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Su MIE, l’intervista ai Gran Torino.

Su MIE, l’intervista ai Gran Torino.
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Un benvenuto ai Gran Torino, formazione che, a dispetto del nome, proviene da Bologna, e ha all’attivo un album, “Albero e Terra”, che

La redazione di MIE

ha riscosso ottimi consensi, e attualmente due nuovi singoli, “Che fine vuoi?” e “Abbracciami”, che anticipano il secondo lavoro in uscita nei prossimi mesi.

Abbiamo interpellato Daniele Berni e Marco Paradisi, ovvero voce/batteria e basso, chitarre e synth dei Gran Torino, per conoscere la direzione che la band sta intraprendendo in questo periodo e per parlare di musica e molto altro.

L’intervista alla band.

Ciao ragazzi, siete per la prima volta nel mondo di MIE, quindi presentatevi a modo vostro.

Ciao a tutti e grazie per lo spazio che ci state dedicando.
Siamo i Gran Torino, abbiamo un disco in uscita e non vediamo l’ora di farci ascoltare!

L’occasione per cui abbiamo voluto intervistarvi è l’uscita del vostro singolo “Abbracciami”, che si potrebbe definire un’ode contro la superficialità degli affetti. Non è un brano immediato, nonostante un innegabile appeal melodico: avete voluto così rendere in musica il senso stesso del brano, in cui l’abbraccio è in qualche modo rappresentato dalla melodia, calda e coinvolgente ma che ha bisogno di ascolti non superficiali per esser colta nella sua profondità?

Spesso ci dicono che la nostra musica non è immediata e la cosa ci lusinga, tuttavia componiamo in modo assolutamente spontaneo. Non amiamo infatti darci dei limiti e pensiamo che questa cosa venga percepita da chi ci ascolta.

 

Abbracciami, il videoclip ufficiale dei Gran Torino

Questo è il secondo singolo che anticipa il vostro album di prossima uscita, ma si discosta abbastanza dal mood del primo singolo di lancio dello stesso disco, ovvero “Che fine vuoi?”, che avete pubblicato a luglio. L’intenzione è evidentemente di mostrare due lati diversi dei Gran Torino. Quale parte di voi è a vostro avviso meglio espressa in “Che fine vuoi?” e quale invece in “Abbracciami”?

Sì è vero, sono brani differenti, agli antipodi. Li abbiamo scelti per questo motivo e ci rappresentano a pieno: in “Che fine vuoi?” probabilmente traspare il nostro lato più rock mentre “Abbracciami” evidenzia un lato più introspettivo della band.

Ad ogni modo due brani, tra l’altro come si diceva ben diversi tra loro, sono un po’ poco per comprendere in che direzione state procedendo per il nuovo album. Volete raccontarci cosa dobbiamo aspettarci dal successore di “Albero e Terra”?

Consideriamo questo secondo disco un traguardo tanto inaspettato quanto importante.
Inaspettato perché mai avremmo pensato di superarci dopo un primo disco che consideriamo tutt’ora una sorpresa, importante perché possiamo dire di essere cresciuti in tutto, dalla composizione alla scrittura! Sarà un disco maturo, veloce, lento, elettronico, rock, pop, Gran Torino.

Croci e delizie: quali sono le principali “croci” (quindi le difficoltà) che si riscontrano a far musica inedita oggi in Italia e quali invece le “delizie”, ovvero le cose più belle che capitano nella vita di un musicista?

Chi fa musica propria in Italia è pronto a soffrire, di certo il trovare poche possibilità di esibirsi dal vivo non ci rende ottimisti, ma quando chi ci ascolta inizia a seguirci, a capire cosa siamo e cosa abbiamo da dire il cuore esplode!

 

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Tra una formazione e l’altra avete entrambi circa vent’anni di carriera alle spalle: qual è stata, secondo voi, l’esperienza che vi ha fatto maturare di più come artisti in questi anni?

Il momento più importante è stato quando abbiamo deciso di bastarci.

Una band è una situazione difficile da gestire, dopo anni di tempeste ci siamo guardati ed abbiamo deciso di creare un progetto che rispecchiasse in pieno chi siamo.

Da quel momento paradossalmente abbiamo trovato amici che hanno deciso di unirsi a noi condividendo sul palco la passione per qualcosa che ci lega, ne approfittiamo per mandare un abbraccio a Matteo e Lorenzo, i nostri chitarristi, fratelli di live e di tante prove!

Qual è il vostro punto di vista sulle cover-band?

Le cover band servono per intrattenere, per svagare il pubblico.
Chi fa musica propria cerca semplicemente di comunicare, di far pensare le persone.

“Le cover servono ad intrattenere il pubblico.
I talent non ha nulla a che fare con la musica.”

Gran Torino

 

E invece qual è il vostro punto di vista sui talent-show e sulla musica che passa in televisione oggi?

I talent con la musica non hanno niente a che fare, sono marketing puro senza alcun rischio, costruiscono personaggi in base al gradimento del pubblico, li vestono, gli passano brani scritti da autori al portafoglio delle discografiche ed una volta che li hanno spremuti li gettano nel nulla.

La musica non si fa in tv, noi la seguiamo altrove.

Ha fatto non poco scalpore la proposta della Lega, di obbligare le radio italiane a trasmettere un brano di musica italiana ogni tre. Voi cosa ne pensate?

Che se per musica si intende ciò che da anni dobbiamo subire è una stronzata pazzesca! 

In attesa di ritrovarvi in occasione dell’uscita del vostro secondo album, vi lasciamo questo spazio finale per fare i vostri saluti ed eventuali ringraziamenti a chi volete.

Grazie ancora a voi, a chi ha letto l’intervista fino a qui e grazie a chi ci vorrà ascoltare! 
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