto che torna su MIE dopo averli conosciuti qualche anno fa.
Loro sono i Levy e nel tempo hanno avuto una bella crescita artistica che ha portato anche a comporre canzoni in lingue inglese e presentarle in alcune date fuori dai confini nazionali con un ottimo riscontro di pubblico e tra gli addetti ai lavori. (Leggi l’articolo)

I Levy sono Matteo Pagnoni e Damiano Cherchi nati in una delle terre, artisticamente, più fertili: le Marche.

Ragazzi è un piacere riavere voi e la vostra musica su MIE Musica Italiana Emergente. Come state?

Molto bene, siamo addirittura “rinati” in un certo senso, è bello ritornare ad incontrarci dopo 4 anni.

Avete cambiato letteralemente qualche lettera nel vostro nome e dal 2016 avete iniziato un nuovo percorso che vi ha portato lavorare a delle canzoni in inglese. (Il testo di JAMIE, il nuovo singolo dei LEVY)
Come è avvenuto questo cambiamento?

Diciamo che dopo “Poveroccidente“(la recensione) del 2013 c’è stato un bel tour in Italia e poi sul finire del 2014 eravamo alla ricerca di altro che potesse portare la nostra musica anche fuori dai confini nazionali e così abbiamo accettato una sfida davvero dura. Non solo avremmo cantato in inglese, ma l’avremmo fatto all’estero.
E’ stata durissima all’inizio ma poi gli eventi positivi si sono succeduti a cascata.

Questo cambiamento di rotta vi ha portato molte soddisfazioni come si legge dalla vostra biografia.
Bonifares, album del 2016, ha avuto ottimi risconti in tanti paesi come Regno Unito, USA, Casana, Germania, Australia, Polonia, Brasile, Spagna, Svizzera, Giappone e tanti altri.
Soffrite del fatto che non si riesce ad essere profeti in casa propria?

Purtroppo devo rispondere di si. La settimana scorsa “Jamie” era in onda su Zone Radio di Cape Town in Sud Africa ad esempio, invece qui in casa nostra ancora non abbiamo abbastanza spazio. Non siamo completamenti addolorati ma sai, un pò dispiace.

Sempre nel 2016, 90 radio hanno trasmesso i vostri pezzi in tutto il mondo.
Penso che sia un bel risultato per progetti artistici come il vostro che negli anni ha saputo sempre fare cose belle che hanno lasciato qualche segno nel mondo della musica emergente.
Cosa avete pensato in quel periodo in cui le radio di tante Nazioni trasmettevano i vostri pezzi?

Eravamo completamente sbalorditi, mandavamo in giro i pezzi dell’album e le radio scrivevano che erano contenti di passare la nostra musica. Piu’ di una volta addirittura ci hanno scritto Dj chiedendo il permesso di poter mandare qualche nostra canzone in radio. Incredibile, questa cosa non ci era mai successa a casa nostra. Qualcuno all’inizio ci aveva addirittura scambiato per inglesi.

Nel Gennaio 2017 arriva un altro bel risultato con il premio “Indie band dell’anno” sulla piattaorma con 15000 artisti “Donatello Community” di base a Londra.
Ci raccontate un po’ com’è andata?

E’ arrivato all’improvviso, appena dopo il capodanno 2017, credo fosse il 4 o 5 Gennaio. Avevamo mandato tutto il materiale promozionale un paio di mesi prima e mai avremmo pensato di vincere il premio come “indie band dell’anno”.

Per noi è stata davvero una grossa soddisfazione e una conferma che il lavoro fatto con tanto sudore stava dando i frutti.

A proposito di rassegne, festival e contest. Cosa ne pensate di questi progetti che potrebbero essere utilizzati dagli artisti indipendenti per farsi conoscere?

Credo che siano delle importanti vetrine che purtroppo oggi soffrono un po’ dell’immagine “corrotta che alcuni contest o rassegne fine 90 inizio 2000 hanno contribuito a dare. Vorrei tanto che riprendessero la dignità che meritano, nella testa degli organizzatori e del pubblico. Ad oggi forse ci sentiamo di dire che i festival sono l’occasione migliore per le band e gli artisti indipendenti.

C’è qualche rassegna che suggerite agli artisti emergenti per la loro partecipazione?

Ce ne sono tante valide in Italia, che meriterebbero anche più visibilità, al momento mi torna in mente Musicultura, che sforna ogni anno dei validi artisti italiani.

L’Aprile 2017 è stato un mese in cui non solo gli addetti ai lavori ma anche i fans c’hanno messo del proprio per farvi suonare. Prima un festival nel Galles e poi il secret concert nelle Marche.
Come sono andati e che sensazioni avete avuto durante le esibizioni?

Beh è stato magnifico, soprattutto suonare di nuovo a casa, non era soltanto un concerto, è stata soprattutto una festa, e quindi ti dico subito che lo rifarei.

Nel Luglio 2017 siete arrivati anche a suonare in un minitour londinese e vi siete fatti notare dagli organizzatori del Glastonury Festival. Che tipo di rassegna è stata?

Credo la più importante finora della nostra attività artistica. Sai, Londra nell’immaginario di ogni musicista, italiano e non, è come un traguardo. Nonostante siano passati 50 anni dagli tempi dei Beatles è ancora cosi’.
Suonare a Londra è poter dire “io ci sono stato e ho suonato”. Avevamo una paura matta prima di suonare il primo giorno, perchè sai, canti in inglese a casa loro.

Se sbagli sei fregato. E invece appena saliti sul palco avevamo solo voglia di suonare e spaccare tutto. E l’abbiamo fatto!

Copie di “Bonfires” vendute, chiacchierata col pubblico a fine concerto e inviti per il futuro. E’ stato un sogno diventato realtà, poi gli altri giorni la paura era svanita. Speriamo di tornarci presto.



Avete notato differenze tra quello che si organizza oltre i confini nazionali e quello che si organizza in Italia?

Due cose sostanzialmente. Le band e gli artisti si supportano davvero tanto a vicenda, è questa è davvero una figata. L’altra è che l’occasione per farsi notare e suonare la propria musica viene data praticamente a tutti, poi è la qualità che fa la selezione.

Arrivando ai giorni nostri, avete presentato poco tempo fa il vostro nuovo singolo “Jamie” in cui si nota una grande maturità artistica. Di cosa parla questo brano?

“Jamie” è vagamente ispirata a mio padre. E’ la storia di un uomo che voleva diventare un genio fin da piccolo, ma finisce a lavorare nelle ferrovie per sfamare la famiglia. L’accettazione di sé e l’amore per i propri figli pero’ danno all’uomo la motivazione

giusta per andare avanti e lottare ogni giorno contro le asperità della vita.

Jamie” sta facendo letteralmente il botto su Youtube. Cosa dobbiamo aspettarci dai Levy per il prossimo futuro?

Un bel pò di cose. Stiamo iniziando a registrare un altro singolo, ti anticipo che si intitolerà come il disco che uscirà nella prossima primavera.

Probabilmente ci sarà anche un video “importante” per il singolo, vedremo cosa ci riserverà il Natale.

Avete già in mente quali saranno gli argomenti che tratterete nelle prossime canzoni?

Parliamo di Live. Ci sono concerti in programma in questi ultimi giorni del 2017?

Di cosa parleranno? Beh posso solo dirti che c’entreranno qualcosa i bambini e altro….per ora non posso sbilanciarmi più di tanto…

Per i Live se ne riparlerà a Marzo, per quest’anno abbiamo già un bel po’ di carne al fuoco.

Il 2017 è stato un anno in cui avete raccolto i risultati dei tanti sacrifici fatti in questi anni.
Cosa ne pensate di questo 2017 e quali saranno gli obiettivi nei prossimi anni?

Il 2017 è stato un anno incredibile, infatti stiamo incrociando le dita che il prossimo ci dia lo stesso “fuoco” .

Tra gli obiettivi sicuramente il nuovo album e ci aspettiamo di suonare parecchio in estate. Ce lo auguriamo davvero tanto perchè siamo davvero carichi in questo momento e sappiamo di poter dare tanto sul palco.

Perfetto ragazzi. E’ stato davvero un piacere ed un onore poter domandarvi tante curiosità e farvi conoscere ai lettori di MIE. Spero di risentirvi presto.

Sicuro, intanto lascia a noi il compito di fare i complimenti al MIE che è una realtà stupenda per la musica italiana,soprattutto per gli indipendenti.

Grazie di cuore ragazzi,a presto.

 

Salvatore Imperio

di Salvatore Imperio

 

 

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